eels

eels: ultimi video musicali

That Look You Give That Guy 1

Video Musicali

Dirty Girl - Live at Town Hall

Video Musicali

Fresh Blood

Video Musicali

That Look You Give That Guy 2

Video Musicali

Saturday Morning

Video Musicali

That Look You Give That Guy

Video Musicali

Spectacular Girl

Video Musicali

Trouble With Dreams

Video Musicali

eels

One man band.
Gli Eels sono un uomo solo. O quasi. Il vocalist, polistrumentista, cantautore e mago della produzione Mark Oliver Everett, in arte E, è un piccolo genio della musica contemporanea. Personaggio borderline dalla personalità complessa e imprevedibile, E è uno di quegli artisti a dir poco eccentrici che alimentano scandali e miti: una volta, ospite di uno show australiano, alla domanda cosa ti ha spinto a fare musica ha risposto "l'eroina"; nel 2000 ha pensato l'intero album "Souljacker" mentre si trovava a un ritiro spirituale dove era proibito parlare e scrivere; nel 2003, senza dire niente a nessuno, pubblica un intero disco con il moniker di un fantomatico MC Honky ("I Am The Messiah"). Aneddoti più o meno gonfiati riconducibili però a una condizione di reale disagio che ha segnato la vita dell'artista.
Mark nasce nel 1963 in Virginia e del rock si innamora prestissimo, grazie alla collezione di dischi della sorella, e comincia a suonare la batteria e poi una miriade di strumenti. La sua adolescenza è problematica: il padre, l'affermato fisico quantistico Hugh Everett III, muore all'improvviso e Mark sbanda, viene arrestato ed espulso da scuola. La musica rimane la sua unica, costante passione, che lo spinge a incidere montagne di demo con mezzi di fortuna e a prepararsi al grande salto. Il progetto della sua vita parte nel 1994 dopo che Mark, in arte E, si trasferisce a Los Angeles e incontra in un noto locale (il Mint), gli altri due futuri soci Tommy Walter (voce e basso) e Butch Norton (voce e batteria).
In quel periodo Mark ha già all'attivo due album solisti, l'egocentrico "A Man Called E" (che lo porta a suonare dal vivo di spalla a Tori Amos) e "Broken Toy Shop", entrambi incisi per Polydor. L'esordio come Eels arriva nel 1996 con "Beautiful Freak", disco di folk-pop elettronico, in cui si sente l'influenza di artisti ispirati come Beck, Portishead e Tricky. Il singolo "Novocaine For The Soul" diventa uno dei pezzi più trasmessi dalle radio alternative americane e si guadagna notorietà anche su MTV, mentre l'album vince un Brit Award, a riprova di una buona popolarità degli Eels in Europa.
Ma il vento gira in fretta: in un tragica catena di decessi, la madre e la sorella di Mark muoiono rispettivamente per malattia e per suicidio, e l'artista cade in un profondo stato di depressione. Walter molla gli Eels e viene sostituito da Adam Siegal. L'uscita dal tunnel coincide con l'oscuro "Electro-Shock Blues" del 1998 (a cui partecipano anche Lisa Germano, Grant Lee Philips dei Grant Lee Buffalo e Michael Simpson dei Dust Brothers), disco che segna il ritorno alla musica, anche se il dolore ha lasciato un segno sensibile. Poco dopo, gli Eels partecipano alla colonna sonora di "American Beauty" con "Cancer For The Cure" e nel 2000 Mark vive una fase di splendore creativo: incide una quarantina di nuovi pezzi, da cui ha origine "Daisies Of The Galaxy", il terzo lavoro della band che vede come ospite Peter Buck dei REM, co-autore anche di una canzone. L'anno stesso segue (pubblicato però solo sul sito della band) "Oh What A Beautiful Morning", una compilation di inediti, remix e tracce dal vivo.
A tanto proliferare di idee, non corrisponde però il successo commerciale: gli Eels restano inchiodati nel loro mondo alternativo ma si mettono comunque in gioco con una tournée in giro per il mondo in compagnia della Eels Orchestra 2000: sassofono, tromba, banjo, violino, clarinetto, timpani e altro, gestiti a giro dai poliedrici membri dell'ensemble. 3 o 4 strumenti a testa e spettacolo assicurato ogni sera. "Souljacker", pubblicato nel 2001, è invece frutto della collaborazione con John Parish, eclettico chitarrista e produttore di PJ Harvey e il video di "Souljacker Part I" è firmato addirittura da Wim Wenders. Curiosamente, l'album viene distribuito negli USA solo nel 2002 tanto che E, nel gap che divide la pubblicazione sul suolo statunitense, incita i fan ad andare in Canada a comprarsi il disco e per promuovere il tour pubblica anche il live "Electro-Shock Blues Show". L'anno seguente è all'insegna della iper-attività: E prima scrive la colonna sonora del film "Levity", con Billy Bob Thornton e poi si mette al lavoro su "Shootenanny", un LP dal sound sperimentale che prende il titolo da un neologismo, ovviamente coniato dallo stesso E, che indica "un raduno di persone che cantano musica folk, a volte danzano, ma soprattutto sparano con le pistole".
Nel 2005 è invece la volta di "Blinking Lights And Other Revelations", un torrenziale doppio album - completato dal singolo "Hey Man (Now You're Really Living)" – una piccola enciclopedia del loro rock lo-fi scritte nell'arco di sette anni e una serie di brani strumentali in cui scorre una forte vena mistica in cui E si interroga su Dio e su tutte le questioni che lo riguardano. Il tour che segue porta gli Eels in giro per il mondo, compresa una mitica performance acustica al conservatorio di Milano in tuba e frac nero. Negli anni seguenti gli Eels si dedicano a numerosi progetti paralleli musicali e non (tra cui anche un libro di memorie di E) ma continuano instancabili l'attività live e nel marzo del 2008 tornano in Italia per una serie di pochi ma selezionati concerti sold out.