Eagles

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Una band, un mito.
Quella degli Eagles rappresenta una delle parabole rock più significative e riuscite degli anni Settanta: la loro alchimia di country, folk e rock continua tuttora a fare scuola e a vendere dischi.
La prima incarnazione degli Eagles è composta da session man e musicisti giovani ma già esperti. Il chitarrista, cantante e tastierista Glenn Frey (nato a Detroit nel 1948), ha suonato per Bob Seger e viene dal duo Longbranch Pennywhistle. Bernie Leadon (Minneapolis, 1947) ha prestato voce, mandolino, chitarra e banjo a Hearts And Flowers, Dillard And Clark e Flying Burrito Brothers. Il bassista e cantante Randy Meisner (Scottsbluff, Nevada, 1948) è un ex Soul Survivors/Poor e uno dei fondatori dei Poco, lasciati all'alba del loro disco di debutto per entrare nella Stone Canyon Band. Il batterista texano Don Henley (1947) è invece reduce dallo scioglimento degli Shiloh.
Curiosamente, nessuno di loro è californiano: quasi paradossale, per una band destinata a firmare, disco dopo disco, la colonna sonora della West Coast dei favolosi seventies.
I quattro vengono riuniti nel 1970 a Los Angeles dal produttore John Boylan, che li chiama a raccolta per fare da supporto alle registrazioni di Linda Ronstadt ("Silk Pursue"), impegno che li coinvolge per un paio d'anni. Il disco di debutto, "The Eagles", viene inciso in Inghilterra sotto la guida di Glyn Johns e pubblicato nel giugno del 1972 per la nascente casa discografica di David Geffen, la Asylum: il successo è contenuto, ancora nulla di strepitoso, e porta dopo un anno e mezzo al disco d'oro, grazie a canzoni come "Take It Easy" (scritta da Frey e Jackson Browne), "Witchy Woman" e "Peaceful Easy Feeling", che entrano nella Top 40.
Nel 1973 il quartetto ci riprova con "Desperado" (prodotto sempre da Johns), un semi-concept sui fuorilegge in stile spaghetti western che vende ancora meno del disco precedente, anche se la canzone "Tequila Sunrise" sarebbe poi diventata uno dei cavalli di battaglia dell'ensemble.
A questo stadio della loro evoluzione, gli Eagles mettono in luce una cura maniacale nella composizione delle canzoni, perfetti meccanismi di folk e southern rock, e un'abilità strumentale non comune, senza per altro brillare per carica innovativa – qualità che, in effetti, non è peculiare negli Eagles: la loro discografia è più accostabile alla bibbia del classico rock americano easy e soleggiato.
L'anno dopo gli Eagles cambiano produttore (Bill Szymczyk) nel tentativo di districarsi dalle briglie limitanti di band country-rock imposte da Johns. Entra nella band un secondo chitarrista, Don Felder (California, 1947), e arriva il grande botto di "On The Border": disco d'oro nel giro di tre mesi e posizione di vertice in classifica, anche se dopo un anno, con il singolo "Best Of My Love".
Gli Eagles ormai sono sulla breccia e a partire da "One Of These Nights", pubblicato nel 1975 e forte di canzoni come la titletrack, "Lyin' Eyes" e "Take It To The Limit", piazzano quattro dischi consecutivi al primo posto delle chart. Sono dappertutto, popolarissimi, amati e irrinunciabili.
Vengono consacrati da un Grammy per la 'Best Pop Vocal Performance by a Duo, Group, or Chorus' e ottengono nomination prestigiose (miglior disco, miglior registrazione), dopodiché si imbarcano in un tour mondiale, che non viene interrotto nemmeno quando a fine anno Leadon, musicista poliedrico di valore assoluto, ma spesso sottovalutato, lascia il gruppo. Al suo posto subentra immediatamente Joe Walsh (Kansas, 1947), ex uomo guida dei James Gang.
Nel 1976 la band fa uscire "Eagles: Their Greatest Hits 1971-1975" e mai mossa fu più azzeccata: la raccolta diventa un instant classic, un successo clamoroso di vendite che si protrae negli anni, arrivando alle 25 milioni di copie vendute. Un disco irripetibile, superato solo da "Thriller" di Michael Jackson e pochi altri. Prima della fine del 1976 gli Eagles danno alle stampe "Hotel California", disco che raggiunge dati di vendita da capogiro (10 milioni).
Nel 1977 piove una messe di nomination per i Grammy (anche se si concretizza solo quella per la miglior registrazione) e gli Eagles suonano in giro per il mondo. Alla fine del tour, in settembre, anche Meisner prende altre strade; subentra Timothy B. Schmit (Sacramento, 1947), fuoriuscito dai Poco. Ci vogliono due anni perché veda la luce "The Long Run", ancora una volta un LP milionario, che contiene successi di classifica come la canzone omonima, "I Can't Tell You Why" e soprattutto "Heartache Tonight", che nel 1979 vince il Grammy per la miglior performance rock di un gruppo.
Nel 1980 esce nei negozi "Eagles Live", registrato nelle date al Santa Monica Civic Auditorium, ma è il canto del cigno: nel 1982 il gruppo, incrinato da dissidi interni e inattivi già da un paio d'anni, si sciolgono ufficialmente. Ognuno dei membri percorre la carriera solista, sebbene solo Henley e Frey ottengano risultati degni di nota.
Per tutti gli anni Ottanta gli Eagles rifiutano di riunirsi , nonostante le sontuose offerte; solo nel 1990 Frey e Henley riesumano il loro antico sodalizio e in alcuni concerti di beneficenza richiamano anche Schimt e Walsh. Poi, più nulla fino al 1994, quando la band risorge per un magnifico tour estivo che riempie gli stadi. Gli Eagles tornano addirittura a incidere un disco, ripreso dall'MTV Unplugged e impreziosito di quattro nuove canzoni: "Hell Freezes Over", nel giro di un anno, vende addirittura cinque milioni di copie. La fame di Eagles è ancora grande.
Da qui in avanti, la band centellina le apparizioni pubbliche. Nel 1998 la band entra di diritto nella Rock And Roll Hall Of Fame e il 31 dicembre dell'anno seguente celebrano l'avvento del 2000 con un concerto a Los Angeles, insieme a Jackson Browne e Linda Ronstadt, che viene registrato e inserito nel box "Selected Works 1972-1999" pubblicato pochi mesi dopo.
Nel 2001 Frey e Henley escludono Don Felder dalla band, tra polemiche e strascichi legali; il quartetto torna a calcare studi di registrazione e palchi anche dopo il tour per il trentennale: nel 2003 esce un nuovo singolo, "Hole In The World", e nel 2004 parte uno dei tour più acclamati (e milionari) dell'anno , che culmina nel 2005, esattamente 35 anni dopo la nascita della band. Per l'occasione spunta anche un nuovo DVD live, ''Farewell 1 Tour-Live from Melbourne'', che comprende la gustosa aggiunta di due inediti. Il 30 novembre 2007 gli Eagles pubblicano ''Long Road Out Of Eden'', il primo album di materiale inedito dal 1979, e 'probabilmente anche l'ultimo della storia degli Eagles' (lo ha detto Don Henley in un'intervista alla CNN).
L'album debutta al primo posto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, in pochi mesi vende ben sette milioni di dischi, vince un Grammy 2008, il quinto nella storia delle band, per "How Long" (Best Country Performance), e apre la strada al nuovo tour mondiale del gruppo, con partenza a marzo da Londra.