Dead or Alive

Dead or Alive: ultimi video musicali

You Spin Me Round (Like a Record)

Video Musicali

My Heart Goes Bang (Get Me to the Doctor)

Video Musicali

Son of a Gun

Video Musicali

Something in My House

Video Musicali

In Too Deep

Video Musicali

I'll Save You All My Kisses

Video Musicali

Come Inside

Video Musicali

Brand New Lover

Video Musicali

Dead or Alive

Vivi o morti, l'importante è stupire.
Dead or Alive, uno dei gruppi più originali e oltraggiosi degli anni '80, hanno dato uno scossone alla musica pop fin dalla loro prima apparizione. Il gruppo, capeggiato dal carismatico leader Pete Burns, ha venduto più di sei milioni di copie di dischi nel mondo, grazie agli 8 album realizzati per la Epic dal 1983 in avanti.
Pensate che uno dei singoli di fine anni '80 (quando venivano già ritenuti sul viale del tramonto), "Turn Around And Count To Ten", è stato #1 nelle classifiche in Giappone per 17 settimane!
Fin dagli esordi i Dead or Alive hanno avuto numerosi avvicendamenti nella loro lineup. In origine, oltre al cantante Pete Burns, il gruppo comprendeva Marty Healey alle tastiere, Sue James al basso e Joe Musker alla batteria; ma al momento della pubblicazione del loro più noto singolo, "You Spin Me 'Round (Like A Record)", il chitarrista Wayne Hussey (più tardi nei Mission) aveva fatto in tempo ad entrare e ad andarsene via e la nuova formazione prevedeva Mike Percy al basso, Steve Coy alla batteria e Tim Lever alle tastiere e, ovviamente, Pete Burns alla voce.
Nel 1989 (dopo la pubblicazione di "Nude") Lever e Percy si licenziano entrambi dal gruppo, lasciando da soli la coppia Coy e Burns, sodalizio che dura ancora oggi. Dopo un'infanzia passata a praticare body art, Burns comincia a fare esperimenti negli anni dell'adolescenza adottando un look molto appariscente, specie per la sua piccola cittadina natale dove – dirà poi ridendo - "la cosa peggiore che potesse succedermi era di essere morso da una mucca perché indossavo un paio di pantaloni fatti di gomma".
Comincia a fare il pendolare con Liverpool (tre ore di treno) per gestire un negozio culto di moda punk, Extremis; è vestito in maniera così estrema e stravagante che la gente in macchina rallenta per guardarlo meglio quando lo incrocia. In breve diventa un piccolo mito locale, intorno a lui si viene a creare un giro di devoti fan punkettari che lo vedono come un guru del look.
Burns si decide a coltivare più assiduamente la sua passione per la musica bazzicando il punk club più famoso di Liverpool. Erics, palestra per molte band locali poi diventate famose (Echo and the Bunnymen, ad esempio) e frequentato da artisti come Blondie e B-52.
Il direttore del locale, il selvaggio Roger Eagle un giorno incoraggia anzi, praticamente costringe Pete a mettere in piedi una punk band.
Ma in realtà Pete non è un vero amante del punk, è troppo rumoroso e troppo poco glam per i suoi gusti, gli preferisce invece un genere di musica più cool, ispirata ai miti della disco di quel periodo, Donna Summer e Sylvester su tutti, e per questo motivo indirizza il suo progetto verso lidi dance-pop.
Dopo un'esperienza nei Mystery Girl e nei Nightmares In Wax, finalmente prendono corpo i Dead or Alive: grazie anche al successo strepitoso di Boy George tutte le majors sono alla ricerca di una loro star eccentrica da lanciare. La prima hit i Dead or Alive la realizzano nel 1984 con quello che Burns ricorda come “qualcosa di cui preferirei dimenticarmi, ma siccome non ho ancora l'Alzheimer…” e cioè una cover di "That's The Way (I Like It)" di KC and the Sunshine Band, singolo estratto dal primo album "Sophisticated Boom Boom".
Con gli album seguenti Pete non si dovrà più vergognare di nulla: "Youthquake" (1985) e "Mad, Bad & Dangerous To Know" (1986) infatti sono realizzati in collaborazione con il trio di producer Stock/Aitken/Waterman ( aka The Hit Factory) che riesce a conferire ai due album quell'incisività necessaria per diventare un bestseller.
Non per niente proprio in questo periodo i Dead Or Alive conoscono il successo planetario già col primo di questi 2 album, grazie soprattutto a una delle più grandi hit degli anni '80: "You Spin Me 'Round (Like A Record)". Oltre a "You Spin Me…" il disco contiene altre 3 hit dei Dead or Alive: "Lover Come Back to Me", "In Too Deep" e "My Heart Goes Bang".
A portare al successo "Mad, Bad and Dangerous To Know" ci pensano brani come "Brand New Lover", "Hooked On Love" e "Something In My House".
I sucessivi dischi sono: "Rip It Up" (1987), un album contenente gli ultimi otto singoli del gruppo remixati; seguono "Nude" (1989), "Fan The Flame Part One" (1990), pubblicato solo per il mercato giap, "Nukleopatra" (1994) e "Fragile" (2000).
Sempre in prima linea nel provare cose nuove, e ne ha provate tante, Burns è famoso anche per i suoi interventi di chirurgia plastica, il primo dei quali fu un lavoro al naso poco prima di incidere "Spin Me 'Round". Burns paragona l'attuale ostilità della gente verso la chirurgia plastica all'attitudine che c'era negli anni settanta nei confronti del piercing e dei tatuaggi. "Ora c'è un sacco di casalinghe con i loro nasini, le sopracciglia e l'ombelico pieni di piercing e le ragazzine con i loro bei tatuaggi sul sedere" osserva Burns.
Anche se negli anni '90 rimangono un po' ai margini dal circuito mainstream (Giappone a parte), i Dead or Alive nella loro carriera hanno comunque riscosso un successo enorme non solo in Inghilterra, ma anche in Oriente (proprio in Giappone Michael Jackson cancella alcune date per non farle coincidere con quelle del gruppo) e negli Usa, dove sono riusciti a scalzare dalle dance charts pesi massimi come Prince e permettendosi il lusso di dire di no a Madonna che li voleva nel suo tour.
Nel 2002 Coy e Burns, quest'ultimo con un look sempre più scioccante ed esasperatamente femmineo, firmano un nuovo contratto con Sony. La pubblicazione in questione è un greatest hits, pubblicato nel maggio del 2003, intitolato "Evolution" (disponibile in due versioni: confezione normale e edizione limitata), che contiene una versione di "You Spin Me 'Round (Like A Record)" registrata ex-novo con l'aiuto degli scratch di Brian Rawlings e Graham Stack e affiancata da un nuovo videoclip.