Goo Goo Dolls

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Goo Goo Dolls

Un puro caso di riscatto.
Inizialmente snobbati da critica e pubblico perché visti come una brutta copia dei Replacements, i Goo Goo Dolls si sono affermati nel 1998 (più di dieci anni dopo il loro esordio) come una delle band pop-rock americane di maggior impatto. E per farlo è bastato loro un singolo, “Iris”, struggente colonna sonora di “City of Angels”, il fortunato film con Nicolas Cage e Meg Ryan. In un botto solo sono riusciti ad ottenere airplay radiofonico, televisivo e cinematografico.
Il loro sound dopotutto si era evoluto negli anni in qualità e accessibilità, e i media di fine '90 erano diventati più ricettivi nei confronti di quello che un decennio prima avrebbero condannato come semplice power pop collegiale.
Un sogno per qualsiasi gruppo e, soprattutto, per qualsiasi casa discografica.
I Goo Goo Dolls si formano nel 1986 a Buffalo, grazie alla volontà di Johnny Rzeznik (voce e chitarra), Robby Takac (basso e voce) e George Tutuska (batteria). Inizialmente si fanno chiamare Sex Maggots (vermi del sesso) ma poi passano al nome attuale grazie a un annuncio trovato nella rivista True Detective, su sollecitazione del proprietario di un locale. Fanno i primi passi come cover band ispirata dal rock&roll classico e dal power pop, ma presto cominciano a scrivere le proprie canzoni. I primi accordi ricordano i Replacements delle origini (cosa che peserà molto sui loro primi anni di carriera), con forti tendenze alle strutture punkettare ma con un twist melodico.
Quel sound è la ragione per cui la band attrae l'attenzione dell'etichetta Metal Blade, che fa uscire il disco d'esordio nel 1987 (conosciuto come “First Release” o “The Goo Goo Dolls”). Due anni più tardi, il follow-up, “Jed”, continua su quella falsariga, ma il primo accenno di successo arriva solo con “Hold Me Up”, del 1990, un album power pop sfacciatamente ispirato ai Replacements.
Nel 1993, “Superstar Car Wash”, apre loro le strade del meritato riconoscimento artistico: è un lavoro di pop-rock finemente orchestrato e il singolo trainante, "We Are The Normal”, viene co-scritto (sorpresa!) con il frontman dei Replacements, Paul Westerberg. L'LP non ottiene comunque un grande riscontro commerciale: per questo devono aspettare il 1995, con “A Boy Named Goo”, quando una radio rock di LA mette in rotazione il pezzo acustico “Name”. La canzone viene pubblicata come singolo e entra in Top 5 a fine anno. Poco dopo, l'album realizza vendite di platino.
Sfortunatamente il batterista Tutuska non può godere di tutta questa popolarità, visto che abbandona la band prima della release dell'album e viene sostituito da Mike Malinin, ex-Minor Threat.
Non soddisfatti dell'accordo per le royalty firmato con la Metal Blade, la band ingaggia una battaglia legale che la porta poi a mettersi sotto contratto con la Warner. Segue un periodo di profonda crisi, che fa quasi presagire allo scioglimento: ma Rzeznik riesce a superare il famigerato blocco dello scrittore mettendo mano a “Iris”, che si rivela la loro più grande hit. Il pezzo, incluso nella colonna sonora del blockbuster romantico “City Of Angels” (1998), diventa un favorito delle radio di tutto il mondo anche se non viene mai pubblicato come singolo. Per un anno rimane nella BillBoard Airplay chart (la classifica ufficiale americana della rotazione in radio), dove soggiorna al #1 per 18 stupefacenti settimane, e viene candidato a tre Grammy Award.
L'album che segue, “Dizzy Up The Girl”, pubblicato nel settembre 1998 proprio mentre “Iris” era al massimo della fama planetaria, vende più di tre milioni di copie. Il sound pulito ed elegante completa la trasformazione del gruppo in pop-rocker mainstream che, per caso, avevano radici alternative. Il disco produce altri successi come “Slide”, “Dizzy” e “Black Balloon” (anch'esso nominato ai Grammy). I tre si mettono subito in tour per promuovere l'uscita e rimangono on the road per due anni consecutivi.
Non contenti di riposare sugli allori, dopo sei mesi di silenzio ritornano nel 2001 con un album dal titolo molto significativo, “What I Learned About Ego, Opinion, Art & Commerce”, una collezione di 22 brani che ripercorrono la storia di Rzeznik & co. prima dell'avvento di “Iris”.
Nell'autunno di quell'anno cominciano a lavorare al nuovo LP, insieme al produttore Rob Cavallo (già con loro in “Dizzy Up The Girl”). Equipaggiati con una serie di strumenti vintage e rinchiusi nei leggendari Capitol Records Studios di Hollywood (che per l'occasione addobbano con drappi di velluto e targhe in onore di Frank Sinatra e di tutti i grandi che avevano inciso lì prima di loro) i Goo Goo Dolls trovano l'ispirazione perfetta per un altro successo.
La grande sfida è quella di creare un tipo di musica che prenda le mosse dalla produzione passata ma riesca anche a superarla. Il tutto si materializza in “Gutterflower”, dodici tracce trasudanti di quell'energia e quell'impatto emotivo che è sempre stato alla base del rock'n'roll più genuino.
Pubblicato nella primavera 2002, l'LP racchiude esperienze di tre anni sull'amicizia, l'amore e la lealtà e porta i Goo di nuovo – e ovviamente – alla ribalta della scena internazionale, oltre che a portarli on the road per un tour internazionale.