Dionne Warwick

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Dionne Warwick

La regina del pop sofisticato.
È cresciuta cantando in chiesa e ascoltando mostri sacri come Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan; poi ha incontrato Burt Bacharach e Hal David, è diventata la loro cantante prediletta e ha fatto la storia degli anni Sessanta e Settanta.
Il suo nome è Marie Dionne Warrick, nata poco prima di Natale del 1940 (il 12 dicembre, per l'esattezza).
Padre e madre lavorano nell'ambiente dalla musica gospel e così il debutto della piccola Dionne avviene all'età di 6 anni, quando si esibisce nel coro della chiesa battista di Newark.
Da qui in avanti la sua vita è indissolubilmente intrecciata con la musica: mentre si diploma e si iscrive all'Hartt College of Music di Hartford (nel Connecticut), fonda un trio vocale insieme alla sorella Dee Dee e alla zia Cissy Houston. Le Gospelaires, questo il nome del gruppo, prendono parte a numerose sessioni di registrazione in qualità di coriste. Ed è in una di queste che avviene l'incontro del destino.
Succede tutto grazie ai Drifters, uno dei gruppi che a cavallo fra gli anni '50 e '60 stanno facendo la storia dell'r&b: per loro Burt Bacharach e Hal David stanno componendo molti brani; per loro le Gospelaires stanno registrando i cori di "Mexican Divorce".
È così che Bacharach rimane colpito dalla voce di Dionne e le chiede di registrare un demo: fra la musica di Bacharach/David e la voce di Dionne è amore a prima vista. A partire da questo momento i due compositori le dedicano gran parte delle loro energie.
Il primo singolo scritto apposta per lei esce nel 1962, si intitola "Don't Make Me Over" e contiene un errore: nei crediti, infatti, compare il nome "Dionne Warwick" al posto di "Dionne Warrick". Sembra un segno del destino e così Dionne accetta la W in più e battezza il suo nome d'arte. Anche perché il successo è immediato: con il singolo che entra nella Top5 delle classifiche r&b, pare poco sensato cavillare su un errore di stampa e rischiare di perdere il vantaggio di un nome già noto.
Dopo qualche brano meno fortunato, all'inizio del 1964 esce il singolo "Anyone Who Had A Heart", che scala nuovamente le classifiche statunitensi e conquista pure quelle inglesi.
Negli anni successivi Dionne Warwick diventa una superstar grazie a singoli da Top10 come "Walk On By" e "Message To Michael". E per dare il giusto peso all'eccellenza di questi brani basta considerare che il loro successo arriva in piena Beatlemania, quando nel giro di poco tempo il panorama della musica pop compie giganteschi passi in avanti.
Non solo Bacharach/David, però: alla fine del 1967 Dionne Warwick interpreta un brano prodotto da loro, ma scritto da André e Dory Previn. Si tratta di "(Theme From) Valley Of The Dolls", un singolo che entra nella Top5 delle classifiche r&b, pop ed easy listening.
Il bello è che il lato B del disco contiene la celebre "I Say A Little Prayer", scritta da Bacharach/David e Top5 nelle classifiche r&b e pop. Insomma: il disco diventa d'oro e trascina le vendite dell'LP "Valley Of The Dolls" (uscito nel 1968 e anch'esso d'oro).
Entro la fine dell'anno il singolo successivo ("Do You Know The Way To San José") scala nuovamente le classifiche e vale a Dionne Warwick il Grammy Award per la migliore interprete pop.
Il secondo Grammy arriva nel 1970, grazie al brano "I'll Never Fall In Love Again" (tratto dal musical "Promises, Promises" scritto da Bacharach e David).
I primi anni Settanta sanciscono un cambio di etichetta e una grossa difficoltà: la prima avviene nel 1971, con il passaggio da Scepter Records a Warner Bros.; la seconda arriva nel 1973, quando Bacharach e David smettono di lavorare insieme e procurano non poche difficoltà alla carriera di Dionne Warwick.
Niente che non si possa risolvere, però: il ritorno nelle zone calde delle vendite è per l'ottobre del 1974, quando il brano "Then Came You" scala le ormai consuete tre classifiche entrando nella Top10 pop e r&b e nella Top5 easy listening.
La stagione con Warner Bros., però, è meno felice della precedente esperienza e il cambio di etichetta non può che arrivare nel giro di poco tempo: nel 1979 Dionne Warwick firma con Arista Records e conquista il suo primo disco di platino grazie all'album "Dionne" (maggio 1979).
Il disco contiene due singoli importanti: "I'll Never Love This Way Again" e "Déjà Vu".
Il primo le consente di conquistare il suo terzo Grammy (migliore interprete pop); il secondo le consegna il Grammy #4 (migliore interprete Rhythm & Blues).
Come se non bastasse, l'anno successivo è di nuovo in testa alle classifiche easy listening con "No Night So Long" (1980). Insomma, a quasi 20 anni dal debutto solista Dionne Warwick è ancora una garanzia: la musica è cambiata moltissimo, aprendo orizzonti sonori completamente nuovi, ma la sua classe e la sua voce sembrano capaci di vincere il tempo.
Naturalmente, il successo non può che sorriderle meno spesso rispetto agli anni Sessanta, ma da lei ci si può sempre aspettare il colpo di coda del superprofessionista. E infatti, nel 1982 la collaborazione con i Bee Gees dà origine all'album "Heartbreaker", che diventa d'oro e lancia in vetta alle classifiche l'omonimo singolo.
Il 1985 è l'anno della riconciliazione con Burt Bacharach, propiziata da un'iniziativa benefica: Dionne Warwick, Elton John, Gladys Knight e Stevie Wonder, infatti, reinterpretano il brano "That's What Friends Are For" (scritto da Bacharach) per finanziare la lotta contro l'AIDS. Il risultato è triplice: intanto il singolo conquista la vetta delle classifiche pop, r&b e adult contemporary (ex easy lilstening); poi l'album "Friends", in cui è inserito, diventa d'oro; infine "That's What Friends Are For" le consente di conquistare il suo quinto Grammy (miglior interpretazione di un duo o un gruppo, categoria pop).
Due anni dopo l'uscita di "Friends" Dionne Warwick pubblica un nuovo disco ("Reservations For Two", 1987) e torna in vetta alle classifiche grazie al brano "Love Power", eseguito insieme a Jeffrey Osborne e scritto dalla coppia Bacharach/Sager.
A partire dalla fine degli anni Ottanta Dionne non allenta la produzione musicale, ma incontra un successo minore dal punto di vista commerciale. Questa tendenza continua anche per tutti gli anni '90 durante i quali escono molti dischi tra cui "Friennds Can Be Lovers" del 1993, che contiene il brano "Sunny Weather Lover", il primo scritto per lei dalla coppia Bacharach/ David dal lontano 1972.
Tra le altre cose negli anni che seguono Dionne trova il tempo anche per prendere parte al progetto National Symphony With The Divas e per esibirsi con a Tokyo con la The National Opera Company of Japan. Nel 1994 arriva l'ultimo disco per la Arista: "Aquarela Do Brasil" è l'ennesima dimostrazione dell'amore della cantante per il Brasile che negli anni seguenti diventa la sua seconda casa (la prima restano i natii Stati Uniti).
Ma Dionne non è solo musica, è anche impegnata nel sociale con fondazioni di beneficenza e in altri campi tra cui la produzione televisiva e cinematografica, hotel, profumi, linee di bellezza. Tra il 2002 e il 2003 Dionne riceve diversi riconoscimenti per i suoi mille impegni: diventa ambasciatrice per le Nazioni Unite, partecipa per la quarta volta al concerto di Natale in Vaticano, viene premiata dalla R&B Foundation, viene selezionata tra le Top Faces of Black History e pubblica il libro "My Point of View".
La musica resta un punto fermo nella vita di Dionne, che l'anno successivo pubblica "My Favorite Time Of The Year", disco che contiene una rivisitazione in chiave jazz di alcuni classici natalizi. Passa ancora qualche anno e nel 2006 Dionne partecipa come ospite ad American Idol ed emoziona milioni di statunitensi con un medley di "Walk On By" e "That's What Friends Are For" accompagnata al piano proprio da Bacharach.
Nel 2006 arriva il passaggio alla Concord Records, etichetta che pubblica il disco "My Friends And Me" che vede la partecipazione di diversi artisti, tra cui Gloria Estefan e Olivia Newton-John, che duettano con Dionne Warwick sulle sue più grandi hit. "Why We Sing" è invece del 2008, su etichetta Rhino, e vede una Dionne sempre in forma e ancora in grado di stupire con il suo inconfondibile stile.