Faithless

Faithless
  • Dance-Pop, Club/Dance, Electronica, House, Progressive House, Progressive Trance
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Faithless - Not Going Home

Senza saperlo – o forse sì – hanno dato vita al manifesto della musica dance nel mondo, affermando che dio è un dj (“God Is A DJ”).
Il progetto inglese dei Faithless nasce ufficialmente in terra d'Albione intorno alla metà degli anni Novanta ed è composto da Rollo e Sister Bliss. Prima di iniziare la sua avventura con la band Rollo produce, nel 1992, un album di Kristine W., pubblica la club hit "Don't you want me" sotto le mentite spoglie di Felix, e remixa alcuni brani per Pet Shop Boys, Björk e Simply Red.
Sister Bliss invece, fin dall'età età di cinque anni dimostra di essere una talentuosa polistrumentista (violino, sassofono, basso), ma nel 1987 si converte all'acid house, diventando in pochissimo tempo uno dei migliori dj d'Inghilterra e sfornando alcuni singoli di tutto rispetto.
Nonostante i due inizino a collaborare già nel 1993, i Faithless assumono un aspetto più stabile e concreto solo due anni dopo, con l'entrata in formazione di Jamie Catto (ex-vocalist della Big Truth Band), Dave Randall (chitarra) e Maxi Jazz (rapper e dj nei Soul Food Cafe Band).
"Salva Mea", il primo singolo diventa uno dei singoli dance di maggior successo del 1995, mentre l'album d'esordio "Reverence" (uscito nel 1996 su etichetta Cheeky Records, di proprietà dello stesso Rollo), un eclettico mix di house, blues, soul, rap e folk, diventa disco d'oro in 22 paesi. Altrettanto bene vanno singoli come "Insomnia" e la title-track, veri e propri inni che raggiungono quota quattro milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Nel 1998 esce "Sunday 8pm" il secondo album dei Faithless, ristampato anche in versione remix (“Saturday 3am”, 1999), grazie al lavoro di artisti come Nightmare On Wax e Paul Van. Trainato dall'infettivo brano "God Is A DJ" (con cui aprono una trionfale edizione degli MTV Europe Music Awards a Milano), l'LP li consacra definitivamente alle masse.
In breve si dimostrano uno degli outfit dance live più attraenti del globo, esibendosi nei posti più improbabili come il Circolo Polare Artico, le spiagge dorate di Porto Rico o la Turchia, dove sono guardati a vista dalle autorità locali. Da notare che Rollo non sale mai sul palco e lascia lo stage ai suoi colleghi, più avvezzi all'esposizione mediatica, preferendo la familiarità dello studio di registrazione e i computer.
Dopo aver pubblicato “Back To Mine”, a inizio 2001, una raccolta di mix per accompagnare il comedown successivo a una nottata in discoteca, i Faithless (ormai rimasti in tre, vista la dipartita di Catto e Randall, entrambi impegnati in progetti solisti), fanno di nuovo centro con “Outrospective”. L'album di inediti contiene brani di dimensioni epiche come “We Come 1” e “Muhammad Ali” e vede la partecipazione ai vocal di Dido, sorella di Rollo e lanciatissima star del dance-pop inglese (grazie soprattutto all'uso che Eminem ha fatto della sua “Thank You”).
Ormai l'immagine del trio è affidata a Sister Bliss e Maxi Jazz, colti alfieri della dance contemporanea. Enciclopedica nella conoscenza della musica house la prima, riflessivo e buddhista il secondo, contribuiscono a fare dei Faithless uno dei gruppi che non solo fa ballare, ma che riesce a comunicare idee spesso e volentieri di protesta. Basta ascoltare “We Come 1” e il ritornello inneggiante alla pace: “I'm the left eye, you're the right, would it not be madness to fight”.
Non è una coincidenza, infatti, che l'artwork di “Outrospective” sia incentrato sulle lotte studentesche parigine del '68
Dopo la gloria, un po' di sfortuna si abbatte sulle sorti dei Faithless: nel dicembre 2001Maxi viene coinvolto in un incidente d'auto e riporta la frattura del bacino, costringendo il gruppo ad annullare le rimanenti date del tour inglese. Poco dopo è la volta di Randall, che si allontana dal gruppo e fonda una sua band, gli Slovo. Anche Rollo gioca da solo, incidendo per la BBC la sigla delle trasmissioni dedicate ai campionati del mondo di calcio. In compenso però, Dido diventa una star internazionale.
Questa mini diaspora obbligata si traduce in un anno di pausa per la band, che riprende a lavorare al nuovo album a 2003 inoltrato. I primi frutti del come back arrivano il 21 maggio 2004, con la release del singolo "Mass Destruction". È un brano impegnato contro il razzismo e la disinformazione e anticipa di un mese il full lenght "No Roots", 15 pessi divisi in due parti a cui partecipa anche Dido.