Cradle of Filth

Cradle of Filth

I Cradle Of Filth sono i Signori della Notte, fatti di sangue, satanismo e black metal melodico.
Nascono in Inghilterra nel 1991 attorno alla voce di Dani Davey 'Filth' (unico punto di riferimento stabile di una band abituata a continui cambi di lineup). Sin dall'inizio sperimentano una strada diversa da quella dalla maggioranza delle release black del momento: al posto della brutalità pura, un massiccio utilizzo di tastiere, voci femminili, persino arrangiamenti melodici. Il tutto come base musicale di testi impegnati nella rievocazione di favole di vampiri e sangue.
Tutto questo e qualcosa in più si ritrova nell'album d'esordio ("The Principle Of Evil Made Flesh", anno 1994): la label è l'indipendente Cacophonous, con la quale i Cradle Of Filth firmano dopo 3 demo e 3 cambi di lineup. L'esito presso al critica specializzata è lusinghiero, ma lo zoccolo duro del black metal li guarda con un certo sospetto, temendo una deriva commerciale.
La band se ne frega, continua sulla propria strada e l'album successivo ("Dusk & Her Embrace", 1997) allarga la cerchia dei fan molto al di fuori del ristretto circolo black metal, conquistando buona parte del 'normale' pubblico metallaro. Nel frattempo l'etichetta è cambiata: siamo sempre nell'ambito indipendente, ma Music for Nations ha le carte in regola per una produzione e distribuzione su larga scala.
E infatti meno di un anno dopo esce l'album numero 3, "Cruelty & The Beast": la fan base viene consolidata e i live a suon di elaborate scenografie Alice Cooper-style si confermano marchio di fabbrica della band.
Tempo 2 anni e Music for Nations dà alle stampe "Midian", che procura ai Cradle Of Filth l'entusiastica recensione del settimanale britannico Kerrang!: "Intenso, brutale, cattivo in modo rassicurante. Un'esperienza terrificante: un disco heavy metal superbo". Questa la recensione che accompagna il massimo dei voti per l'album numero 4 dei Signori della Notte, uscito molto appropriatamente il giorno di Halloween del 2000.
Il cambio di label e il passaggio a una major che non ha bisogno di presentazioni (Sony Records) è intervallato dalla prima esperienza cinematografica per Dani Filth, "Cradle Of Fear" (Alex Chandon, 2002). Si tratta di uno splatter definitivo, un inno a sangue&sesso, roba da mettere a dura prova gli stomaci più sgamati. Il film non esce nelle sale (troppo violento), ma ottiene comunque un certo successo e contribuisce a rafforzare l'immagine di Dani, il quale del resto dimostra di saperla gestire un gran bene, la sua immagine.
Anno 2003: esce "Damnation And A Day" e affronta l'impresa di confermare l'entusiasmo di "Midian" con una perversa visione dell'apocalisse a base di gotic, black, un'orchestra di 40 elementi e un coro di 32.
Cambio di rotta per l'album successivo: intanto una nuova etichetta (Roadrunner), poi l'abbandono del coro, dell'orchestra e una diminuzione dell'importanza delle tastiere in favore delle chitarre e di un sound più metal oriented. Il risultato è "Nymphetamine", che esce a fine settembre del 2004 ed è un inno perverso all'unione fra ninfette e anfetamine (insomma: una rivisitazione black del vecchio sesso, droga e rock'n'roll).