DJ Shadow

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DJ Shadow

L'hip-hop elettronico di DJ Shadow ha l'Anima e la Visione. Questo che abbiamo di fronte è la mosca bianca della musica anni Ottanta, decade letteralmente conquistata dall'hard rock e totalmente impreparata al suo attacco hip-hop.
Josh Davis cresce ad San Jose, un sobborgo di San Francisco infestato dalla piccola e media borghesia. I mixer e campionamenti lo fulminano quando, un sera, ascolta alla radio "The Message" di Grandmaster Flash And The Furious Five. Impara da sé a mixare e registrare musica con attrezzature di fortuna, poi passa ad un quattro tracce. A indicargli la strada sono crew come Eric B. & Rakim, Ultramagnetic, Public Enemy, che rappresentano l'apice e il riscatto dell'hip-hop, dopo la militanza nel ghetto.
Josh si trasferisce nella cittadina mandriana di Davis (combinazione, eh?) per frequentare l'università e qui le cose iniziano a farsi serie: fonda la Solesides, la sua etichetta personale, attraverso la quale pubblica i suoi lavori e quelli della Solesides Crew (Blackalicious, Latyrx, Lyrics Born).
La demo "Hip Hop Reconstruction From The Ground Up" gli fa vincere, nel 1991, il contest lanciato dal magazine specializzato Source. Nel 1993 incide una sinfonia hip-hop lunga 17 minuti, "Entropy". DJ Shadow ha uno stile unico e personalissimo, le sue track si insinuano nelle maglie della scena hip-hop underground e attirano l'attenzione dei pesci grossi. La Hollywood Records gli commissiona alcuni lavori di produzione, ma soprattutto la nascente label inglese Mo'Wax del dj James Lavelle decide di puntare sul suo talento. E il sound di Josh, così soffice, jazz e smooth contribuisce a definire quel tipo di trip-hop che diventerà il marchio di fabbrica della Mo'Wax, ma che rischierà anche di metterlo in una nicchia da cui è difficile uscire.
Dopo una serie di singoli importanti come "In/Flux/Hindsight" (1993), "Lost And Found" (1994) e l'epica noir "What Does Your Soul Look Like" (1995), DJ Shadow fa il suo debutto su album con "Endtroducing..." che esce nel 1996 e fa gridare la critica al miracolo, tanto in Gran Bretagna che in America. Il titolo è un gioco di parole sul fatto che è sì l'introduzione a un'audience più ampia, ma anche la fine di un particolare modo di lavorare. L'LP, tanto acclamato e atteso, mette in mostra il prodotto del lavoro di sviluppo che Shadow ha fatto in passato.
Il secondo passo per la consacrazione a guru dell'hip-hop sperimentale ed elettronico arriva con la partecipazione al seminale progetto U.N.K.L.E. insieme a James Lavelle: un supergruppo che vanta tra le fila Richard Ashcroft (Verve), Mike D. (Beastie Boys) e Thom Yorke (Radiohead). L'album si intitola "Psyence Fiction" (1998) ed è puro napalm. Nello stesso anno pubblica "Preemptive Strike", una raccolta di singoli con qualche piccola gemma scolpita per l'occasione.
Nel 1999 Josh tesse la colonna sonora del documentario indie "Dark Days", diretto da Mark Singer. Nello stesso anno la Solesides muta in una nuova label, più coraggiosa e ambiziosa della genitrice: la Quannum Projects, che debutta con la compilation "Quannum Spectrum".
In tutti questi anni di ossessione per la musica vissuta come produttore e autore, Josh non ha mai smesso di fare il DJ, aggrappato all'esigenza fisica e culturale del contatto con il vinile. La sua ispirazione viene da qui e nel 2002, carico e motivato, incide il suo nuovo album "The Private Press". Sono passati ben sei anni da "Endtroducing...", e il disco, un gioiello artistico-produttivo, è lo specchio fedele delle conoscenze, delle influenze e degli stimoli che hanno sedimentato nella fervida mente di Davis. Il video di "Six Days", uno dei singoli estratti, porta la firma del regista di Hong Kong Wong Kar-Wai. A coronamento del tour che segue l'uscita dell'album, nel 2004 viene pubblicato il cd/dvd "Live! In Tune And On Time" che ripropone una trionfale e spettacolare (anche dal punto di vista visivo) esibizione londinese.
L'attesa per il terzo album solista di DJ Shadow non è fortunatamente la stessa intercorsa tra i primi due, e a maggio 2006, dopo un nuovo contratto stipulato con la Universal, è ufficiale che il suo nuovo lavoro in studio si chiamerà "The Outsider" e uscirà nel settembre successivo. Un titolo rispecchia lo stato d'animo di Davis rispetto al panorama musicale che lo circonda, quello cioè di uno spettatore esterno e distaccato: il disco è infatti il più eterogeneo che abbia mai realizzato, con sonorità che spaziano dall'hip hop (che rimane comunque la cifra stilistica più incisiva) fino al folk, passando per l'hardcore e la dance music. E le collaborazioni parlano chiaro: dai rapper Turf Talk Keak, Sneak, E-40 e Q-Tip, a Sergio Pizzorno e Christopher Karloff dei Kasabian.