Depeche Mode

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Depeche Mode

La quintessenza dell'electro-pop.
Figli del movimento New Romantic britannico, i Depeche Mode sono stati una band essenziale di tutti gli anni '80. Seminali - di loro si parla come uno dei primi gruppi a stabilire un'identità musicale basata sull'uso dei sintetizzatori – agli esordi i Depeche Mode fanno i primi passi come outfit di dance-pop ma poi sviluppano un sound dark e drammatico che li porta a diventare una delle migliori alternative band della loro era.
I semi della lineup vengono gettati a Basildon, Essex, nel lontano 1976: il tastierista Vince Clarke e Andrew Fletcher formano i No Romance in China, duo che non dura a lungo ma che sfocia, nel 1979, prima nei French Look e poi nei Composition of Sound, di cui fanno parte anche con il chitarrista e tastierista Martin Gore.
Il moniker definitivo viene assunto molto mesi dopo, nel 1980, quando Dave Gahan diventa il lead singer ufficiale (fino a quel momento era stato Clarke a cantare) e la band assume una struttura stabile: nascono i Depeche Mode (espressione francese per "moda veloce").
Affidandosi esclusivamente ai sintetizzatori, i quattro guadagnano subito un folto seguito nella club scene londinese post-punk con il singolo "Photographic" e subito vengono messi sotto contratto dalla Mute Records.
Dopo due singoli di stampo dance, passati quasi inosservati, viene alla luce "Just Can't Get Enough", hit che entra dritta dritta nella Top Ten britannica e catapulta la band sotto i riflettori. L'anno seguente arriva anche l'album di debutto, "Speak And Spell": il disco è un successo, ma la dipartita dell'irrequieto Clarke (che forma gli Yazoo con Alyson Moyet) subito dopo la release sembra minare tutte le chance del gruppo di crescere ancora. Al contrario, con la sostituzione alle tastiere di Alan Wilder, e Gore come fonte di ispirazione musicale, i Depeche Mode si evolvono e incrementano la loro popolarità.
Mentre "A Broken Frame", del 1982, si allontana solo di poco dai primi lavori dei Depeche, le oscure composizioni di Gore diventano sempre più sicure e sofisticate con l'album "Construction Time Again" del 1983. Ma è solo con il quarto album, "Some Great Reward" (1984), che viene raggiunto il tanto sospirato breakthrough artistico e commerciale che li porta all'attenzione del pubblico mainstream sia negli USA che in Europa.
Molto più dark dei precedenti lavori, il disco è caratterizzato dai classici synth pop come "Blasphemous Rumours" e la sadomaso "Master And Servant". La traccia industrial-egualitaria "People Are People" spacca le classifiche diventando una hit mondiale.
I Depeche Mode trascorrono il resto del decennio a sfornare successi uno via l'altro, come "Black Celebration" (1986), a cui fa seguito un lungo tour durante il quale viene girato il video di "Question Of Time" a Los Angeles, la prima volta del grandissimo fotografo Anton Corbjin (il look degli U2 di "Joshua Tree" è opera sua) alla regia di un videoclip del gruppo.
"Music For The Masses" (1987) e il live "101" (1989), oltre a un film-documentario on the road diretto da D.A. Pennebaker, rendono il quartetto sempre più famoso, ma è l'album "Violator", del 1990 che vanta Flood come producer, a rendere la loro una vera e propria 'musica per le masse'. Singoli come "Enjoy The Silence", "Policy Of Truth" e "Personal Jesus" (mixato da François Kevorkian) li trasformano in icone viventi di portata mondiale e il Violator Tour diventa uno dei concerti più ambiti di quell'annata. Ma, alla lunga, l'agenda stressante ha le sue ripercussioni sulla band.
Le cose si mantengono buone fino al 1993, anno di "Songs Of Faith And Devotion" - ancora con Flood come producer, Mark Spike Stent al mixer e registrato fra Madrid, Amburgo e Londra - che presenta un suono più orientato alle chitarre e dei singoli "I Feel You" (il cui video viene di nuovo diretto da Corbjin) e "Walking In My Shoes".
Nel 1995 Wilder lascia la band. La situazione peggiora quando Gahan finisce all'ospedale per un'overdose di eroina, e solo alcuni mesi dopo tenta il suicidio. Quando il frontman entra in clinica di riabilitazione, la band si prende un break di un anno.
Sorprendentemente, i Depeche Mode rimangono insieme, e Gahan, Gore e Fletcher pubblicano l'ennesimo disco nel 1997, "Ultra", dimostrando di avere ancora grinta e qualità da vendere con brani come "Barrel Of A Gun" e "It's No Good".
Nel 1998 escono due greatest hits: "Singles '86-'98", contenente il solo inedito "Only When I Lose Myself" e "Singles '81-'85", a cui fa seguito un esteso tour mondiale.
A 3 anni di distanza, nel maggio 2001, i Depeche Mode ritornano sulle scene con un nuovo album registrato in studio, "Exciter", anticipato dal singolo "Dream On", il cui videoclip è un altro splendido prodotto del fotografo e amico Anton Corbjin. Il tour che accompagna la nuova uscita discografica tocca anche l'Italia nell'ottobre del 2001.
25 anni dopo il loro esordio (e 50 milioni di dischi venduti) i Depeche Mode al completo entrano in studio di registrazione solo per uscirne con il singolo "Precious", con l'album "Playing The Angel" (che vede per la prima volta Dave Gahan coinvolto nella scrittura) e con un lunghissimo tour invernale, tra Stati Uniti ed Europa, che culmina nell'aprile 2006 nella nuova, fiammante Wembley Arena.