Dream Theater

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Dream Theater

Le divinità del progressive metal.
Come loro, in epoca moderna, non l'ha fatto nessuno. I Dream Theater hanno letteralmente inventato un genere, diventando una delle band di rock pesante più imitate degli anni Novanta e oltre. Merito, soprattutto, di una tecnica strumentale impareggiabile, che manda i fan in visibilio e i detrattori in bestia (arcinote le accuse di logorrea e dispersività).
La favola inizia nel 1986 alla Berklee School Of Music di Boston. Il chitarrista John Petrucci e il bassista John Myung decidono di mettere in piedi una band (al'inizio battezzata Majesty), tanto per non girarsi i pollici nel tempo libero. Incontrano il batterista giusto, il funambolo Mike Portnoy, in una sala prove, poi reclutano il tastierista Kevin Moore e il cantante Chris Collins.
Le prime 8 tracce registrate finiscono nel "Majesty Demos", che vende 1000 copie in 6 mesi e che negli anni a venire continuerà a essere riprodotto e distribuito di fan in fan. Collins molla la band, primo di una lunga serie di artisti defezionari o scaricati; gli subentra a fine 1987 Charlie Dominici.
Arriva il primo contratto da professionisti, con la Mechanic Records. Mentre fervono i preparativi per il disco di debutto, salta fuori una band omonima di Las Vegas che costringe i 5 a cercarsi un altro nome. La scelta cade su Dream Theater, lo stesso nome di un vecchio cinema californiano suggerito dal papà di Portnoy.
"When Dream And Day Unite" colpisce con potenza la scena underground, ma i mezzi della Mechanic si rivelano troppo esigui per supportare la band come si deve. I Dream Theater rescindono il contratto e licenziano anche Dominici. La ricerca del nuovo cantante porta via un paio d'anni; alla fine nel 1991 la spunta il canadese Kevin James LaBrie, ex-Winter Rose.
Accasati presso la ATCO Records (la futura EastWest), nel 1992 i Dream Theater pubblicano il capolavoro prog degli anni Novanta, "Images And Words", e sono accolti immediatamente come il punto di riferimento del genere. Curiosamente, è "Pull Me Under", il più complesso dei tre video filmati, a conquistare l'heavy rotation su MTV.
Nel 1993 esce "Live At Marquee", registrato a Londra. Tornati a casa dopo il tour mondiale, i Dream Theater si rinchiudono in studio e ne emergono con "Awake", perdendo però per strada Moore che decide di lasciare. Il nuovo membro è Derek Sherinian, preso prima come session man per il Waking Up The World tour e infine confermato. Nel 1995 arriva "A Change Of Seasons", un EP contenente una impressionante suite di 23 minuti. Dopo un'altra mini-tournée, la band si prende qualche mese di riposo.
Il nuovo capitolo della saga discografica è "Falling Into Infinity" (1996, per la Elektra), un disco meno convincente dei suoi predecessori. Concluso il tour mondiale Touring Into Infinity, una marcia trionfale, i membri dei Dream Theater si dedicano ai loro progetti solisti: Petrucci e Portnoy formano i Liquid Tension Experiment insieme al tastierista Jordan Rudess (inseguito a lungo prima di confermare Sherinian) e al virtuoso del basso Tony Levin. Petrucci presta poi la sua chitarra agli Explorer's Club di Trent Gardner, a cui contribuiscono anche Sherinian e LaBrie, a sua volta ospite in "Tyranny" (1998) degli Shadow Gallery. Myung, Sherinian, Rod Morgenstein e Ty Tabor dei King's X danno vita ai Platypus che debuttano con "When Pus Comes To Shove" (1999). Alla fine anche LaBrie ha la sua band, i MullMuzzler con Matt Guillory, Mike Mangini e molti altri musicisti; il debutto è "Keep It To Yourself" (1999).
Nel frattempo, per sedare la fame di Dream Theater dei fan, viene pubblicato il doppio CD e video "Once In A LIVEtime" (1998). All'inizio del 1999 salta Sherinian, rimpiazzato proprio dall'agognato Rudess. E dopo la mezza delusione di "Falling...", i Dream Theater a fine anno si riscattano piazzando il magnifico "Scenes From A Memory", una rock opera di 77 minuti ambiziosa quanto lo era "Operation Mindcrime" dei Queensryche (stiamo parlando di un disco obbligatorio nella storia del rock duro). Arriva anche il primo DVD del gruppo, "Metropolis 2000: Scenes From New York", che esce anche sotto forma di triplo CD nel 2001. Per l'esattezza, l'11 settembre 2001, con una copertina troppo sfortunata per essere vera: New York in fiamme...
Smaltita la magra figura, per quanto involontaria, i cinque si rimettono all'opera e sfornano "Six Degrees Of Inner Turbulence" (gennaio 2002), un altro disco doppio di 92 minuti con un pezzo unico da 42. E poi è ancora tempo di tournée. Regolari e prolifici, nel 2003 i Dream Theater si ripresentano con "Train Of Thought", disco oscuro e tirato, nato nelle pause tra un concerto e l'altro e prodotto (è il terzo album di fila) da Portnoy e Petrucci. Non manca la canzone-fiume, la conclusiva "In The Name Of God" che tocca i 14 minuti inglobando di tutto: una sorta di summa dell'arte della band. 2004: in assenza di nuovo materiale, ecco la riedizione di live storici nel doppio DVD "Images And Words - Live In Tokyo / 5 Years In A LIVETime" e infine il più fresco "Live At Budokan", anch'esso un doppio DVD (o triplo CD). Nel 2005 esce il nuovo LP "Octavarium", a cui fa seguito un'intensa attività live che si protrae per tutto l'anno successivo, il ventesimo della loro carriera. Il tour si conclude con un concerto-evento presso il Radio City Music Hall di New York che viene registrato e pubblicato a settembre con il titolo "Score": un'opera celebrativa che contiene una canzone per ogni album in studio del gruppo, partendo da "The Majesty Demos" per arrivare ad "Octavarium", e che vede la band accompagnata per tutta le seconda metà del concerto da un'orchestra sinfonica (The Octavarium Orchestra).
All'inizio del 2007 una cinquantina di fortunati fan hanno avuto l'opportunità di entrare nello studio di registrazione della band per registrare i cori di "Prophets Of War", uno dei brani del primo disco per la Roadrunner Records. "Systematic Chaos" esce nell'estate del 2007 e il tour promozionale parte proprio dal Gods Of Metal di Milano per proseguire negli States e tornare in Europa l'anno successivo.