Crystal Stilts

Crystal Stilts

I Crystal Stilts sono la band che meglio rappresenta la nuova svolta della scena indie, rumorosi e melaconici come un ibirdo tra i Cure di 'Pornography' e i My Bloody Valentine.
'Alight Of Night' è il debutto discografico della band di Brooklyn, bandiera della nuova scena shoegaze newyorkese. JB Townsend, Brad Hargett, Andy Adler, Miss Frankie Rose e Kyle Forester sono i nuovi divi di Brooklyn e leader della nuova scena indie alternative americana.
L'esordio dei Crystal Stilts dopo essere stato pubblicato alla fine del 2008 nel giro di pochi mesi è diventato il manifesto del nuovo suono indie americano ed uno dei lavori più amati da critica e pubblico degli ultimi dodici mesi.
Non è un segreto che Brooklyn sia casa di alcuni dei fenomeni musicali odierni, tant'è vero che è impresa sempre più ardua emergere nei sotterranei locali ed avere una visibilità capace di oltrepassare i confini nazionali. Spesso sono i dettagli a fare al differenza, la giusta vibrazione ed anche l'opportunità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
Per i Crystal Stilts valgono un po' tutte queste logiche. Proprio nel momento in cui il rock'n'roll più ibrido - con le sue varianti wave, shoegaze o new romatic - sembra prepotentemente riconquistare terreno, arriva una band che per stile e contenuti spicca con prepotenza nella mischia.
Nascono nel 2003 da un'idea di Brad Hargett e JB Townsend. Presto incidono il singolo di debutto - 'Shattered Shine' - sotto l'attenta guida di Sean Mafucci (Gang Gang Dance, Kid Congo Powers).
A risaltare immediatamente il tono baritonale di Hargett che per certi versi si pone come un Ian Curtis in chiave sixties (un crooner futurista forse?) poi lo stomp chitarristico di Townsend, anch'esso affascinato dagli umori '60 e dalla tipologia proto-punk. A New York non hanno dubbi, qualcosa di trascendentale sta accadendo. C'è un gruppo pronto a rinverdire la tradizione nuggets facendo leva su una musicalità tipica del catalogo Factory. O vice versa se preferite.
Nel 2005 e nel 2006 si esibiscono a ripetizione con i Blood On The Wall, ed ancora con caUSE co-MOTION! ,The Long Blondes e 1990s. La fervente attività dal vivo culmina con l'ingresso di Kyle Forrester (Ladybug Transistor) all'organo, e con l'incisione di un EP di 4 tracce.
Il biennio successivo apporta numerose novità, innanzitutto si uniscono al gruppo il bassista Andy Adler (The Ninjas) ed il batterista Frankie Rose - che già aveva prestato servizio nell'altra attrazione locale, le Vivian Girls. Aprono per uno dei loro gruppi preferiti - i neozelandesi The Clean - e si uniscono agli storici The Vaselines (quelli che proprio osannava Kurt Cobain) per altre date selezionate. La Woodsist di Brooklyn ristampa le loro prime incisioni, facendo da ponte con i media importanti, quelli che indirizzano l'opinione pubblica, almeno negli States. Ed ecco che grazie alla sponsorship di Pitchfork i Crystal Stilts si trovano catapultati verso la notorietà, improvvisamente.
C'è poi l'album, 'Alight Of Night' quel debutto lungo che grazie alla produzione della Slumberland records diviene immediato classico indipendente. Quello stesso disco è ora licenziato per il mercato europeo da Angular Recordings, proprio sulla scorta delle recenti attenzioni ricevute dai media inglesi. E che disco fantastico. Un bagno nei sapori oppiacei dei Velvet Underground, una vena acida che fa molto psichedelia texana ed un atteggiamento di base che lascia pensare alle band del post-punk mancuniano come a tanti altri piccoli eroi che hanno gravitato nel catalogo Rough Trade.
Per i più i Crystal Stilts hanno bagnato in un acido sixties le atmosfere oscure dei primi Cure e la sregolatezza lo-fi dei My Bloody Valentine, ma rimane solo da dire che i Crystal Stilts sono una delle band più originali partorite dagli states negli ultimi anni.
Dal vivo suonano già come una band rodata, e la lunga gavetta della band ne è una conferma a differenza delle tante band che raggiungono il successo nel giro di pochi mesi.
Nell'aprile 2011 pubblicano il secondo album, intitolato "In Love With Oblivion", anticipato dal singolo "Shake The Shackles". La nuova produzione rifugge ogni dubbio liberando un suono che danza sullo spoglio palcoscenico di un post-punk d'atmosfera, in cui mai viene smarrito il gusto per un pop allegorico e trasversale. Nel solco del migliore wave partorita a cavallo tra anni '80 e '90 i Crystal Stilts costruiscono il loro impero dei sensi.