Emmylou Harris

Emmylou Harris: ultimi video

If I Needed You (From CMT Crossroads)

Video

The Road (From CMT Crossroads)

Video

Orphan Girl (From CMT Crossroads)

Video

Emmylou Harris

Nata nel 1947 in Alabama, la bella Emmylou Harris viene allevata nel North Carolina, dove inizia la sua attività di folk singer e intraprende gli studi universitari. Alla fine degli anni sessanta si sposta a New York per tentare la fortuna suonando nei folk club del Greenwich Village, dove riesce a ricevere attenzione e anche a incidere un LP, a dire il vero poco rappresentativo delle sue effettive qualità (“Gliding Bird”, 1969). Dopo un'esperienza con Gram Parsons nei Flying Burrito Brothers, la cantante comincia a lavorare sulla East Coast con un proprio complesso, la Angelband.
La grande possibilità arriva nel 1975, quando, ottenuto un contratto con la Warner, viene realizzato “Pieces Of The Sky”, che riscuote il plauso della critica e una buona risposta da parte del pubblico. Con il supporto della Hot Band, che raccoglie la crema dei session-man di Los Angeles (James Burton, Glen Hardin, Hank De Vito, Emory Gordy Jr. e John Ware), Emmylou incide successivamente una serie di album di eccellente qualità e di grande successo, da “Elite Hotel” (1975) a “Luxury Liner” (1977) a “Quarter Moon In A Ten Cent Town” (1978). Differenti singoli tratti da questi LP raggiungono peraltro in questi anni le primissime posizioni delle charts statunitensi (“Together Again”, “One Of These Days”, “Sweet Dreams”, “To Daddy”), rendendo il nome dell'artista fra i più conosciuti dell'epoca. Nel 1979, con “Blue Kentucky Girl”, la Harris riceve la consacrazione definitiva venendo premiata con un Grammy Award, mentre l'anno successivo viene distribuito il popolarissimo “Roses In The Snow”.
Dopo una serie di produzioni di qualità decisamente inferiore, si ha un ritorno ai livelli precedenti agli inizi del 1985 con l'uscita di “The Ballad Of Sally Rose”, che vede la partecipazione di Paul Kennerly, autore d'eccezione e suo futuro marito. La nuova fase positiva viene confermata tanto da “Thirteen” (1986) quanto dai successivi “Angel Band” (1987) e “Bluebird” (1988, in cui compaiono brani di John Hiatt e Johnny Cash). Nello stesso periodo viene formato un vero e proprio supergruppo femminile del country-folk, al quale la Harris è chiamata a partecipare, a fianco a fianco con le altrettanto mitiche Dolly Parton e Linda Ronstadt. “The Trio” ottiene, naturalmente, formidabili risultati di vendite, ma rappresenta forse, insieme a “Bluebird” (e unicamente dal punto di vista commerciale) il canto del cigno dell'artista.
Le realizzazioni che seguono, infatti falliscono nel catturare l'attenzione del pubblico, attratta da nuovi personaggi, e mentre diversi album non ottengono l'interesse che meriterebbero, la Warner interrompe nel 1992 un rapporto ormai quasi ventennale.
Nel 1996, tuttavia, si ha un ritorno alla grande dell'artista grazie a un album (“Wrecking Ball”) che si discosta parecchio da quelli precedenti, prodotto da quel geniaccio di Daniel Lanois (noto, oltre per la sua attività di cantautore, per essere da più di dieci anni alla consolle per gli U2). I brani, scritti dallo stesso Lanois, Steve Earl, Anna McGarrigle e Neil Young, vengono incisi con la partecipazione del batterista degli U2 Larry Mullen Jr. Tanta abbondanza di talenti non poteva che essere premiata con un Grammy, che viene consegnato alla vigilia dell'uscita della raccolta “Portraits”. Dopo alcune altre realizzazioni, Emmylou Harris si ripresenta sulle scene nel 2000 con “Red Dirt Girl”.