Edie Brickell

Edie Brickell
  • Folk-Rock, Jangle Pop, College Rock, Alternative Pop/Rock, Adult Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Le promesse mancate del folk-rock americano? Alcuni li definiscono così, altri propendono per considerarli un luminosa meteora made in Usa. Altri ancora ricordano i New Bohemians per la presenza di Edie Brickell, l'unica a durare nel tempo.
Edie Brickell nasce il 10 marzo 1966 a Oak Cliff, un quartiere di Dallas. La piccola Edie cresce con la passione per la musica, ma non trova il coraggio di buttarsi su un palco. La notte fatidica arriva nel 1985, quando, dopo qualche bicchiere di whisky che la aiuta a sciogliersi, prende il microfono in un bar della città in cui lavora come cameriera e si mette a cantare con una band locale, i New Bohemians. La scintilla è fatale e Edie molla la Southern Methodist University dopo un ano e mezzo di lezioni e si unisce al gruppo. Con loro scrive canzoni e lavora al sound, fino a trovare il mood giusto e la lineup definitiva, composta dal bassista Brad Houser, il chitarrista Kenny Withrow e il batterista Matt Chamberlain. L'opera prima è un demo che circola per le piccole label locali, mentre il quartetto si fa le ossa suonando continuamente nei locali dello stato. L'anno della svolta è il 1988, quando la band, messa sotto contratto nientemeno che dalla Geffen, vola in Galles nei Rockfield Studios a registrare il primo album. Il risultato è "Shooting Rubberbands At The Stars", che rivela al mondo il talento della voce e del songwriting di Edie; lo stile conversazionale della texana unito alla vena folk rock intimista dei New Bohemians è una miscela esplosiva che convince critica e pubblico: l'album vende oltre un milione di copie e sforna un singolo da Top Ten come "What I Am". I New Bohemians fanno prevedere un grande futuro e alcuni li affiancano ai R.E.M. nel ruolo di fari della scena folk-rock americana: gli incombenti Anni Novanta sembrano roba loro.
Celebrata la nascita di una stella, i critici devono subito officiarne il funerale: il follow up del disco, "Ghost Of A Dog", uscito con grande attesa nel 1990, si rivela un fallimento e la band si scioglie. Edie si dedica alla sua vita privata, sposando nel 1992 il musicista Paul Simon e mettendo al mondo un figlio: per quattro anni non compare più negli studi di registrazione e nemmeno dal vivo, ma nel '94 torna con un disco, stavolta realizzato senza il gruppo. "Picture Perfect Morning", prodotto dalla mano sapiente di Simon, viene accolto bene dalle rivista specializzate ma non riesce certo a bissare il successo della prima opera. Non è necessariamente un male per Edie, che può continuare a dedicarsi alla famiglia e a portare il suo verbo musicale in tour con tranquillità, coltivandosi un pubblico di affezionati senza stress mediatico. La Geffen la pensa diversamente, chiedendole di forzare la mano nel suo ritorno alle scene, ma la Brickell rimane risoluta nella sua scelta.
Ciò significherà una lontananza dalle telecamere di ben dieci anni. Il vuoto è colmato con la pubblicazione di due greatest hit: "Best Of" nel 1999 per la Mca International e "Ultimate Collection" nel 2002 per la Hip-O, che contiene anche brani dei New Bohemians, tra cui sette tracce ai tempi mai pubblicate. Il ritorno di Edie Brickell con un disco solista ufficiale è del 2003: la Universal distribuisce "Volcano", in cui la texana rivela tutta la sopita passione per la musica. Il full lenght, prodotto da Charlie Sexton (precedentemente dietro i lavori di Alejandro Escovedo, Lucinda Williams, Jimmy Vaughan), è un'esplorazione di nuovi territori root, chiaramente favorita dalla vicinanza di Edie con Paul Simon e dall'approfondimento della tecnica chitarristica. Stavolta la Brickell si concede di più allo showbiz, partecipando a programmi televisivi e suonando in un breve tour nazionale. La voce calda, il songwriting introspettivo, la qualità dei testi sono sempre il marchio di fabbrica di Edie, che si ripropone, voce e chitarra, come cantautrice di una sorta di space folk, in cui si sente la sensibilità di Sexton dietro le quinte, a costruire trame ampie e controllate. Riff di blues elettrico, venature jazzy, calore delle sei corde: la Brickell utilizza un sound avvolgente per comunicare la voglia di tornare a un mondo dai ritmi più umani, in cui si spenga la televisione e si scenda al Central Park per una passeggiata.