Dr. John

Dr. John

L'uomo che traghettò il suono primordiale di New Orleans nel mondo del rock.
Doctor John è certamente il musicista contemporaneo simbolo del suono della vecchia New Orleans. Partendo dal background tradizionale del blues del Delta, del cajun e del jazz suonato nei folli Mardi Gras, l'apice dei deraglianti carnevali della Louisiana, questo pianista si inventò uno stile consonante con le vibrazioni psichedeliche delle band californiane, per poi approdare a un più placido jazz-rock, attraversato da insospettabili tentazioni dance.
Nato a New Orleans il 21 novembre 1940, Dr John, al secolo Malcolm Renneback, entra sin dall'adolescenza a contatto con il variopinto sottobosco musicale della città della Louisiana. È qui che è nato il jazz, come evoluzione delle musiche tradizionali suonate da piccoli complessi nei giorni di festa: si tratta in sostanza di una maniera di rileggere il blues in chiave orchestrale, dando spazio negli arrangiamenti ai fiati. Un linguaggio che filtra anche le reminiscenze sonore della comunità francese della città.
Malcolm si dedica inizialmente alla chitarra, con il nome d'arte di Mac Rebennack. Ma in un banale incidente, cercando di proteggere il proprio compagno di scuola Ronnie Baron, perde il dito indice. L'unico rimedio possibile è passare al pianoforte, per cui la menomazione è meno impedente. La sua abilità ne fa in poco tempo una vera e propria mosca bianca nel panorama musicale della Louisiana, composto nella sua totalità da musicisti neri. Diviene partner sul palco di vere e proprie leggende del New Orleans sound, come Allen Touissant, Huey Smith "The Piano", ma soprattutto Professor Longhair. Opera non solo da sessionman, ma anche da arrangiatore, ricercatissimo sin da giovanissimo per la sua capacità di costruire attorno al suono scarno del blues una pienezza orchestrale. Dalla sua penna escono canzoni di culto come "Lights Out", "Lady Luck" e "What's Going On". Il successo arriva già con "Storm Warning", nel 1959. Ma al nostro le cose semplici non piacciono. Con un atteggiamento improntato a un curiosità intellettuale senza freni, inizia a indagare in maniera scrupolosa il mondo oscuro dei riti voodoo. È in quel contesto che nasce l'album "Zoo Zoo Man"(1965), maturato anche a contatto con i drappelli di freak locali. Sin da allora Malcolm prova a gettare un ponte tra la tradizione più rigorosa della cultura creola della Lousiana e il flower power californiano. È allora che nasce la sua seconda identità, quella di Dr John Creaux, denominato anche Night Tripper, la sigla con cui si faceva chiamare un leggendario praticante voodoo del XIX secolo.
Nel 1968 registra "Gris Gris": un autentico capolavoro, in cui prova a creare un sorprendente sincretismo tra le sfilate folcloristiche del martedì grasso di New Orleans e altre tradizioni primordiali, a partire da quelle indiane e africane. Un'opera totale, che vive di esplorazioni in territori sonori del tutto inesplorati: così "Crocker Courtbouillon" parte da un curioso duetto alla Jethro Tull tra flauto traverso e clavicembalo, "I Walk On Gilded Splinters" gioca pesante nell'accoppiare lacerante blues urlato, nella maniera di Howlin'Wolf, a suggestioni mediorientali e pulsione ritmica funk. Lo stesso canovaccio dei riti voodoo ne esce ridisegnato, in ragione di un'estetica modernista e aperta alla contaminazione, come in "Gris Gris Gumbo", che abbina echi Hare Krishna e le dodici note nella loro versione più primitiva. Con l'album successivo Dr John cerca di flirtare in maniera più aperta con il mercato e la musica di consumo: "Babylon"(1969) si allontana dal suono oscuro del debutto, e recepisce il folk-rock fatto di impasti delicati e visionari dei Jefferson Airplane, così come la verve chitarristica dei Grateful Dead. Questa vera e propria "normalizzazione" lo traghetta in breve tempo nell'olimpo del rock. È in quegli anni che prende forma il suo mito, che poi suggestionerà lo scrittore losangelino di noir James Ellroy. Il quale proprio sulla figura di Dr John costruirà uno dei personaggi chiave del suo best seller "Because The Night".
I puristi e i fan della prima ora rimangono però delusi dell'addomesticamento del suono e del suo assoggettarsi alle mode: così "Remedies"(1970) propone una lunga traccia a metà tra la jam improvvisativa e le suite allora tanto in voga: ma "Angola Anthem" è letteralmente priva dello spirito anarchico che costituiva il marchio di fabbrica del Dottore. Il lavoro successivo è una sorta di compendio di 'musiche possibili' che ruotano attorno al blues. Ma il vero motivo per cui "The Sun And The Herbs"(1971) resta memorabile è la presenza di tutto il gotha del rock di allora, da Eric Clapton a Mick Jagger. È il effetti il momento più alto nella parabola della notorietà di Dr John: nel 1972 sforna un disco di gran classe, in cui sembra recuperare tutta la statura artistica dell'esordio: "Gumbo" è una sorta di galleria di classici di New Orleans, in cui viene revocata la figura dei grandi pianisti locali che Malcolm ha avuto come maestri. Ed è anche tempo di una hit da classifica: con "Right Place Wrong Time" nel 1973 arriva al nono posto nella Top 100 di Billboard. La sua popolarità giunge al punto che Dr John dà la sua voce alla gallina di un celebre jingle, e allestisce le musiche per lo show televisivo Blossom, partecipando anche al film di Martin Scorsese "The Last Waltz", incentrato sull'ultima esibizione dal vivo di The Band. Gli album successivi vedono però la sua vena creativa sempre più annacquata, e Dr John scivola rapidamente verso il mainstream jazz pop di lavori di routine come "City Lights" (1978) e "Tango Palace"(1979). Negli Anni Novanta il suo suono si sposta verso una più rigorosa attività nell'ambito del jazz, al fianco del batterista Art Blackey. Nel 2000 pubblica un tributo a Duke Ellington,"Duke Elegant".
Nel 2005 il suo nome ricompare alle cronache: è infatti tra i protagonisti del telethon in favore delle vittime dell'uragano Katrina, che distrugge New Orleans. In quest'occasione Dr John esegue un classico di un'altra leggenda della Louisiana, Fats Domino.