Gareth Gates

Gareth Gates
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Unchained Melody

Di 10mila ne rimangono 50, di 50 solo 10. Uno vince, gli altri affondano nell'oblio – di solito: Gareth Gates, sconfitto, fiorisce.
La decimazione di giovani speranzosi, operata dai giudici Simon Cowell, Nicki Chapman, Pete Waterman e Dr Fox, è l'essenza di Pop Idol, programma della tv inglese, stagione 2001/2002, capace di inchiodare davanti allo schermo la nazione intera. Un po' Operazione Trionfo, un po' Saranno Famosi/Amici di Maria De Filippi.
A vincere non è Gareth Gates, ma Will Young, che con la sua versione di "Light My Fire" il 9 febbraio 2002 si aggiudica il duello finale per un pugno di voti. Ma Gareth ha carisma e voce sufficienti per sopravvivere alla debacle e intraprendere la sua strada per il fantasmagorico mondo degli idoli pop: appena concluso il programma, Simon Cowell (che ha bollato l'esibizione di Will Young come "perfettamente mediocre") gli offre un contratto come artista solista.
Nel mercato discografico prosegue, quindi, il dualismo con Will Young: se questi diventa un autentico, travolgente fenomeno di costume, Gareth lo segue a breve, sorprende e convince. I protagonisti indiscussi di Pop Idol si ritroveranno alla fine dell'anno per il singolo "The Long And Winding Road", nel quale duettano amabilmente.
La prima tappa in solitaria di Gareth, obbligata, è la partecipazione a "Pop Idol: Big Band Album": Gareth reinterpreta con il suo stile a la Westlife "Mack The Knife" (composta da Bertold Brecht e Kurt Weill) e "Oh Look At Me Now" (firmata Bushkin/DeVries e cantata in passato da Tommy Dorsey, Frank Sinatra e altri). Ma è "Unchained Melody" dei Righteous Brothers, licenziata come suo primo singolo, che lo scaraventa in vetta alla Top 40 e ne fa il più giovane artista britannico a riuscire in questa impresa.
A luglio esce "Anyone Of Us (Stupid Mistake)", che vende la cifra da infarto di un milione di copie. Al successo commerciale corrisponde anche un mutamento nel cantante, che supera gli impacci e le timidezze iniziali e si scopre sex-symbol dal piglio deciso. Gareth diventa l'oggetto delle brame di tabloid e chiacchiericcio da parrucchiera: gli si attribuiscono flirt a dozzine, si fanno le pulci sulla sua vita mondana e dispendiosa. Tutto fasullo, in buona percentuale; gli unici dati certi sono quelli biografici.
Gareth Paul Gates nasce il 12 luglio 1984 a Bradford e cresce affiancando ad una normale vita di studente adolescente (ragazze, bevute e casino notturno) la passione per chitarra classica, pianoforte e ovviamente canto. Fino al provino di Pop Idol nel 2001, che gli stravolge la vita.
Dopo un tour accompagnato da Zoe Birkett, altra reduce dai magnifici 10 di Pop Idol, esce a fine 2002, giusto in tempo per le strenne natalizie, il disco di debutto "What My Heart Wants To Say". Nel 2003 Gareth, impegnato nel tentativo di rendersi esportabile anche oltre la Manica, intraprende un tour de force promozionale sul continente e pubblica il nuovo singolo "Spirit In The Sky".
Anticipato dal singolo "Sunshine", a settembre esce il secondo LP "Go Your Own Way", un doppio di inediti e cover giocate con sensibilità soul-pop: le qualità di Gareth emergono ancora una volta, ma l'entusiasmo per il musicista sembra calato e il disco non supera la posizione 11 della classifica inglese, scivolando rapidamente fuori dalla Top 25. Il problema pare essere soprattutto d'immagine: Gareth (dopo aver negato per mesi) ha confermato la breve e chiacchierata relazione con la modella Jordan (nota per i topless), consumata appena terminato Pop Idol, e poi ha confessato di essere fidanzato con la ballerina Suzanne Mole. Le fan inglesi non l'hanno presa troppo bene, il disamore in questi casi è solo questione di un gossip di troppo.
A dicembre esce il nuovo singolo, "Say It Isn't So": per Gareth il momento è decisivo.