Felix da Housecat

Felix da Housecat
  • Club/Dance, Alternative Dance, Electronica, House, Acid House, Neo-Electro, Left-Field House
  • Ha speso la sua giovinezza dalle parti di Chicago con il leggendario Chi-town acid house producer Dj [... altro]

Ha speso la sua giovinezza dalle parti di Chicago con il leggendario Chi-town acid house producer Dj Pierre. Si è presentato al mondo del clubbing USA a soli 15 anni con "Phantasy Girl" (anno di grazia 1987). Ha fatto contenti mamma e papà che non amavano troppo il suo vagabondare notturno per i club finendo i corsi all'Alabama State College. Ma poi è tornato per entrare di diritto nel gotha dei Dj e remixer più cool della scena elettronica.
Felix Stallings Jr. (questo il nome di battesimo prima di diventare Felix Da Housecat) nasce a Detroit nel 1971 ma presto si trasferisce a Park Forrest (sobborghi di Chicago) dove cresce a pane e classici funk degli anni '70. L'influenza del padre saxofonista finisce con la folgorazione sulla strada di Prince & the Revolution e dell'album "Purple Rain". Ma quando Felix veste i panni del tastierista degli Shades Of Blue, tribute band del genietto di Minneapolis, sono ormai gli anni '80 e Chicago è in preda alla house revolution scatenata dagli Hot Mix Dj di Radio Chicago 102.7.
Un amico di scuola lo introduce a quel magico mondo e al mitico Dj Pierre per il quale produce il suo primo singolo "Phantasy Girl". Ma, come si diceva, mamma e papà non sono troppo contenti dello stile di vita del loro precoce ragazzo e lo spediscono nel profondo sud americano per purificarsi con la vita monastica dell'Alabama State College. Esperienza che Felix paragonerà in seguito a un soggiorno in prigione.
Per il momento l'anima del bravo ragazzo prevale, Felix decide di fare contenti i genitori e solo nel 1991 se ne scappa di nuovo a Chicago, si mette a studiare sound engineering al Columbia College e si mantiene lavorando in una pizzeria. Insomma, vita bella dura, se non fosse che la sua fidanzata del tempo lo riporta sui sentieri dell'house. Felix decide che è ora di provare a fare il grande salto, parte per Londra armato del suo box di dischi, fa il giro delle label suonando letteralmente il campanello fino a ritrovarsi con un contratto da firmare sotto la penna. "What's Love About" e "Thee Dawn" seguono immediatamente, permettendo a Felix - finalmente – Da Housecat di tornare negli states con tanti soldi in tasca quanti mai ne aveva visti in vita sua. "By Dawn's Early Light" e "Thee Industry Made Me Do It" cementano la sua popolarità nonostante l'inizio della girandola di nickname (da Aphrohead, a Wonderboy, Rocketmann, Outerrealm, Thee Glitz, Thee Maddkatt Courtship o Sharkimaxx) e preparano l'avvento dell'album di debutto "Alone in the Dark" (firmato proprio Thee Maddkatt Courtship) per la Deep Distraxion.
Intanto era nata la Radikal Fear Records, il nuovo parto della mente fervida di Felix destinata a diventare una tra le label guida del movimento house nel mondo e tra il 1995 e il 1996, dopo "Alone In The Dark", Felix pubblica altri 3 album: "Metropolis Present Day? Thee Album", "Thee Underground Made Me Do It" e "Rocketman". La sua fama ha ormai raggiunto un livello mondiale, ogni sua uscita è un successo assicurato ed è proprio portando in giro per i club il suo "I Know Electrikboy" che inciampa nel più inatteso degli incontri nel più inatteso dei posti. Siamo a Ginevra, Svizzera, anno 1997, subito dopo il concerto Felix conosce Miss Kittin, straordinaria voce di lingua francese. Il mix chimico è immediato e la mattina dopo i due registrano "Madame Hollywood" prologo di "Kittenz and Thee Glitz" (2001), 16 pezzi assemblati con il meglio della nu-electro scene. Il disco guadagna le recensioni adoranti dei magazine specializzati e apre le porte a Felix Da Housecat alle reinterpretazioni più diverse, dai Pet Shop Boys a Kylie Minogue passando anche per Nina Simone, oltre che a "Excursions" e "Bugged Out", doppia uscita di remix tra il 2002 e il 2003.
"Devin Dazzle And The Neon Fever" del 2004 è l'ennesima piroetta della sua carriera, lasciandosi alle spalle la club culture per voltare verso il punk e post new-wave in un disco fortemente autobiografico (Devin è un personaggio immaginario innamorato della nightlife con un amico, Dazzle, che su di lui ha proprio una cattiva influenza) e per una volta tanto suonato con musicisti dal vivo arricchiti dalle voci di cinque donne – The Neon Fever alias Glamarama - che rappresentano cinque diversi tipi di donna.