De La Soul

De La Soul: ultimi video musicali

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Say No Go

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MAGIC NUMBER

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De La Soul

3 è il numero magico.
I De La Soul appartengono a quella ristretta elite di collettivi, una decina in tutto, che ha influenzato maggiormente l'hip hop statunitense nel corso degli anni. Siamo di fronte a dei grandi, emersi nelle stessa epoca di crew storiche come Public Enemy e Beastie Boys, la cosiddetta golden age del rap.
Il trio newyorchese appartiene alla fazione culturalmente superiore e maggiormente consapevole dell'hip hop, fautori di un movimento positivo i cui membri difficilmente si rendono protagonisti delle cronache e degli eccessi tipici di molti loro colleghi.
Lontani anni luce dallo stereotipo del rapper famoso, quello che nei videoclip ostenta il lusso più sfrenato e si circonda di meravigliose donne oggetto, i De La Soul hanno l'indubbio merito di essere rimasti sempre fedeli alla loro musica e alla loro natura di formazione 'intelligente': anche quando la tentazione era molto forte, negli anni '90, non si sono lasciati corrompere dal 'lato oscuro' dell'hip hop, il gangsta rap, la maggiore tendenza commerciale del rap game, capace di far vendere a chiunque dischi a palate.
La crew si forma nel 1987 ad Amityville (NY) con l'incontro di Kelvin Mercer, David Jude Joliceur e Vincent Mason, tre studenti nati tra il '68 e il '70 che frequentano la stessa high school. I loro nickname- rispettivamente Posdnous, Trugoy the Dove e Pasemaster Mase – sono dei giochi di parole: Posdnous è il vecchio nome da DJ di Mercer letto al contrario (Sound-Sop) e allo stesso modo Trugoy è il contrario di yogurt, il cibo preferito di Joliceur. Uno dei loro demo, "Plug Tunin'" finisce nelle mani di Prince Paul, leader e producer degli Stetsasonic, mitico gruppo nonché punto di riferimento per gli stessi De La Soul. Prince Paul, convinto delle potenzialità del trio, si prodiga per fare da tramite tra i suoi protege e la Tommy Boy Records, contatto che si trasforma ben presto in un accordo discografico.
Il loro primo disco, il seminale "Three Feet High And Rising", prodotto dallo stesso Prince Paul, si rivela subito un grandissimo successo commerciale, destinato a diventare un vero classico dell'hip hop, e per i loro autori si spalancano i cancelli della notorietà.
Moltissimi i singoli che irrompono nelle chart e nelle teste del pubblico americano, che si ritrova a canticchiare allegramente le strofe di "Jenifa Taugh Me", "The Magic Number", "Me Myself And I" e "Say No Go", solo per citare 3 dei brani più famosi.
Lo stile dei Da La Soul è colorato, eclettico, giocoso fino alla gigioneria, la loro musica mescola con disinvoltura funk e soul ma anche elementi jazz e reggae e le loro rime sono sempre intelligenti e ricercate: fino a quel momento niente di simile si era mai udito uscire dal gran calderone della musica black.
Inoltre, il trio sfoggia tecniche di campionamento innovative e rime complesse che provano a tutti che per essere dei grandi MC non è necessario essere nati ad Harlem o nel Bronx, ma si può anche venire dai sobborghi di NYC, da Long Island per la precisione, ed essere ugualmente dei grandi.
Molti critici e osservatori etichettano superficialmente il gruppo come una band neo-hippie, ingannati forse dal fatto che il disco predica 'peace&love' e annuncia l'avvento di una nuova "D.A.I.S.Y. Age" (età delle margheritine) che, oltre a essere uno dei brani dell'album, è l'acronimo del concetto 'Da Inner Sound, Y'all'.
In realtà i De La Soul, nonostante la giovanissima età, vengono identificati nell'ambiente black tra i leader naturali di un movimento di rapper alternativi, le Native Tongues, un collettivo con base a Ney York che comprende nelle sua fila anche gli A Tribe Called Quest di Q-tip, Queen Latifah, The Jungle Brothers e Monie Love. In quel periodo il genere dominante nell'hip hop, l'hardcore rap, viene messo a dura prova dalla super posse presieduta dai tre studenti prodigio.
Purtroppo la vita non è tutta fiorellini e ogni tanto arriva anche qualche mazzata, talvolta sotto forma di causa legale: il gruppo pop anni '60 dei Turtles cita in giudizio i De La Soul per aver utilizzato senza permesso il sample di una loro canzone ("You Showed Me") all'interno di un brano originale di "3 Feet High And Rising" ("Transmitting Live From Mars").
I Turtles vincono la causa e questa decisione si ripercuote non solo sui De La Soul ma sul futuro di tutto il mondo dell'hip hop: da questo momento diventa infatti obbligatorio che l'utilizzo di ogni sample, la base di ogni disco rap, venga legalmente autorizzato prima della stampa del disco.
Il follow-up arriva due anni dopo: "De La Soul Is Dead" (1991) è molto meno solare e gioioso di "3 Feet High And Rising", e forse per questo motivo non riesce a ricalcarne le fortunate orme, anche se qualitativamente rimane uno dei migliori dischi del trio.
"Buhloone Mindstate", pubblicato nel 1993 è un disco di rottura, che vede i De La Soul esplorare territori musicali inediti e vede per l'ultima volta la collaborazione del mitico Prince Paul alla produzione.
Infatti con "Stakes Is High", corre l'anno 1996, i De La Soul cominciano a produrre da soli le loro canzoni, entrando in una nuova fase artistica della loro carriera, pur rimanendo saldamente ancorati ai loro cavalli di battaglia: contenuti positivi nei testi e influenze dalla musica 'colta', soprattutto con campionamenti di musica jazz - Milt Jackson, Lou Donaldson e Chico Hamilton - e di classici del soul e r&b come Commodores e Sly & The Family Stone. Purtroppo le vendite non sono incoraggianti: in un periodo in cui tutti vogliono il gangsta rap, i De La Soul vengono addirittura accostati con certi ambienti di musica acid jazz piuttosto che con gli hip hop party.
Ma i De La Soul, fedeli all'hip hop fino in fondo, non se ne preoccupano e continuano a fare la musica in cui credono e a trasmettere sui loro dischi e ai concerti messaggi controcorrente (uno su tutti:'rispetta la donna, lei è parte integrante dell'hip hop quanto l'uomo'). E con il nuovo millennio i risultati danno loro ragione: la crew rivive una seconda giovinezza grazie a un trittico di album – "Art Official Intelligence: Mosaic Thump", "AOI Bionix" e soprattutto "The Grind Date", pubblicato nel 2004 e con guest d'eccezione Ghostface, Common, Sean Paul e Flavor Flav, ciliegina sulla torta per un gruppo che si è guadagnato lo status di icona e patrimonio non solo dell'hip hop ma di tutta la musica.