Gabrielle

Gabrielle
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Poche cantanti donne inglesi rappresentano così tanto quanto Gabrielle. Dal punto di vista musicale è una cantautrice superpremiata fin dal singolo d'esordio, entrato nelle classifiche direttamente al numero 1, scusate se è poco. Il suo talento riesce a giostrare con abilità tutti i differenti stili musicali che hanno contribuito alla sua formazione.
Il risultato è un ibrido indipendente, ben equilibrato e decisamente accessibile. Pur essendo un'artista black accettata con entusiasmo dal circuito mainstream, Gabrielle non ha mai perso di vista quei fan che hanno reso la sua prima pubblicazione un inno cult dell'underground.
Con 3 album all'attivo, la cantante britannica ha vinto i seguenti premi: 2 Brit Awards, un MOBO, 1 American Music Award. Ma quello che più colpisce sono le sue capacità creative. Come dimostra la sua musica – piena di ottimismo, romanticismo, devozione e un acuto istinto di sopravvivenza – non è possibile arrestare un fiume in piena.
Gabrielle nasce nel quartiere londinese di Hackney, nel 1970. La sua carriera musicale inizia cantando gratis nei club del West End, mentre durante il giorno svolge lavori d'ufficio con contratti a tempo determinato.
L'opportunità di svoltare arriva grazie a un demo di “Dreams”, basato su campioni del brano “Fast Car” di Tracy Chapman e fatto circolare qua e là.
Quando un responsabile dell'ufficio artistico della Go! Beat entra in contatto con il nastro ha una vera folgorazione per Gabrielle e la manda a chiamare per una collaborazione. Il brano viene ri-registrato senza i campioni e - pubblicato nel 1993 - va a finire nel Guinness dei Primati: è il singoli di debutto con la più alta entrata in classifica, inoltre rimarrà ai vertici delle charts per ben 3 settimane, spopolando sia in America che Gran Bretagna. Niente male per una debuttante: il nome di Gabrielle è sulla bocca di tutti. Ma anche la sua immagine è di forte presa, grazie ad uno stile mozzafiato reso ancor più riconoscibile da una pezza sull'occhio ricamata di strass e i riccioli tirabaci alla Josephine Baker.
La neo-star è lanciatissima: in soli tre anni pubblica nove singoli (cinque dei quali nei primi 10 posti delle classifiche) e due album affermandosi come prima vocalist soul in Gran Bretagna. Il suo LP di debutto “Find Your Way”, contiene il fortissimo brano “Going Nowhere” e i successi “I Wish” e “Because of You”.
Ma è la pubblicazione di “Give Me A Little More Time”, brano che rassomiglia a una composizione di Bacharach (tratto dal secondo album intitolato “Gabrielle” del 1996) che conferma il messaggio accennato in “Dreams”. Il sound che caratterizza Gabrielle come artista senza tempo, con tutte le connotazioni del soul classico nonché le influenze del pop britannico dei primi anni '80, è unito alla sua voce evocativa e inconfondibile in un sodalizio pieno di trasporto. Anche il duetto di successo con la boyband East 17 (“If you Ever”) ha un'atmosfera matura. Non sorprende il fatto che poi Gabrielle decida di registrare la cover di “Walk On By” di Dionne Warwick – un brano perfetto per lei.
“La mia nicchia, ammette Gabrielle, è la musica pop con un po' di soul classico. Ho elementi molto soul, anche se non sono sempre evidenti, ma sia che si tratti di pop, soul o rock, ne sono influenzata. Da ragazzina ero una fan del pop: 'Off the Wall' di Michael Jackson, gli Wham!, Adam & the Ants, Diana Ross, Soul II Soul, Lisa Stansfield, Mantronix, Chaka Khan e poi andavo a pescare fra i dischi di mia madre – Marvin Gaye, Barry White, Bobby Womack, Dennis Brown....Cosi ovunque mi vogliate piazzare, piazzatemi là perchè le mie influenze sono molto diverse. Io scrivo e canto quello che mi piace, e poi se piace a qualcuno, allora sono felice.”
Ottimismo è la parola d'ordine di “Rise”, album di inediti pubblicato all'inizio del 2000 e prodotto da Johnny Dollar (Massive Attack). Benchè Gabrielle affronti temi di incertezza personale, auto-commiserazione e il disagio per la mancanza di sentimenti, mantiene la giusta misura – non c' è posto per il melodramma. “Rise” è confessionale senza essere voyeuristico, si spiega senza cadere nell'egocentrismo. È pieno di soul perchè Gabrielle sa che la musica è l'unica evasione di cui abbiamo bisogno – sia che la componiamo, che l'ascoltiamo o entrambe le cose. Di conseguenza “Rise” si dimostra l'album più forte e più completo di Gabrielle, con una lunga serie di hit internazionali - fra cui la title-track, “Sunshine”, “When a Woman” e “Should I Stay” che hanno portato le vendite dell'album oltre i 2 milioni di copie vendute in Europa e aperto la strada al “Greatest Hits” pubblicato a inizio 2002.
Una raccolta completa, un'antologia riassuntiva della sua carriera ma anche un primo sguardo al futuro con alcuni inediti come “Don't Need The sun To Shine (To Make Me Smile)” e “Out of Reach'”, theme-tune del film “Il Diario di Bridget Jones” e straordinario successo radiofonico grazie ad una sapiente miscela di pop e soul. La raccolta entra direttamente alla posizione numero 2 in Inghilterra, vendendo 2 milioni di copie in sole 6 settimane.