Field Music

Field Music

Decine di influenze, un solo gruppo.
Terzetto indie-pop, nato dallo stesso magma musicale che ha prodotto i Futureheads e i Maximo Park, i Field Music vantano le influenze più disparate: dai My Bloody Valentine a Stravinsky, da Thelonious Monk ai Neptunes, dall'r&b a Duke Ellington.
Insomma: un parterre che abbraccia una parte considerevole della storia della musica, passando dal pop-rock alternativo alla classica fino al jazz.
Il risultato è un indie-pop-rock che condensa le più interessanti prospettive del panorama contemporaneo made in England, che nel giro di poco tempo trova casa presso l'etichetta megaindipendente Memphis Industries.
Dietro i Field Music ci sono Andrew Moore (tastiere), David Brewis (chitarra) e suo fratello Peter Brewis (batterista, ex Futureheads): sono loro a costituire il nucleo creativo e musicale della formazione nata nel 2004, nella quale transitano occasionalmente un po' di nomi della scena locale.
Nel 2005 i tre sfornano già il loro disco d'esordio: "Field Music" (che da noi arriva all'inizio del 2006), un lavoro di 12 brani in grado di convincere la critica specializzata a pronunciare le fatidiche parole del caso: questa è una band da tenere d'occhio.
Nel 2006 i Music Field tornano alla carica con "Write Your Own History", raccoltone di B-sides e vecchi pezzi, che serve a rendere meno dura l'attesa per il full secondo album. "Tones Of Town", splendida insalata di generi in salsa indie, esce all'inizio del 2007 e potrebbe già essere il canto del cigno del gruppo. Sempre più interessati al mondo del rock pop, inteso in senso lato, i tre inglesi hanno dichiarato che l'etichetta di band indie inizia a pesargli, e che una volta finita la promozione di "Tones Of Town" potrebbero decidere di dedicarsi a nuovi progetti.
La Memphis Industries non conferma né smentisce, e ai fan non resta che incrociare le dita.