Goldfrapp

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Goldfrapp

La colonna sonora del ventunesimo secolo. Ultraterreni, sensuali, dark e cinematografici, i Goldfrapp sono il duo inglese con la predilezione per vocal eterei e incantatori e tappeti di elettronica.
Alison Goldfrapp nasce a Bath, tra campagna e paesaggi suburbani, cresce tra le suore e i "Carmina Burana" di suo padre (a cui preferisce Top Of The Pop) e poi si trasferisce in uno squat a Londra: una formazione schizofrenica che la porta prima in Belgio, a cantare per una band dance e quindi di nuovo in UK, dove presta al sua voce a Tricky ("Maxinquaye"), Orbital ("Snivilisation") e al debutto degli Add N To X ("Avant Hard"). Intanto su un altro binario Will Gregor cresce tra la musica classica e i Beatles di suo padre, un corista di Covent Garden, e poi vola in America per suonare il sax e poi per comporre musice da film (la più celebre quella per il film sugli hooligan "ID" degli anni Novanta). I due hanno lo stesso approccio cinematico alla composizione, ed è quasi inevitabile che Alison un giorno decida di mandare a Will l'abbozzo di quello che diventerà "Human": Will lo ascolta, capisce subito che c'è un legame, invita Alison a lavorare con lui.
È il 1999, passano alcuni mesi di telefonate sulle due coste dell'oceano e poi i due formano i Goldfrapp, firmano per la Mute Records e scappano in un cottage nel Wiltshire per lavorare a "Felt Mountain": concepito tra insetti e topi di campagna, il disco è un capolavoro di utopia e amore, fantasmi e fascino, immagini e sonorià contemporanee. Trainato dai singoli "Utopia" e "Human" vende mezzo milione di copie e gli addetti ai lavori capiscono di essere al cospetto di una donna mercuriana, intelligente, eloquente e affascinante. La prima, dopo troppo tempo, a emergere dal Brit Pop.
Tre anni, molti live, qualche dj set e un periodo di reclusione creativa a Bath dopo, i Goldfrapp tornano a far parlare di sé con una virata totale: dal dark sensuale di "Felt Mountain" alla frenesia vivace e metropolitana di "Black Cherry": saccheggiato dal mondo della pubblicità ("Strict Machine", "Twist" e la title track) e dai dancefloor (la danzereccia "Train" è "Fever" di Kylie Minogue in versione V.M. 18) l'album proietta la nuova diva new wave in una megatour accanto ai redivivi Duran Duran. Show sofisticati, elaborati e sensuali che rimangono nel doppio DVD live "Wonderful Electric". Un trionfo.
Ma il duo più glamour della scena inglese non si accontenta di sedersi e cominciare a incassare e non appena rientra in studio di registrazione comincia a pensare a una nuova piroetta di stile: Agosto 2005 è la data di apparizione di "Supernature". La dance è entrata nelle loro vene, ma sporcata di un glam e di un rock ("Ooh La La" è il primo pezzo di Goldfrapp a prevedere una chitarra elettrica) che fanno impazzire i fan fino a portare "Supernature" al disco di platino e al milione di copie vendute. A settembre 2006 i Goldfrapp pubblicano anche una versione limitata di remix intitolata "We Are Glitter" con brani da "Supernature", una versione firmata Flaming Lips di "Satin Chic" e una cover di "Boys Will Be Boys" di The Ordinary Boys. In contemporanea a questo cadeaux il duo si rimette a scrivere, rifugiandosi come sempre a Bath: il risultato di un difficile inverno di pensieri e di esaltanti session primaverili in studio è "Seventh Tree" quarto album di Goldfrapp che esce a febbraio del 2008.