Gilberto Gil

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Gilberto Gil

Gilberto Gil è puro Brasil
Leader del movimento tropicalia fra il 1967 e il 1968, insieme a Caetano Veloso e Gal Costa, Gil è famoso per essere riuscito a mescolare in maniera del tutto naturale i generi tipici del suo solare paese con gli strumenti propriamente folk e rock. Fondendo samba, salsa e bossa nova con gli stili più moderni e 'occidentali', ha tutti i diritti di essere riconosciuto come uno dei pionieri della world music.
Polistrumentista e cantautore, conosciuto principalmente come chitarrista, in realtà è anche un ottimo batterista, trombettista e fisarmonicista.
Gilberto Passos Gil Moreira nasce a Salvador, il 26 giugno 1942: ha solo tre settimane quando sua madre lo porta nella casa di famiglia in campagna. Trascorre così l'infanzia nella piccola città di Ituaçu, dove comincia a sviluppare uno spiccato talento musicale. I sound della band locale, insieme al suonatore di fisarmonica Cinézio e ai musicisti di strada, portano l'allora bambino di tre anni a parlare di un futuro nel colorato mondo delle sette note. Ascolta con avidità tutte le hit programmate dalle radio di Rio de Janeiro e alcuni dischi preferiti come quelli di Orlando Silva, Bob Nelson e Luiz Gonzaga, che può sentire uscire fuori dai due o tre grammofoni in città.
Nel 1952 viene mandato a Salvador, a studiare insieme alla sorella. Viene accettato al Colégio Dos Irmãos Maristas e quello stesso anno si iscrive all'accademia di fisarmonica (che sa suonare da quando ha otto anni). Il suo universo musicale è ancora quello dei paesini dell'entroterra, ma nella capitale entra in contatto con i ritmi della costa e si lascia ammaliare dalle canzoni di Dorival Caymmi. I nuovi stili provenienti da Rio e il jazz delle big band cominciano a destare il suo crescente interesse. A 18 anni, insieme ad alcuni amici, forma una band, gli Os Desafinados (gli Stonati), dove a turno suona la fisarmonica e il vibrafono. Anche se l'armonia della musica moderna ha già una parte importante nella sua vita, il momento cruciale in cui decide di farla entrare a pieno diritto nel suo repertorio risale a fine anni '50.
È quello il periodo in cui la bossa nova impazza come l'elemento più rivoluzionario della musica brasiliana. Gil ascolta Joao Gilberto alla radio e ne subisce subito il fascino. Abbandona presto la fidata fisarmonica per darsi alla chitarra.
Trascorre la prima parte degli anni '60 a scrivere jingle pubblicitari, a pubblicare qualche singolo e nel 1964 appare su “Nos Por Exemplo”, uno show di bossa nova e canzoni tradizionali brasiliane diretto da Caetano Veloso. Contemporaneamente, è impegnato a frequentare il Master in Economia Aziendale all'Università di Bahia: è proprio in quella scuola, allora in un periodo di effervescenza culturale, che entra in contatto con il professore e compositore H.J. Koellreutter, che gli fa conoscere la musica erudita contemporanea.
Nel 1965 si trasferisce a San Paolo, e dopo aver performato in vari spettacoli, ottiene la sua prima hit quando Elis Regina incide la sua canzone “Louvaçao”. Si comincia quindi ad affermare come autore di canzoni di protesta facendosi un nome tra i brasiliani del movimento tropicalia, che apriva la musica folk tradizionale ad altre influenze. Il successo del singolo “Louvaçao” lo spinge a lasciare il suo promettente lavoro da manager d'impresa e a dedicarsi al 100% alla musica. Spostatosi a Rio insieme alla figlia e alla moglie, e firmato un contratto con la Philips, incide un album di materiale proprio che riprende il titolo del popolare singolo.
Il suo debutto risale al maggio 1967, anno di svolta per la musica popolare brasiliana: con “Domingo No Parque” (una domenica al parco), una canzone di capoeira – arte marziale mista alla danza tipica del suo paese – e “Alegria Alegria” di Caetano Veloso, si hanno i primi segni di un movimento che avrebbe cambiato per sempre la cultura musicale carioca. È nato il tropicalia, che trova nei bahiani Caetano e Gil i suoi alfieri.
La prima vera hit di Gil, comunque, arriva solo nel 1969 con “Aquele Abraco”. La fusione fra bossa nova, samba e altri stili è così rivoluzionaria che spaventa la dittatura militare del paese, che lo fa arrestare. Gil si decide così a espatriare e a stabilirsi in Gran Bretagna (sia lui che Caetano Veloso vengono messi in isolamento mentre le autorità decidono cosa fare dei due!). Dopo tre anni trascorsi in Inghilterra - dove ha l'occasione di lavorare con gruppi come Pink Floyd, Yes, Incredible String Band e Rod Stewart nei club di Londra - ritorna in Brasile nel 1972. Incide “Expresso 2222”, da cui scaturiscono due singoli di successo in patria, “Back In Bahia” e “Oriente”. Dopo aver suonato al Midem Festival, in Francia, nel 1973, registra “Ao Vivo” nel 1974. Un anno più tardi lavora con Jorge Ben per l'album “Gil And Jorge”.
Il 1976 lo vede impegnato in tour con Veloso, Gal Costa e Maria Bethania e in studio per la realizzazione del disco “Doces Bararos”. Per gran parte degli anni Settanta, incide per una varietà di etichette brasiliane fino a che non firma un contratto internazionale con la WEA nel 1977. Nel 1978 si esibisce dal vivo nei college americani e si guadagna un posto d'onore nel mondo jazz con i dischi “Nightingale” (1978) e “Realce” (1979). Pubblica anche un doppio live nel 1978, “Gil In Montreux”, registrato durante le sue performance al famoso festival svizzero di jazz e blues (dove ritorna nel 1982).
Nel 1980, insieme al musicista reggae Jimmy Cliff, si imbarca in un tour del Brasile e la sua cover di “No Woman, No Cry” di Bob Marley, sale fino alla nr. 1 in classifica, vendendo 700 mila copie. L'anno successivo è la volta di “Gente Precisa Ver O Luar”, uno dei suoi album più acclamati. Seguono “Um Banda Um” (1982), “Palco” (1982, che diventa molto popolare nel circuito dance e lo porta a fare un tour negli stadi d'Europa), “Extra” (1983) e “Raca Humana” (1984), quest'ultimo inciso con i Wailers di Bob Marley.
Nel frattempo, negli States, suona in club jazz di medie dimensioni a New York e Los Angeles. La carriera di due decadi è celebrata con l'album “Dia Dorim Noite Neon”, del 1985, e con “Gilberto Gil Em Concerto”, inciso dal vivo a Rio, nel 1987. A inizio anni Novanta continua il suo impegno nelle cause politiche e sociali del suo paese, intrapreso a fine anni Settanta in qualità di portavoce per il movimento black nascente in Brasile. Trova molto supporto per le sue prese di posizione, tanto da essere eletto presidente della Fundaçao Gregorio de Matos (l'istituzione responsabile per le attività culturali e la preservazione dei monumenti storici) della sua Salvador, anche conosciuta come “la Roma nera”. Contemporaneamente diventa membro del consiglio comunale, dove resta in carica fino al 1992.
Proprio quell'anno esce l'album “Parabolicamara” da cui scaturisce il singolo “Madalena”, una delle canzoni più importanti del carnevale di Rio: il disco mette il marchio a 25 anni di successi e non delude le aspettative, quando al concerto gratuito sulla spiaggia di Copacabana si presentano più di 80 mila persone. Poco dopo, tutto il mondo è ai suoi piedi.
Il 1993 vede Gil riunirsi a Caetano Veloso per incidere “Tropicalia 2”, una celebrazione di 5 lustri del genere musicale e dei 30 anni di amicizia dei due grandi musicisti. L'anno dopo registra un album acustico e un Unplugged per MTV, che contengono tracce come “Realce”, “Esoterico”, “Super Homem”, “Expresso 2222”, “Palco and Sitio do Picapau Amarelo”.
Premendo fast forward al nuovo millennio, il 2001 inizia benissimo per Gil: viene insignito di due Latin Grammy Awards - che seguono il primo premio del genere ottenuto nel 1999 con “Quanta Live”, eletto Best World Music Album - per “Music From The Film: Me, You, Them”. Poi, nell'agosto dello stesso anno unisce le proprie forze insieme a quelle di Milton Nascimento per l'album “Gil & Milton”, la prima collaborazione dei due su un LP. Con cinque nuove canzoni scritte appositamente per questo progetto, il disco vede i due leggendari artisti scegliere le canzoni che amano di più suonare, fra cui tracce di Luiz Gonzaga, Jorge Ben e persino George Harrison (“Something”). Unendo due regioni brasiliane molto diverse fra loro e due background altrettanto diversi – le influenze afro-caraibiche di Gil con le connessioni latino-americane di Nascimento – “Gil & Milton” mette insieme due mostri sacri della musica per una registrazione che sa indiscutibilmente di classico.
A tutto ciò aggiungiamo il fatto che è stato insignito Cavaliere delle Arti e delle Lettere dal ministro della cultura francese, Jack Lang, che ha vinto lo Shell e lo Sharp Prize, oltre a un Cruz da Ordem de Rio Branco in patria per gli straordinari successi della sua carriera…
Insomma, Gilberto Gil è uno dei grandi della musica contemporanea.