Counting Crows

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Counting Crows

Con il loro ibrido pieno di rabbia che mette insieme Van Morrison, The Band e R.E.M., i Counting Crows hanno conosciuto il successo nel giro di una notte, nel 1993. E pensare che solo un anno prima erano un gruppo di musicisti sconosciuti, chiamati alla cerimonia della Rock And Roll Hall Of Fame a riempire il vuoto lasciato da Van Morrison (che all'ultimo minuto non si era presentato)!
Facciamo un passo indietro: la band si forma a San Francisco nel 1991, quando il cantante Adam Duritz e il chitarrista David Bryson cominciano a suonare set acustici nelle coffee house locali. Prendendo il nome Counting Crows da una vecchia filastrocca inglese, i due reclutano Matt Malley (basso), Charles Gillingham (tastiere) e Steve Bowman (batteria) e danno vita a un tipo di rock in stile anni '60/'70, bilanciato con i testi tormenti di Duritz. Nel 1992 ottengono un contratto con la DGC Records, sussidiaria della Geffen, e in pochi mesi fanno già da spalla ai concerti di Bob Dylan.
All'inizio del 1993 registrano il loro primo album, "August And Everything After" (pubblicato a fine anno), insieme al produttore T-Bone Burnett. Il disco è cupo, sobrio, guidato dai testi belligeranti e dalla voce espressiva di Duritz. L'unica traccia uptempo, "Mr. Jones", diventa il loro biglietto per il successo, insieme a una serie di recensioni positive e un tour che dura più di un anno (anche come supporter di Suede, Dylan, Los Lobos e altri): l'LP viene proiettato di colpo alla n. 4 della classifica statunitense. Arriverà a vendere oltre 6 milioni di copie.
Nel 1994 entrano in formazione il chitarrista Dan Vickrey e il batterista Ben Mize (Bowman lascia la band per formare i Third Eye Blind), mentre Duritz soffre di un pesante crollo nervoso. Dopo un tour europeo e un American Music Award come Favorite Artist – Alternative Music, Duritz e soci tornano in sala d'incisione nel maggio 1995, per dar vita a "Recovering The Satellites", affidando i compiti di produzione a Gil Norton (The Pixies, Echo And The Bunnymen). Il lavoro è pubblicato nell'ottobre 1996.
Subito dopo i Counting Crows si imbarcano in un tour, in America e Europa, che viene segnato da alcuni avvenimenti particolari: a dicembre Duritz si infortuna gravemente al ginocchio nel mezzo di una performance, ma continua lo show e soprattutto non fa cancellare nessuna delle date successive; è invece costretto a fermarsi per qualche serata a causa dei noduli alle corde vocali. La frenetica attività live si trasforma nel doppio live "Across the Wire: Live In NYC" (1998).
Finito l'estenuante giro dei palchi del globo, i sei si mettono a pensare a un nuovo lavoro in studio con David Lowery (Sparklehorse) e Dennis Herring (Cracker, Throwing Muses). "This Desert Life" fa la sua comparsa nei negozi nel novembre 1999, mentre, con l'avvento del nuovo millennio, viene reso disponibile il primo di una serie di bootleg ufficiali, intitolato "By The Time We Got To Woodstock". Intanto si è aggiunto alla rosa David Immerglück, chitarrista e polistrumentista.
Ancora concerti e giri per il mondo, poi tempo buttare giù le fondamenta di un quarto disco. Mentre collabora con Ryan Adams all'incisione del suo secondo LP "Gold", Duritz contemporaneamente si riunisce alla band per sfornare "Hard Candy", prodotto da Steve Lillywhite (U2, Rolling Stones, Talking Heads) e Ethan John (Ryan Adams, Rufus Wainwright) e pubblicato nel 2002 (2003 in Italia).
Segue una lunga tournée estiva, aprendo gli spettacoli di Santana in Europa e degli Who lungo la West Coast degli Stati Uniti. Durante il tour Mize lascia e viene rimpiazzato da Jim Bogios.
Alla fine del 2003 esce il greatets hits "Films About Ghosts", poi ancora concerti con John Mayer, Maroon 5 e Graham Colton Band. L'anno dopo il brano "Accidentally In Love" finisce nella colonna sonora di "Shrek 2" guadagnandosi una nomination agli Oscar. Altro cambio in formazione: fuori Malley, dentro Millard Powers. Nel 2006 viene pubblicato "New Amsterdam: Live At Heineken Music Hall" e partono i preparativi per il disco di inediti numero 5. Nell'attesa, a fine 2007 la band sforna un'edizione deluxe di "August And Everything After". E finalmente a marzo del 2008 arriva il nuovo "Saturday Nights And Sunday Mornings", diviso in due metà: una rock in pieno stile Counting Crows, l'altra in chiave acustica/folk.