Erykah Badu

Erykah Badu: ultimi video musicali

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Erykah Badu

La signora del nu soul.
È una che da subito ha cambiato le cose, tanto che si parla di 'baduismo'. Cioè un mix fatto di jazz, R&B, hip hop e classe, classe, classe. Esperienza, emozione, feeling, come afferma lei stessa, qualcosa che attraverso la musica più pura regali energia ed elevi l'anima. Erykah Badu scrive, suona, produce, dirige i suoi video, balla, disegna e, naturalmente canta come non si vedeva da decenni sulla scena del black rhythm. Forse dai tempi di Billie Holiday.
Tutto comincia in Texas
La nostra nasce nel 1972 a Dallas e per onor d'anagrafe si chiama Erica Wright. La madre Kolleen di professione fa l'attrice, la nonna le regala un pianoforte, canta per la prima volta su un palco a 4 anni e scrive la prima canzone a 7: in lei tutto congiura verso la strada dello spettacolo. La leggenda narra che le prime parole cantate furono "Baby, baby, there you are. You're more precious than a star", che la nonna subito corregge in "Jesus, Jesus, there…": la religione in casa Badu è cosa seria. Durante l'adolescenza porta avanti le passioni per il canto, la danza e l'arte, ascoltando tutti i classici R&B anni '60 e '70 e sviluppando un amore viscerale per Thelonious Monk, Sarah Vaughn, Stevie Wonder, Curtis Mayfield, Niecey Williams e Marvin Gaye. Ma non si lascia scappare neanche l'esplosione della cultura hip hop, lasciando sedimentare in lei un background di suoni, groove, ritmi e mood molto eterogenei, che saranno il serbatoio della sua creatività negli anni a venire. E non avrebbe potuto essere altrimenti, perché tra gli ex della Badu figurano due MC di razza come Common e Andre3000 degli Outkast, dal quale l'artista ha avuto pure un figlio.
Frequenta la Booker T. Washington High, scuola d'arte dove studia anche un fenomeno della tromba jazz come Roy Hargrove, e comincia a rappare in un radio show locale, chiamato "Apples"; lei viene soprannominata MC Apple e fa i suoi primi timidi approcci al palcoscenico, davanti a piccole folle di spettatori incantati. Poi decide di fare il salto di qualità e cambia nome nell'esotico-erotico Erykah Badu: "kah" per indicare l'interiorità, "ba-du" in onore dello stile scat dei grandi vocalist jazz, un suono che richiama anche la Madre Africa.

Il talento non può restare nascosto
Dopo l'high school è la volta della Grambling State University in Louisiana, ma dura poco ("La laurea è solo un pezzo di carta", dirà). Decisa a tentare fino in fondo la via della musica, torna a Dallas e si mette a lavorare come cameriera in un caffè e come insegnante di danza e teatro. È di questi tempi (1991) il sodalizio con il cugino Robert "Free" Bradford nell'hip hop duo Erykah Free. Niente male, visto che finiscono per fare da apertura ai migliori nomi della scena hip hop del momento quando passano da Dallas. Dalla vena creativa dei cugini esce una demo di 19 brani che stuzzica l'interesse di alcune major, ma prima che cominci la solita trafila delle audizioni e i tempi lunghi delle grandi label, arriva l'incontro decisivo. È Kedar Massenburg, fresco fondatore della Kedar Entertainment (in joint venture con la Universal), che assiste a un opening della nostra per D'Angelo e intuisce al volo la bomba che si trova tra le mani.
Erykah firma per un singolo e non può essere che una cover di Marvin Gaye, il suo mito, l'artista di cui porta sempre una foto in tasca per non perdere l'ispirazione, perchè in Marvin la musica veniva allo stesso tempo dal cuore e dalla mente. Sarà "Your Precious Love" (remake di un duetto di Gaye con Tammy Tarrell) a segnare l'ingresso in uno studio di registrazione per la prima volta. La data dell'evento? 2 aprile 1994, of course, il giorno di nascita dell'autore di "Sexual Healing".

Mama Afrika
Nel periodo successivo la sua musica e la sua immagine si perfezionano: è la nascita del 'Baduismo'. Oltre al nome, Erykah sottolinea il suon legame con le radici africane attraverso l'abbigliamento: d'ora in poi si farà vedere sul palco, nei video e anche in pubblico con indosso i tradizionali abiti afro (il kanga) rivisitati con stile, i gioielli e il copricapo tipico delle regioni centrali del Continente Nero (l'ankh). Africa significa spiritualità, eleganza, comunicazione diretta con le emozioni, rispetto per tutto ciò che è naturale. Ma anche passione, ritmo e attenzione verso temi impegnati, lontani dalle tipiche lyrics delle soulwoman anni '90. Erykah crea uno stile, un personaggio e una filosofia; dice "Badu è il mio nome, 'izm' è quello che fumi, che ti tira su". 'Baduismo' è: fregatene, rilassati, esprimiti al massimo, ascolta la forza che scorre in te, usa il corpo al 100%, usa la mente al 200%, usa il cuore al 300%, ma soprattutto usali tutti insieme. In campo musicale il Badu-style si traduce in un mood decisamente sophisticated-soul, con trame R&B e venature di cool jazz a sostenere i giochi vocali della principessa. Erykah scrive musiche, testi e coreografie, preparando la svolta nel mondo della canzone soul: travolge i canoni della forma classica e ne fa un'opera totalmente aperta, percorsa da improvvisazioni, in una parola: infinita.

L'esordio col botto
Tutto questo finisce nell'album di debutto, prodotto ancora da Massenburg per la Kedar/Universal nel 1997; il titolo, naturalmente, "Baduizm". Il lavoro è uno degli esordi più brillanti mai visti nel musicbiz: la critica lo acclama come un capolavoro e il pubblico lo premia con tre milioni di copie acquistate, portandolo fino al # 2 delle charts americane (al primo posto nelle classifiche R&B).
Una produzione curatissima, interamente scritto da lei (tranne "4 Leaf Clover") a cui contribuiscono il leggendario bassista Ron Carter e The Roots, il gruppo di innovatori hip hop: incredibile che il controllo artistico sia interamente nelle mani della ventiduenne di Dallas.
L'intro al contrabbasso di "Rimshot", che apre e chiude il disco, è la pacifica dichiarazione di guerra di Erikah Badu nei confronti di tutto il soul finora ascoltato. "On And On" diventa uno dei singoli più ascoltati della primavera-estate '97 e si piazza al #12 delle hit parade Usa, a dimostrare che il talento della Badu non è roba per pochi intenditori, ma ha un respiro universale. Una conferma arriva anche dal successo di "Baduizm" in Europa, Italia compresa. Gli altri singoli saranno "Next Lifetime" e "Apple Tree".

Erykah dal vivo
La silhouette di EB ormai è un marchio riconoscibile e il suo sound rimbomba nei cocktail bar più chic, ma anche nelle discoteche e per le radio. Ma è dal vivo che la Badu dà il meglio: i suoi concerti sono eventi ibridi e entusiasmanti, tra il dancefloor, la visual art, il fashion, il cabaret, la preghiera. Erykah live è seduzione, mistero, magia, classe e ritmo: nel 1998 il tour si trasforma in un disco dal vivo che testimonia la sua capacità di incantare il pubblico, non solo con la musica ma anche con la danza e il teatro. "Live" arriva alla fine del tour a fianco dei Wu Tang Clan, e se qualcuno avesse da dire che un live dopo un solo LP è forse un po' prematuro, l'artista dai copricapo turriti risponde includendo 5 nuovi brani (tra cui "Tyrone" dedicato al suo uomo), vendendo due milioni di esemplari ed entrando sia nella Top Ten Pop che in quella R&B.
Il giorno stesso della release dell'album, Erykah dà alla luce Seven Sirius, partorito secondo la migliore tradizione baduista da sola in casa, assistita dalla madre, dalle sorelle e dal compagno. Perché Seven? "Perché è un numero divino che non può essere diviso".

Baby, I'm a (guest) star
"Baduizm" e "Live" hanno permesso a Erykah di saltare a piè pari tutta la trafila della cantante in cerca di un pubblico e della critica: lei è subito una star, una regina e, cosa ancora più importante e impressionante, un punto di riferimento, corteggiata dai colleghi che farebbero carte false per ospitarla nei loro album. Fioccano, come se ce ne fosse bisogno, anche i riconoscimenti ufficiali: tra 1997 e '99 la nostra colleziona 2 Grammy (Migliore Performance Vocale Femminile R&B e Miglior Album R&B), 3 premi ai Billboard Music Video Awards, poi 2 NAACP Image Awards, 2 Soul Train Lady of Soul Awards, 4 Soul Train Music Awards e decine di nomination per qualsiasi cosa. Per chi non lo sapesse, i suoi video Erykah se li scrive e gira da sola, mettendo i suoi studi di teatro, danza e arte al servizio dell'impegno e della sua filosofia: i risultati sono ottimi, visto che "On and On", "Next Lifetime" e "Other Side of the Game" vincono diversi premi per la loro originalità e l'intensità delle atmosfere.

Mama's Gun
Il 31 ottobre 2000 i tempi sono maturi per l'attesissimo album. In realtà la casa discografica (Motown) premeva da tempo per posizionarlo nei negozi molto prima, ma la Badu non ne ha mai voluto sapere, refrattaria alle regole dello showbiz che obbliga i musicisti a 'creare a contratto'. "Non capiscono che un'artista non è uno che grida a comando, si deve esprimere quando se la sente"; una dichiarazione di puro 'Baduismo'.
"Mama's Gun" è un vero secondo disco, cioè un'evoluzione: 14 tracce ancora più avvolgenti rispetto al disco precedente, cantate, anzi 'performate' con il cuore e con la testa. L'opening ("Penitentiary Philosophy") è una dichiarazione di funk da combattimento della principessa guerriera, con il testo che recita "take all the funky tones and make up a funky song". È un lavoro in cui Erykah, prodotta da Jay Dee e affiancata da grandi musicisti (tra cui Roy Ayers, Stephen Marley, i Roots e il ritrovato Roy Hargrove) sviluppa il suo stile in maniera più semplice ed energica, in cui sui drum loop si innestano archi, flauti, chitarre acustiche. In 72 minuti si alternano inni alla femminilità, critiche agli inganni delle immagini nei confronti della musica, atmosfere da jazz club, soul anni '70, new R&B ed electrofunk. La critica è sempre dalla sua parte, il pubblico anche, seppur meno entusiasta rispetto a 3 anni prima: 1 milione di copie (contro 3 milioni) e la # 11 di Billboard (contro la # 2).
Nei mesi successivi alla release vengono pubblicati due singoli "Didn't Cha Know" e "Bag Lady", che ottengono un buon successo e come da copione fioccano altre nominations (3 Grammy, 1 Soul Train Lady Of Soul).

Di nuovo live
Nel febbraio 2001 torna a suonare dal vivo, la cosa che le piace di più e questa volta si imbarca in un tour mondiale, che la porta anche in Italia nell'estate 2002, dove terrà uno show indimenticabile, con tanto di ironico e lunghissimo strip-tease, in realtà un continuo cambio di vestito, con un indumento che se ne va ad ogni canzone al ritmo dei suoi sensuali groove.
In un altro show, a New York, Erykah termina il set con la provocazione più estrema e 'baduista': si toglie il copricapo, rivelando un arcano che da tempo assillava i suoi fan: la bella Badu ha il cranio completamente rasato!
Alla fine della tournée, la cantautrice torna in studio e raccoglie le suggestioni degli ultimi mesi nell'EP "Worldwide Underground", che esce nel settembre 2003 ed è ancora una volta un successo che le vale quattro nomination ai Grammy. Devono passare quattro anni per ascoltare il nuovo singolo "Honey", alla fine del 2007, anticipazione di "New Amerykah", che arriva sugli scaffali il 26 febbraio 2008, il giorno del suo compleanno.