Fu Manchu

Fu Manchu

Perché cercare qualcosa di nuovo quando è assodato che il rock migliore è stato quello degli anni Sessanta e Settanta? È il punto di vista dei Fu Manchu, la loro lezione, la loro eredità per i posteri: lo stoner rock è tutto ciò che serve.
I Fu Manchu nascono verso la fine degli anni Ottanta ad Orange County, nella California del surf e del sole perenne. All'inizio, nel 1987, la band si chiama Virulence ed è composta da Ken Pucci (voce), Scott Hill (chitarra), Greg McCaughey (basso) e Ruben Romano (batteria); il loro riferimento musicale è l'hardcore punk. Il primo lavoro ufficiale esce nel 1989 con il titolo "If This Isn't A Dream" per la Alchemy Records. La band dovrà subire delle scosse di assestamento prima di trovare la lineup definitiva: nel 1990 Pucci viene sostituito da Glen Chivens e il nome cambia in Fu Manchu, in onore del personaggio creato da Sax Rohmer a inizio del Novecento, una specie di boss della Chinatown di Londra, protagonista di film, libri e fumetti.
La label Slap A Ham Records si accorge del loro talento energico e li ingaggia per registrare il singolo "Kept Between Trees, un brano che risente ancora delle influenze hardcore della prima ora. Sarà l'ultimo lavoro di genere, perché i Fu Manchu cominciano a esplorare altri territori per dare forma più definitiva al loro sound, cercando soluzioni nell'hard rock dei Sixties e Seventies. I loro riferimenti sono i Black Sabbath, gli Stooges, i Mountains, poi i Cactus, Black Flag e Bl'ast. Si va quindi verso un rock in stile power heavy, con punte di psichedelica e escursioni stoner. McCaughey è in disaccordo con gli altri, ritenendo troppo modaiola questa scelta e lascia il gruppo, sostituito da Mark Abshire. Ma siamo negli anni in cui il revival dello stoner rock e dell'hard la stanno facendo da padrone nell'underground americano, grazie al grunge e ai suoi eroi di Seattle (Nirvana, Pearl Jam e compagnia bella). Molla la presa anche il vocalist e gli altri, esasperati dai continui ostacoli alla produzione di dischi, decidono di non cercare un altro frontman ma di piazzare il microfono davanti al chitarrista Hill, ingaggiando Scott Votaw alla chitarra.
Il 1992 è un anno fortunato, con la realizzazione di tre Ep: "Senioritis", "Pick Up Summer" e "Don't Bother Knockin' (If This Vans Rockin')" che rilanciano i Fu nel giro del rock americano. Ma le tribolazioni continuano, dato che anche Votaw lascia, rimpiazzato da Eddie Glass, batterista degli Olivelawn. Con il grunge al suo top, i Fu Manchu vengono contattati da una major per realizzare un demo in vista del primo Lp; in realtà utilizzano il denaro anticipato per incidere un vero Lp, da distribuire poi autonomamente. Il Cd esce nel 1994, raccogliendo il lavoro dei 4 anni precedenti, con il titolo "No One Rides For Free", pubblicato dalla Bong Load Records, un'etichetta indipendente. I singoli "Superbird" e "Ojo Rojo" sono brani di grande effetto e il circuito del rock di genere incomincia ad apprezzare i furori della band, così i quattro progettano il secondo album; non prima di avere sostituito Mark Abshire con Brad Davis al basso. Nel 1995 esce "Daredevil" (con i singoli "Tilt", "Trapeze Freak" e "Push Button Magic"), seguito un anno dopo da "In Search Of" ("Regal Begal", "Asphalt Risin" e "Neptune's Convoy" sono i singoli estratti), entrambi prodotti dalla Mammoth Records, che segnano una spinta più decisa verso la psichedelica e l'impostazione stoner. I testi risentono della loro cultura californiana 'alternative', e parlano di flipper, videogame, auto veloci, Ufo, Bigfoot e skateboard.
Non c'è mai pace e subito dopo la release se ne vanno anche Romano e Glass, per formare insieme a Abshire i Nebula, band che naturalmente dovrà molto alla lezione dei Fu Manchu; alla batteria arriva Brant Bjork (ex Kyuss), mentre alla chitarra si insedia Bob Balch, andando a formare una lineup un po' più duratura delle altre.
Con un quartetto abbastanza stabile, i Fu Manchu trovano un assetto apprezzabile anche dal vivo e vedono crescere i consensi, grazie ad album sempre attenti a toccare sia le corde dell'heavy che quelle della psichedelia. Nei loro brani si sentono anche le influenze degli Stones, di Jimi Hendrix, dei Led Zeppelin, quasi un compendio del grande rock anni '60. Il 1998 è l'anno di "Return To Earth", una raccolta dei primi singoli, e dell'EP "Eatin' Dust" (dove i FM riprendono vigore), entrambi realizzati per conto dalla Man's Ruin di Frank Kozik. Nel giro di qualche anno i FM diventano un piccolo culto, grazie anche ai live a fianco di Kyuss, Monster Magnet, Marilyn Manson, Clutch, Corrosion of Conformity, White Zombie e altri esponenti di spicco dello stoner americano. Nel frattempo escono "King Of The Road" (2000) e "California Crossing" (2002), album un po' ripetitivi. Altro piccolo ritocco alla lineup nel 2002, con l'ingresso di Scott Reeder, ex batterista dei Sunshine e degli Smile, al posto di Brian Bjork, che segue un suo progetto indipendente. Un live del 2003 celebra le imprese on stage del gruppo ("Go For It…Live!"), mentre l'anno dopo è il turno di "Start The Machine". A inizio 2007 esce "We Must Obey", per la Century Media.