Gabin

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Ovvero: quando un divertissement, inseguendo l'onda dell'emozione, finisce per diventare di più, molto di più.
Il progetto Gabin nasce dall'incontro di un DJ storico di Roma, Filippo Clary, e di un bassista jazz con i gradi della stella internazionale, Max Bottini. Il primo è un habitué di vecchia data dei club della capitale e vanta una parentela pesante (suo fratello Riccardo Clary è il presidente della EMI/Virgin nostrana); il secondo si forma al magistero blues di Roberto Ciotti e poi scorrazza a lungo per la scena jazz e fusion italiana (e non solo).
L'orizzonte in cui i due si muovono nella loro collaborazione, è quello – sterminato – della chill out-lounge, ispirati dall'idea di rompere gli schemi del genere e provare a dire qualcosa di nuovo.
Contaminazione e libertà creativa sono il credo di Clary e Bottini, svezzati dalle molteplici esperienze accumulate negli anni: dagli umori lunatici del dancefloor al confronto con artisti della levatura di John Scofield, Billy Cobham e Dee Dee Bridgewater , con i quali Bottini ha avuto il privilegio di suonare.
Tutto questo caleidoscopio di esperienze converge nello studio (tana e laboratorio) dove i due lavorano; con loro ci sono altri musicisti nomadi e fuori dagli schemi, dal celebratissimo Stefano Di Battista (l'unico italiano nel roster della leggendaria etichetta Blue Note, un'icona del jazz), ad Ana Maria Carril Obiols (ex Mano Negra e P18), a Joseph Fargier, gitano per vocazione e per nascita.
L'ibridazione creativa di sound e ispirazioni diverse genera "Gabin" (2002), un disco che ondeggia su mood mutevoli come le ore del giorno e della notte, ricco di atmosfere sospese e pathos retrò, ritmi in levare e tributi alla migliore house. I vocals sono tutti in francese, come francese è il mood che percorre tutto il disco, riprendendo lo stile della generazione easy listening che a inizio millennio ha conquistato il mondo. Il primo singolo, "La Maison", esce nel 2001. Ma è la maliosa e furbissima "Doo Uap, Doo Uap, Doo Uap" a scandire il ritmo della tarda primavera del 2002 e a lanciare i Gabin, grazie anche a un video cartoon in stile vintage, con chicche sparse qua e là, fra tutte la Citroen Squalo, icona di una generazione di giovani.