Edoardo Bennato

Edoardo Bennato
  • Rock, Foreign Language Rock, Italian Pop
  • Il menestrello per eccellenza, cantastorie di favole impegnate, inventore di personaggi, one man band [... altro]

Il menestrello per eccellenza, cantastorie di favole impegnate, inventore di personaggi, one man band con un occhio alla tradizione e l'altro al rock. Precursore di mode e melting pot musicali; uno sempre avanti.
Edoardo Bennato nasce a Napoli nel 1949, in un'area profondamente segnata dall'inquinamento industriale e dal degrado urbano. Un paradiso naturale soffocato dalla presenza dell'Italsider, e dei suoi scarichi tossici. L'adolescenza di Edoardo è segnata dalle accese polemiche socio-politiche degli anni '60 (periodo di massima espansione della struttura), dal rammarico per il suo eden perduto e dalla rabbia per lo scempio causato dalla follia degli uomini e delle amministrazioni pubbliche.
Mentre frequenta l'università a Milano (si laureerà in Architettura), Edoardo irrompe negli Anni Settanta con la sua carica critica e polemica, le sue tematiche attuali, la sua onirica ma lucida creatività. Il suo disco di esordio, "Non Farti Cadere le Braccia" (del 1973), rompe decisamente con la tradizione classica partenopea sia nei contenuti che nella forma. Il suo rock è essenziale, quasi artigianale, ma aggressivo almeno quanto i suoi testi. Napoli e Bagnoli, la prepotenza dei potenti e delle etichette discografiche, il manicheismo dei benpensanti: argomenti forti e quasi inediti per l'epoca, che riprenderà nel secondo disco "I Buoni e i Cattivi" del 1974 (che vede la nascita del celebre logo con armonica), e nel terzo "Io Che Non Sono l'Imperatore" dell'anno dopo.
Nel 1976 è la volta di "La Torre di Babele", con l'omonimo brano che finirà nelle antologie scolastiche (anche in Svizzera) fra gli autori moderni. Nasce anche il personaggio del "Professor Cono", anche lui destinato alla notorietà, che diventa rubrica fissa di un noto settimanale rock giovanile dell'epoca. Bennato è già un eroe italiano e trasversale, un cantautore completo e maturo sul punto di esplodere come fenomeno di massa. Questi sono ancora gli anni in cui si esibisce da solo, col suo pittoresco 'armamentario' da polistrumentista di strada: armonica su supporto-tracolla, kazoo, cassa a pedale e, naturalmente, chitarra acustica 12 corde.
La piena maturazione coincide con un concept-disc destinato a segnare un'epoca: "Burattino Senza Fili" (1977), ovvero come utilizzare la favola più famosa del mondo per raccontare la società contemporanea. Eppure Bennato riesce a fare di più, mettendo insieme una band di altissimo livello e realizzando uno dei primi video musicali italiani. Il successo è clamoroso e lo proietta immediatamente al primo posto nelle classifiche con la cifra record di un milione di copie vendute (primo cantautore italiano a raggiungere questo traguardo).
La necessità di suonare di fronte a migliaia di persone, in stadi gremiti, trasforma il suo modo di presentarsi. Bennato abbandona la sua immagine di one man band per diventare una rockstar a tutti gli effetti. Tre anni intensi di concerti, tournée ed esibizioni televisive, poi l'annuncio del suo nuovo, sconcertante disco attraversato da venature punk: "Uffa! Uffa!" (1980).
Ermetico, povero di contenuti e senza idee: accompagnato da una critica piuttosto feroce, Bennato va in televisione per la presentazione dell'album. La trasmissione è Variety, il disco però, nel frattempo, è cambiato: Edoardo a sorpresa canta "Sono Solo Canzonette", ispirato alla favola di Peter Pan e destinato a un nuovo record assoluto di incassi. I due lavori finiranno rispettivamente al secondo e al primo posto delle classifiche.
Durante i due anni seguenti Bennato pubblica due 45 giri, "E Invece No / Canta Appress' à Nuie" (1981) e "Nisida / A Freva A Quaranta" (1982), dove riprende ancora i temi, a lui cari, del degrado e dell'abbandono in cui versano la sua amata isoletta e Napoli.
Alla sua terza rivisitazione di celebri fiabe, dopo "Pinocchio" e "Peter Pan", è la volta de "Il pifferaio di Hamelin". È il 1983 e il disco si chiama "È Arrivato Un Bastimento". Anche in questo caso Bennato precorre i tempi e decide di offrire ai suoi fan un supporto multimediale costituito dal disco (ma c'era anche una bellissima versione MC) più un libretto illustrato con la storia e i testi.
Nel 1984 pubblica il primo live, "Edoardo Bennato Live! E' Goal!", frutto di un periodo di trionfali tournee in Italia e all'estero. Ma è proprio in questo periodo che il cantautore partenopeo elabora la sua seconda (transitoria come sempre) trasformazione. L'inquieto Bennato di quegli anni decide di cambiare radicalmente stile e look: "Kaiwanna" (1985) sarà un disco di rottura col passato che non mancherà di sconcertare i suoi fan.
L'anno dopo, Edoardo ritorna sui suoi passi, al suo rock originario e ai temi a lui più cari. "Ok Italia" del 1987, che coincide con il passaggio dalla Ricordi alla Virgin, è ironico e in piena polemica con la politica italiana (memorabile il video con le maschere disegnate da Forattini). Nel 1987 viene pubblicato un secondo disco dal vivo,"Edoardo Live", più corposo e trasversale, che comprende numerosi successi della sua ormai consistente carriera.
Seguiranno anni di insofferenza nei confronti delle etichette discografiche, disagio ben rappresentato nel mini 33 giri "Il Gioco Continua" (1988), che lo vedranno esibirsi e pubblicare album con due o tre diversi pseudonimi: Edo, Joe Sarnataro e, probabilmente, Rey Perrillo (2000, "Coconut Woman").
Mentre matura i successivi cambiamenti, Bennato trova il tempo di incidere l'album "Abbi Dubbi" (1989), disco di rock puro e genuino che scalerà in breve tempo le classifiche di vendita, e di cantare la celeberrima sigla dei mondiali di calcio del 1990 (Un'Estate Italiana) insieme a Gianna Nannini.
"Edo Rinnegato" (1990) è un vero e proprio unplugged, e viene registrato (in versione rigorosamente acustica) in pochi giorni. A supportare il fantomatico Edo saranno i suoi tradizionali compagni di tournee: tre chitarristi del calibro di Roberto Ciotti, Luciano Ninzatti e Lucio Bardi. Joe Sarnataro compare l'anno dopo, nel 1992, accompagnato dalla band partenopea dei Blue Stuff con "E' Asciuto Pazzo 'O Padrone", un album blues cantato interamente in napoletano. Ci mette poco a diventare disco di culto.
Ritorna (quasi) se stesso qualche mese dopo con "Il Paese Dei Balocchi", lavoro decisamente rock ma con la partecipazione di una leggenda del blues come Bo Diddley. Il risultato di tutto questo sarà uno schizofrenico spettacolo live diviso in tre parti: prima si esibisce one man band, poi come Sarnataro e infine come Bennato.
Segue, nel 1993, il mini CD "Tu Chi Sei? / Eugenio", dedicato a tangentopoli e a suo fratello (Eugenio, fisico e anche lui musicista, più legato alla tradizione napoletana), e l'anno dopo l'album "Se Son Rose Fioriranno", incentrato (ma non solo) sulle tematiche sociali e sulle recenti vicende della politica italiana.
Nel 1995 pubblica per la EMI "Le Ragazze Fanno Grandi Sogni", ed è un lavoro sofferto, suggestivo, nato da un percorso intimo e introspettivo che lo porta, l'anno dopo, a realizzare il (per Fonit Cetra) il CD "Quartetto d'Archi" che comprende molti dei suoi brani più famosi arrangiati in chiave classica dal maestro Roberto De Simone.
Ad accompagnarlo nel 1998 saranno l'orchestra Scarlatti di Napoli e la giovane rock band partenopea "Hell Side". Il disco è "Sbandato" e viene alla luce dopo una lunga fase di produzione in giro per l'Europa. "Sbandato" è in realtà un concept album a tutti gli effetti ma sviluppato su due temi portanti: la verità (difficile da accettare) e lo sbandamento generale, la mancanza di punti di riferimento.
"Sembra Ieri" (2000) è una raccolta (tre brani inediti, 10 riarrangiati e 5 tratti da album già pubblicati in passato), così come "Afferrare una Stella", dell'anno dopo, che ripropone ben 35 classici (e meno classici) del cantautore napoletano, destinati ad avvicinare le nuove generazioni alla sua musica. Nel 2003 Bennato finalmente incide, dopo cinque anni di attesa, un disco interamente nuovo. Il titolo è "L'Uomo Occidentale" e contiene 15 pezzi, alcuni dei quali socialmente e politicamente impegnati.
Mai stanco, mai 'seduto', sempre con lo sguardo lucido e ironico, rivolto al futuro.