Firewind

Firewind

Metallo a sei corde.
Nati nel 1998, i Firewind sono sostanzialmente la power metal band del chitarrista greco Gus G. (vero nome Kostas Karamitroudis, classe 1980). È lui l'unico centro gravitazionale di un gruppo facile a cambiar formazione nel corso degli anni. Del resto, l'esordio musicale è un demo pensato per mostrare di che pasta è fatto Gus G. in attesa che arrivi un contratto discografico. Con premesse di questo tipo...
Però i Firewind non sono semplicemente la spalla del loro leader.
E allora partiamo dall'inizio: siamo negli Stati Uniti, l'anno è il 1998 e Gus G. chiede ad alcuni amici di aiutarlo a preparare una presentazione coi fiocchi. Nascono così il progetto Firewind e il demo autoprodotto "Nocturnal Symphony". Il ragazzo sa suonare parecchio bene e così il demo fa centro: attira infatti l'attenzione sia di Leviathan Records sia dei gruppi Dream Evil e Mystic Prophecy. Prima che l'etichetta discografica possa impegnare i Firewind in sala di registrazione, Gus G. si ritrova a suonare nei dischi di entrambe le altre band.
Poi ecco l'occasione che Leviathan Records aspettava: nel 2002 produce l'esordio discografico dei Firewind ("Between Heaven And Hell"), affiancando a Gus G. il cantante Stephen Fredrick e il batterista Brian Harris (entrambi ex Kenziner, oltre che protetti del capo di Leviathan). Significa che vengono pensionati il cantante Brandon Pender e il batterista Matt Scurfield, che hanno suonato in "Nocturnal Symphony". Già che ci sono, i Firewind assumono pure il bassista Kostas 'Konstantine' Exarhakis.
Nel 2003 arriva il secondo album della band. Si intitola "Burning Earth", è prodotto ancora da Leviathan e battezza una nuova formazione: le new entry sono il batterista norvegese Stian Kristoffersen e il bassista greco Petros Christodoylidis.
Un nuovo cambio di lineup arriva in occasione del tour promozionale di "Burning Earth": il cantante Stephen Fredrick infatti decide di non impegnarsi così a fondo e lascia il posto al cingalese Chitral 'Chity' Somapala. Non solo: entra stabilmente nella formazione il tastierista Babis Katsionis utilizzato durante i live. Così quando i Firewind ritornano in sala d'incisione sono diventati un quintetto. C'è pure un nuovo contratto discografico con Century Media.
Finisce che dopo aver conquistato una solida fanbase nel panorama underground, i Firewind pubblicano "Forged By Fire" e conquistano l'attenzione dell'intera comunità metal. Che sia la volta buona per stabilizzare la formazione? No: una manciata di mesi dopo l'uscita dell'album il cantante se ne va, seguito poco dopo dal batterista. Gus G. prende al volo l'occasione per accentuare la 'ellenicità' del gruppo grazie all'ingresso di Apollo Papathanasio (voce), tanto che il nuovo batterista (l'inglese Mark Cross) resta l'unico non greco della band.
Non è solo una questione di nazionalità: l'idea è anche quella di stabilizzare i Firewind in modo da farli diventare l'impegno principale di Gus G. Tra le altre cose, questo implica un analogo impegno anche per gli altri membri: per esempio la priorità di Stian Kristoffersen sono i norvegesi Pagan's Mind, dunque non si possono tenere i piedi in due scarpe.
Il nuovo quintetto si rivela stabile e così Century Media può produrre con tutta calma i successivi "Allegiance" (2006) e "The Premonition" (2008). Gli album piacciono, le date in giro per il mondo si susseguono senza sosta e sempre più gente spera che la nuova incarnazione dei Firewind abbia un solido futuro.