Due Di Picche

Due Di Picche

Per scoprire come suonano insieme le voci dei Due di Picche, Willy di Picche (meglio conosciuto come J-Ax) e Johnny di Picche (ovvero Neffa sotto mentite spoglie), basta ascoltare l'album "C'eravamo Tanto Odiati" uscito il Primo Giugno 2010 su etichetta Best Sound/Hermanos e distribuito da RCA/Sony Music.
Per tutti coloro che nella vita considerano possibili accostamenti impossibili, i Due di Picche rappresentano una sorprendente novità. Durante gli anni 90 tutti hanno visto Ax e Neffa voltarsi le spalle, come fossero due capitani di squadre diametralmente opposte. Ma chi ha vissuto questo momento di antitesi forte tra loro, oggi potrà dire di farsi attraversare dalla particolarità di questo connubio esplosivo. Due carriere diverse, stili forse opposti e contrari, eppure con lo stesso culto della parola perfetta, della metafora astuta e pungente, i Due di Picche lanciano la sfida prima a loro stessi che al pubblico.
"C'eravamo Tanto Odiati" è un album scritto a quattro mani ed è dedicato agli ultimi, quelli esclusi alle feste del liceo, quelli che dicono sempre come la pensano, anche quando questo può non facilitarli, quelli che vivono tutto fino in fondo e che non hanno paura di esporsi. Loro - Johnny e Willy di Picche - sono quelli che se pur tardando a scoprire questo sodalizio artistico, forse per il percorso che ognuno di loro aveva intrapreso, sono riusciti a lavorare insieme e a godere del piacere di fare musica, ponendola al centro, senza più il bisogno di appartenere alle parti. Il due di picche inteso anche come carta da gioco: dipende solo da che angolatura lo osservi. Può essere una carta perdente, ma può anche diventare la carta della vittoria in una partita di poker. Johnny di Picche e Willy di Picche sono riusciti insieme a tirare fuori il meglio l'uno dall'altro.
Infine... "C'eravamo Tanto Odiati" è un'ironica parafrasi del film di Ettore Scola, diventato il titolo di un progetto che prima di tutto ha sorpreso e ha permesso ai due artisti di scoprirsi una squadra perfetta: il lavoro in studio è stato produttivo, coinvolgente e al tempo stesso divertente, nonostante stili compositivi molto diversi e percorsi artistici spesso divergenti.