Crowded House

Crowded House

Il pop venuto dagli antipodi. Una vera istituzione musicale nella loro terra d'origine, oggetto di amore e disinteresse alternati negli States, idolatrati in Inghilterra e con un pubblico che ancora li rimpiange in Europa, i Crowded House sono una delle più celebri band pop australiane di ogni tempo. Con circa 10 anni di carriera discografica, tra interruzioni, riprese e repentini cambi di lineup, i reucci del pop australe si sono conquistati un posto d'onore nell'empireo della musica tra gli Ottanta e i Novanta.
Corre l'anno 1985 quando la prima band dei fratelli Finn, gli Split Enz, si scioglie: Tim Finn, il visionario creativo, tenta la carriera solista; Neil Finn, quello con il pallino del music-business dà vita al primo embrione dei Crowded House. Paul Ester, già batterista degli Split Enz, Nick Seymour, bassista e fratellino di Mark, leader e chitarrista degli Hunters & Collectors, e Craig Hooper, chitarrista già nei Reels sono la prima incarnazione della band che per il momento si guadagna fama e qualche dollaro dalle parti di Melbourne, Australia, sotto il nome di Mullanes. Nel giugno dello stesso anno, con un sostanzioso seguito locale, riescono a strappare un accordo contrattuale alla Capitol Records e volano a Los Angeles per la registrazione del primo album. La label chiede solo di cambiare nome alla band e così i Mullanes diventano i Crowded House in omaggio al casino dei supeaffollati appartamenti dalle parti di 1902 N. Sycamore St. a Los Angeles dove i tre (Hooper intanto ha già lasciato prima ancora di imbarcarsi sull'aereo per gli States) dimorano durante le registrazioni a cui partecipa anche l'ex tastierista degli Split Enz Eddie Rayner (che produce "Can't Carry On" prima di tornare dalla sua famiglia in Australia).
Nonostante l'intervento dell'allora sconosciuto Mitchell Froom, che regala un suono molto più americano alla band, "Crowded House" (1986) fatica a decollare: la Capitol ha poca fiducia nella band e non si impegna certo a spendere soldi nella promozione di un disco che non avrebbe altro modo per farsi conoscere. E allora invece che aspettare soldi e impegno che non arriveranno mai i Crowded si inventano un nuovo modo di fare promozione: organizzano live set acustici per i boss dell'industria discografica e per tutto il mondo che gira attorno alla musica, girano per negozi di dischi e piccoli club e piano piano con il passaparola, a febbraio del 1987, l'album entra nella Top 40. La Capitol si decide a pubblicare i singoli ("Don't Dream It's Over", il cui video racconta degli assembramenti losangelini, e "Something So Strong") e l'album in breve tempo diventa disco di platino in Australia e Nuova Zelanda.
Sotto pressione per replicare al successo dell'esordio, Neil si mette subito al lavoro per il secondo album dei Crowded: "Temple Of Low Men" esce nel 1988 con enorme battage promozionale (compreso il singolo "Better Be Home Soon") ma nonostante l'apprezzamento della critica il disco non incontra il successo di vendite del precedente, anche a causa della scelta bizzarra di lanciarlo con un singolo acustico: i Crowded e la Capitol provano a rianimare l'attenzione con altri due singoli ("I Feel Possessed" e "Sister Madly") ma le cose non sembrano migliorare e dopo un breve tour in Australia e Canada la band si scioglie una prima volta.
È così che ai fratelli Neil e Tim ricomincia a frullare in testa l'idea di lavorare assieme a un album di cui hanno già il titolo, "Finn Brothers": la rinnovata collaborazione funziona e i due scrivono testi con estrema facilità ma intanto Neil ha in testa l'idea di scrivere anche del materiale per il terzo disco dei Crowded House. Dopo che la Capitol gli rispedisce indietro questo primo materiale Neil matura l'idea di utilizzare quello scritto con suo fratello (che gli chiede scherzosamente di entrare nella band e ci finisce davvero) e lo ripropone alla Capitol. Nel 1991 finalmente esce "Woodface" con 7 pezzi scritti da Finn & Finn, uno di Paul Hester (la gemma nera di "Italian Plastic") e gli altri vergati da Neil. Purtroppo "Woodface" inciampa negli States dove il pubblico prende male il primo singolo "Chocolate Cake", condanna degli eccessi a stelle e strisce, ma nel resto del mondo va alla grande tanto che "Weather With You" e "Fall At Your Feet" diventano le icone della musica dei Crowded House. Ma Tim molla il colpo a metà tour e così, ancora una volta, non appena trovato l'equilibrio del successo i Crowded House devono ripartire praticamente da capo.
Ci vogliono altri due anni prima di rimettere insieme la band e ricominciare a lavorare attorno a nuovo materiale: questa volta c'è Mark Hart, l'ex Supertramp che aveva già partecipato al tour di "Temple Of Low Men", i Crowded scaricano Mitchell Froom e come produttore scelgono l'ex Killing Joke, Youth e alla fine del 1993 esce finalmente "Together Alone" che vende da subito benissimo trascinato dai singoli "Distant Sun" e "Private Universe" ma anche da "Locked Out" che finisce diretto nella colonna sonora del film "Reality Bites". Dopo un tour intensivo in Europa i Crowded stanno per cominciare quello americano ma il batterista Paul Hester decide di lasciare la band dopo un periodo di stress e difficoltà per poter stare più tempo in compagnia della sua famiglia. Il tour arriva alla fine con Peter Jones, ma Neil ha già la testa altrove e quando le date live finiscono scioglie per la seconda volta la band per lavorare finalmente con suo fratello all'album "Finn" che esce nel 1995.
Poco dopo, ufficializzata la notizia dello scioglimento della band, esce "Recurring Dream: The Very Best Of Crowded House" (con alcuni inediti cui presta la voce anche Eddie Vedder) e un altro greatest hit ("Crowded House Greatest Hits Collection") in cui Paul Hester torna per firmare 3 inediti ("Instinct", "Not The Girl You Think You Are" e "Everything Is Good For You") dopo i quali i Crowded House si imbarcano in una serie di ultimi concerti che termina alla Sydney Opera House davanti a 100.000 fans. Paul Hester forma una nuova band, i Largest Living Things, con la quale pubblica un paio di EP, si dedica all'attività live in Australia e dopo una breve carriera televisiva si toglie la vita nel 2005; Neil Finn debutta come solista nel 1998 con l'album "Try Whistling This"; nel 1999 esce "Afterglow", altra raccolta di rarità e B sides; Peter Jones e Nick Seymour si uniscono ai Deadstar prima che Seymour si rintani a Dublino a fare il produttore; Mark Hart torna con i Supertramp e prende parte alla band che gira in tour con Ringo Starr: così tramonta il sole sotto il cielo dei Crowded House.