Fear Factory

Fear Factory
  • Rock, Industrial, Heavy Metal, Industrial Metal, Alternative Metal, Death Metal/Black Metal
  • Giudizio sul mondo che li circonda: fa schifo. Modo per comunicare il loro punto di vista: una miscela [... altro]

Cyberwaste

Giudizio sul mondo che li circonda: fa schifo.
Modo per comunicare il loro punto di vista: una miscela esplosiva di death metal ed elettronica industriale.
Benvenuti nel mondo dei Fear Factory, band di Los Angeles che nasce nel 1990 e guarda con pessimismo alla moderna società tecnologica. E che per prima impone al mondo l'incontro fra l'hardcore e il sound del panorama industriale (soprattutto utilizzando beat e sintetizzatori). Il risultato diventa un punto di riferimento seminale per numerose band di fine millennio, soprattutto perché riescono a imporre il loro sound presso il grande pubblico, superando d'un balzo le precedenti sperimentazioni di alcune formazioni anni '80.
All'inizio i Fear Factory sono in 3, poi arriva anche un bassista, che così è più semplice costruire una ritmica martellante. Il terzetto originario è formato da Burton C. Bell (voce, ex Hate Face), Dino Cazares (chitarra, ex Douche Lords) e Raymond Herrera (batteria e percussioni). Il bassista è Andrew Shives, che sale a bordo per consentire a Cazares di esibirsi dal vivo suonando solo la chitarra.
La novità del loro sound ci mette poco a colpire le orecchie che contano: dopo aver fornito un paio di brani alla compilation "L.A. Death Metal", quelli di Road Runner li mettono sotto contratto e producono l'album di debutto ("Soul Of A New Machine", 1992).
L'anno successivo un EP dimostra fino a che punto la band intende sperimentare la propria musica: "Fear Is The Mind Killer" prende alcuni brani del disco d'esordio e li affida al remix di Rhys Fulber e Bill Leeb. A Los Angeles nessuno si ricorda che prima di allora sia stato fatto un esperimento simile: la fama dei Fear Factory aumenta.
Il secondo lavoro originale arriva nel 1995, dopo che la formazione è stata aggiornata con la sostituzione del bassista (quello nuovo è Christian Olde Wolbers) e grazie a una stretta collaborazione con i tastieristi Reynor Diego e Rhys Fulber (che già erano andati in tournée con la band). L'album nuovo si intitola "Demanufacture", anch'esso seguito due anni dopo da un remix d'impatto, "Remanufacture (Cloning Technology)".
Nel 1996 il tastierista Reynor Diego viene sostituito da Steve Tushar, mentre i membri del gruppo cominciano a frequentare numerosi progetti paralleli.
È anche per questo, forse, che bisogna aspettare l'estate del 1998 per l'uscita del loro terzo album, "Obsolete". L'attesa viene premiata con il più grande successo mai raggiunto prima dai Fear Factory, che entrano in Top 100 e che aumentano la loro popolarità partecipando ad alcune colonne sonore e all'Ozzyfest tour del 1999.
Il quarto disco arriva nel 2001, si intitola "Digimortal" e conferma la loro popolarità entrando in Top 40. Solo che entro la fine dell'anno i progetti paralleli prendono il sopravvento, soprattutto per il cantante Burton C. Bell e il chitarrista Dino Cazares.
Quando i Fear Factory tornano a lavorare insieme Cazares non è più con loro: il sostituto naturale è Christian Olde Wolbers, fino a quel momento bassista, ma chitarrista nell'animo e nelle dita. Il suo posto in sezione ritmica viene preso da Byron Stroud, ex Strapping Young Lad.
Le rivoluzioni non finiscono qui, però: il nuovo disco del gruppo segna anche l'abbandono di Road Runner in favore di Liquid 8 Records. È questa etichetta a produrre "Archetype", il quinto album dei Fear Factory (senza contare "Concrete", che esce nel 2002 ed è una riedizione del loro demo di debutto, praticamente introvabile fino a quel momento).