Fiona Apple

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Fiona Apple

Cantautrice controcorrente.
Un grande talento, un passato drammatico, un disco d'esordio che la fa diventare "la nuova Tori Amos" (così dice la critica entusiasta): il suo nome è Fiona Apple Maggart, cantante, compositrice e pianista.
La vita comincia sotto ottimi auspici, tanto buoni da non far presagire i futuri tempi bui.
Fiona nasce a New York il 13 settembre 1977 e cresce nell'elegante Upper West Side di Manhattan. I suoi genitori arrivano dal mondo dello spettacolo: papà è l'attore Brandon Maggart, mamma è l'ex cantante e ballerina Diana McAfee.
Insomma: bella casa, bella vita, futuro sereno.
Le cose brutte, però, non tardano.
Quando ha quattro anni i genitori si separano; quando ha dodici anni un uomo rimasto senza volto penetra nel garage di casa e la stupra.
Solo un anno prima Fiona Apple aveva cominciato a scrivere canzoni, facendo tesoro del suo talento e delle lezioni di piano prese dall'età di 8 anni. Per quel che lei si ricorda, la voglia di cantare ce l'ha sempre avuta: così, per il piacere di farlo, senza pensare che possa diventare un lavoro.
E invece un lavoro lo diventa.
Succede tutto per caso: Fiona presta a un'amica una cassetta su cui ha inciso 3 canzoni; l'amica lavora come babysitter per Kathryn Schenker (produttrice di Sting e degli Smashing Pumpkins); l'amica fa ascoltare la cassetta alla Schenker e lei rimane folgorata: il contratto con Sony arriva subito dopo. È il 1995.
Nel 1996 ecco uscire l'album d'esordio, "Tidal".
Fiona compone tutti i brani del disco, spaziando tra pop, jazz, soul e blues; suona il pianoforte e interpreta tutte le canzoni: insomma, c'è il rischio di pagare il prezzo dell'inesperienza e di perdere il controllo della situazione. Invece no: ad appena 18 anni dimostra grande maturità artistica e manda in visibilio pubblico e critica.
Riviste prestigiose come Rolling Stone, Time e il New York Times scomodano paragoni eccellenti (soprattutto accostandola a Tori Amos).
Anche il pubblico fa la sua parte: il tour promozionale va benissimo, a dicembre del 1996 "Tidal" diventa disco d'oro e negli anni successivi raggiunge il triplo disco di platino.
Ci sarebbe di che cavalcare l'onda e consolidare il successo, ma Fiona Apple ha un carattere difficile, è testarda, soprattutto digerisce male le leggi del music business. Anzi, proprio non le digerisce, soprattutto quando vorrebbero trascurare le sue ambizioni di cantautrice e puntare tutto sul farne una sex-symbol: "Non mi sento apprezzata come artista – confessa nel 1997 – quanto piuttosto come un buon prodotto della mia etichetta, che ha creato l'illusione che io fossi bella, ricca e con una vita perfetta".
Nonostante le insoddisfazioni, il 1997 è anche l'anno in cui Fiona Apple conquista un Grammy Award, categoria Best Female Rock Vocal Performance (il brano è "Criminal").
A novembre del 1999 esce il suo secondo lavoro. E già dal titolo si capisce che Fiona Apple continua a essere ai ferri corti con il musicbiz. Le regole del mercato vorrebbero infatti un titolo breve, capace di rimanere nella memoria del pubblico. Lei invece sceglie un titolo chilometrico, un'intera sua poesia: "When The Pawn Hits The Conflicts He Thinks Like A King What He Knows Throws The Blows When He Goes To The Fight And He'll Win The Whole Thing 'Fore He Enters The Ring There's No Body To Batter When Your Mind Is Your Might So When You Go Solo, You Hold Your Own Hand And Remember That Depth Is The Greatest Of Heights And If You Know Where You Stand, Then You Know Where To Land And If You Fall It Won't Matter, 'Cuz You'll Know That You're Right".
Per rendersi la vita più semplice la gente comincia a chiamare il disco "When The Pawn Hits The Conflicts He Thinks" (o anche solo "When The Pawn").
Sia come sia, le reazioni di pubblico e critica confermano molti entusiasmi.
Nel 2002 Fiona Apple torna in studio di registrazione e incide "Extraordinary Machine": il suo terzo album viene però considerato poco vendibile e così Sony blocca la pubblicazione a tempo indeterminato. A metà del 2005 il disco è ancora nel cassetto.