Eminem

Eminem
  • Rap, Hip-Hop, Hardcore Rap
  • "Credo che un mucchio di persone possa capire quello che canto, neri o bianchi che siano. Tutti sono [... altro]

"Credo che un mucchio di persone possa capire quello che canto, neri o bianchi che siano. Tutti sono stati di m***a, in qualche modo". Così parlò Marshall Mathers III in arte Eminem aka Slim Shady, rapper controverso, scorretto, geniale, un nome entrato nell'elite dei grandi già dopo pochi anni di carriera.
Nato a St. Joseph vicino a Kansas City, il futuro rapper passa l'infanzia nel quartiere nero di Detroit, dove entra in contatto con il rap e a 14 anni forma il duo locale Soul Intent. A 17 anni, prima di abbandonare la Lincoln High School di Warren (dove viene bocciato tre volte), conosce il rapper Proof e la futura moglie Kimberly Ann Scott. La sua carriera musicale inizia poco prima della gravidanza di Kim e Marshall e dopo una dura gavetta, unico rapper bianco in un ambiente musicale dominato dagli afroamericani, si guadagna il rispetto e comincia l'ascesa nel musicbiz. Nel 1996 viene pubblicato "Infinite", EP che include la collaborazione con i membri della sua crew, i Dirty Dozen. In questo periodo viene citato nella sezione Unsigned Hype del magazine The Source, bibbia della black music.
Eminem si fa le ossa scrivendo versi per artisti come Shabaam Sahdeeq e OldWorlDisorder, poi escono "Just Don't Give a Fuck" e l'EP "Slim Shady" e il fenomeno bianco diventa una celebrità underground. Stando alla leggenda, Dr. Dre trova un demo del platinato rapper sul pavimento del garage di Jimmy Iovine, boss della Interscope Records. In seguito a una brillante performance di Eminem, arrivato secondo nella categoria freestyle al Rap Olympics MC Battle (tenutasi a Los Angeles nel 1997) il magnate dell'hip hop decide di farne un suo protégé e di metterlo sotto contratto con la sua etichetta, la Aftermath. L'album di debutto, "The Slim Shady LP", schizza al secondo posto della classifica degli album di Billboard grazie al dirompente successo del singolo "My Name Is". La hit è anche il primo atto di una lunga serie di diss, accuse e cause legali con la madre Debbie, che nella canzone viene accusata di abusare di droghe (uno spezzone dice: "ho scoperto che mia madre si fa più di me"). Eminem riceve 2 award alla 42a edizione dei prestigiosi Grammy, sia come Best Rap Solo Performance (per "My Name Is") sia per il Best Rap Album. Il secondo album di Eminem, "The Marshall Mathers LP", esce nel maggio 2000, vende due milioni di copie in pochi giorni e trascina su di sé, in uguale misura, popolarità, eccessi e disprezzo. Eminem è un catalizzatore di polemiche e scandali: la sua presenza ai 2000 MTV Music Awards lo porta a scontri con la comunità gay e con organizzazioni come la 'Gay And Lesbian Alliance Against Defamation' (GLAAD), che condannano i suoi testi omofobici, misogini e politically uncorrect. Eppure non tutto è come sembra: alla 43esima edizione dei Grammy, Eminem interpreta una versione da antologia di "Stan" supportato al piano e alla voce dall'icona gay Elton John (nelle veci di Dido). A fine anno Slim Shady finisce in tribunale per aver minacciato con una pistola scarica un tale che stava baciando Kim, nel parcheggio di un nightclub e l'anno successivo finisce ancora sui giornali: si becca una condanna a due anni di libertà condizionata per possesso illecito d'arma da fuoco e, dopo vari tentativi di riconciliazione, divorzia dalla moglie (si risposeranno nel 2006). Ma il 2001 non è un anno del tutto negativo perché vede l'uscita di "Devil's Night", disco d'esordio dei D12 coprodotto proprio da Eminem, che partecia anche con testi e featuring.
Dopo la burrascosa partecipazione al Festival di Sanremo, Eminem prepara la sua stagione migliore. Nel 2002 piomba nel musicbiz "The Eminem Show", un instant classic dell'hip hop trainato dal singolo "Without Me", un terremoto rap accompagnato da un videoclip ironico e sferzante che fustiga Moby, Limp Bizkit e molte icone Usa e non, compreso Osama Bin Laden. E il secondo singolo dell'album, "Cleanin' Out My Closet", è un altro brano in cui Eminem si scaglia contro la madre. Ancora non si sono spente le polemiche che il rapper si piazza davanti alla macchina da presa e recita in "8 Mile", un film ispirato alla sua storia che vince la statuetta agli Oscar per la Miglior Canzone Originale con "Lose Yourself".
Le sue performance, sul disco, nei videoclip e sul palco, sono straordinarie per ritmo, tecnica e presenza scenica, una macchina perfetta e sfrontata in cui Eminem spara a zero e dice tutto quello che pensa, senza filtri. Agli MTV Europe Music Awards il biondo straccia tutta la concorrenza, portandosi a casa 4 premi, grazie a "Without Me" e attacca ancora Moby. Ma dal 2000 in avanti nessuno sfugge più alla sua lista nera, che comprende Christina Aguilera, Everlast, Insane Clown Posse, Fred Durst, DJ Lethal, *N Sync e Mariah Carey.
Il film è diretto da Curtis Hanson ("L.A. Confidential") e nel cast ci sono anche Kim Basinger, Mekhi Phifer e Brittany Murphy. Mathers interpreta Jimmy Rabbit Smith, un aspirante rapper di Detroit che lotta per emergere andando a sbattere contro i pregiudizi e l'odio del ghetto nero. Sospinto da "8 Mile", Marshall torna alla conquista delle classifiche italiane con "Lose Yourself" e "Sing For The Moment" che compaiono contemporaneamente nella top 10 dei singoli a inizio aprile mentre la colonna sonora domina le compilation e il suo terzo album in studio (pubblicato un anno prima) resiste fra i primi dieci.
Il 2004 è l'anno di "Encore", disco che ha i suoi pezzi migliori nei singoli "Like Toy Soldiers" e "Just Lose It" (che prende in giro Michael Jackson) ma che risulta un po' meno efficace rispetto ai lavori precedenti, complice anche la straordinaria sovraesposizione dell'artista, che ha quasi trasceso la dimensione di uomo di spettacolo per diventare una vera icona contemporanea.
Lo stress comincia a farsi sentire anche per uno stakanovista del palcoscenico come Eminem, che nell'agosto del 2005 è costretto ad abbandonare il tour per stress ed abuso di farmaci. Qualche mese dopo esce nei negozi Curtain Call: The Hits, il doveroso greatest hits che raccoglie il meglio di un quinquennio straordinario e forse irripetibile. Il 2006 vede Eminem alle prese con il mix-tape "The Re-Up", un disco di collaborazioni e inediti dedicato a se stesso e a Proof, l'amico ucciso pochi mesi prima.
Eminem prepara il suo nuovo album nel corso del 2008, senza fretta, passando alcuni mesi a stretto contratto col suo mentore, Dr. Dre, che per l'occasione speciale mette da parte i suoi mille progetti (e il suo album solista) per lavorare a tempo pieno sulla produzione di uno dei rientri sulle scene più attesi degli ultimi due anni. Il nuovo album, inizialmente intitolato "King Mathers" assume una forma più concreta verso la fine dell'anno quando diverse persone dell'entourage del rapper (Dr. Dre, 50 Cent e il producer Swizz Beatz) e lo stesso Slim Shady dichiarano a più riprese che il disco è quasi pronto, che conterrà una traccia sequel di "Stan" e che vedrà la luce nei primi mesi del 2009 con il titolo definitivo "Relapse". Nello stesso periodo, come ciliegina sulla torta, arriva la celebrazione definitiva dell'autorevole magazine Vibe, che incorona Eminem "Best Rapper Alive" dopo un lunghissimo sondaggio tra i suoi lettori.