Emmanuel Jal

Emmanuel Jal

Warchild.
Emmanuel Jal è un musicista e rapper africano dalla storia incredibile, documentata da tutti i più autorevoli media mondiali, da Time Magazine al Guardian, dalla BBC alla CNN. Da bambino, in Sudan, gli hanno messo in braccio un fucile ed è diventato, suo malgrado, un guerrigliero; anni dopo, da uomo libero, ha scelto di raccontare la sua storia e di dedicare la sua vita alla pace: Emmanuel ha vinto un American Gospel Award, le sue musiche sono state utlizzate in un documentario del National Geographic, in tre episodi del celebre serial tv ER e nel film "Blood Diamond" con Leonardo Di Caprio. Ma soprattutto Jal è diventato portavoce di Amnesty International e ha tenuto conferenze alle Nazioni Unite. Nel 1980, a soli 7 anni, Emmanuel Jal viene prelevato dalla sua famiglia con il pretesto di dargli un'istruzione e un futuro. In realtà viene addestrato a combattere nello Spla (Sudanese Peoplès Liberation Army) l'esercito dei ribelli nella sanguinosa guerra civile sudanese e per quasi cinque anni il bambino vive tra Etiopia e Sudan del sud, gomito a gomito con altre migliaia di baby-soldati che portano in spalla fucili AK47 più alti di loro. Fuggito da quella follia, Emmanuel raggiunge il Kenya e viene adottato dalla volontaria britannica Emma McCune. Dopo poco tempo la donna rimane uccisa in un incidente stradale ma il ragazzo riesce a completare ugualmente gli studi grazie all'interessamento di alcuni amici della donna. Emmanuel si avvicina alla musica a scopo terapeutico, per alleviare le ferite che si porta dentro, e all'età di 20 anni capisce di avere talento e comincia a comporre canzoni fortemente spirituali con influenze, musicali e non, che comprendono i Gospel Fathers (Kenya), Bob Marley e Nas ma anche Martin Luther King, Gandhi e Gesù Cristo. Il suo primo singolo, "All We Need Is Jesus" diventa una hit in Kenya e viene trasmessa anche nel Regno Unito. L'album d'esordio, "Gua", miscela arabo, inglese e lingue africane in messaggi che esprimono il desiderio per un Sudan pacifico e indipendente. Pur influenzato dall'hip hop statunitense, il rap di Emmanuel è africano fino al midollo e la titletrack arriva al primo posto della classifica keniota. Un altro singolo, "Warchild", fonde le rime con il soul per produrre un groove più internazionale ma i messaggi sono sempre gli stessi: ".. credo di essere sopravvissuto per uno scopo, per raccontare la mia storia, per toccare delle vite".
Con il secondo album "Caesefire" (2005), registrato in collaborazione con un altro sudanese, ma musulmano, Abdel Gadir Salim, Jal esce definitivamente dai confini dell'Africa ed entra nelle case di milioni di americani, grazie alla spinta di ER che inserisce le sue musiche nella puntata finale della serie del 2006 (la dodicesima). Emmanuel capisce che la musica hip hop può veicolare e amplificare il suo messaggio e batte il ferro ancora caldo producendo un pezzo, "50 Cent", in cui esorta il più famoso collega americano ad adottare un lifestyle non violento e che non sia di cattivo esempio per i ragazzi. Dopo la partecipazione al Live 8 in Cornovaglia, Jal è pronto a lavorare a un di disco di respiro ancora più internazionale con "Warchild", album che arriva nei negozi nel 2008 anticipato da un quasi omonimo documentario ("War Child") che vince il prestigioso Tribeca Film Festival.