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Gorillaz

La prima band virtuale nella storia della musica.
Il progetto Gorillaz nasce dalla collaborazione di tre fervide menti: il produttore rap di San Francisco Dan 'The Automator' Nakamura, il cantante dei Blur Damon Albarn e il fumettista Jamie Hewlett, autore del cult Tank Girl.
Nel 1998 Damon e Jamie si trovano a condividere un appartamento a Londra e tra i due nasce l'idea di creare una band virtuale, o meglio, una cartoon-band: Hewlett ci mette la sua creatività visiva, Albarn e Nakamura (e per le primissime registrazioni anche Del Tha Funkee Homosapien) le loro esperienze musicali, che mescolandosi fra loro danno vita ad un originale mix di pop, rap ed elettronica.
Nascono così i Gorillaz, quattro musicisti-cartoon dall'aspetto dark-horror. 2D, il tastierista cantante che ha perso gli occhi. Murdoc Niccals, bassista satanico e patito dei Black Sabbath, nonché mente musicale del gruppo. Il batterista Russel Hobbs, originario di New York e posseduto da strani 'funkyphantoms' che gli fanno recitare dei versi rap da zombie. Infine, Noodle, una virtuosa chitarrista giapponese di soli 10 anni.
Il gruppo esordisce - avvolto nel mistero - all'inizio nel tardo 2000 con l'EP "Tomorrow Comes Today", inno di quell'inedito mix tra zombie hip hop e dark pop, termini che loro stessi hanno coniato per definire la propria musica. Nel marzo dell'anno successivo arriva il primo e omonimo disco. Il singolo che ne accompagna l'uscita, "Clint Eastwood", si rivela una hit di grandissimo successo, grazie all'accostamento di melodie da musical anni Trenta cantate da 2D a cui si sovrappone il rap demoniaco di Russel. Al disco partecipano numerosi musicisti, che fanno dei Gorillaz una sorta di side-project trasversale che tocca ogni genere e ogni epoca musicale: trovano infatti spazio, tra gli altri, Chris Frantz e Tina Weymouth, ex Talking Heads, Miho Hatori dei Cibo Matto e Ibrahim Ferrer dei Buena Vista Social Club.
La band si diverte a giocare confondendo realtà e fantasia, e il debutto dal vivo ne è la riprova più divertente: al club The Scala di Londra i Gorillaz si esibiscono dietro a un telone bianco, rivelando solo le proprie sagome. Gli MTV Europe Music Awards dell'autunno 2001, dove i Gorillaz vincono nelle categorie Best Song e Best Dance, sono l'occasione per smarcherarsi: Damon Albarn sale infatti sul palco per ritirare i premi.
Nella primavera del 2002 la band pubblica un disco di remix, b-side e video, "G-Sides", poi l'album di remix "Laika Come Home" e il DVD "Phase One: Celebrity Take Down". Dopodiché, ognuno per la sua strada (anche perché intano il progetto di fare un film è andato a rotoli): Albarn dai suoi Blur, Hewlett alle sue tavole e Nakamura a fare il produttore.
Il progetto Gorillaz riapre i battenti nel 2004 per un nuovo disco. A Dan 'The Automator' Nakamura subentra il produttore DJ Danger Mouse e il gruppo si riunisce nel proprio Kong Studio in Essex. Le collaborazioni sono ancora tante ed eccellenti: da Neneh Cherry all'attore Dennis Hopper, dai Roots Manuva ai De La Soul. Il disco, intitolato "Demon Days", esce nel maggio del 2005, preceduto di poche settimane dal singolo "Feel Good Inc.". A settembre la band regala la canzone "Hong Kong" alla compilation di beneficenza "Help: A Day In The Life". Agli MTV EMA di fine anno invece sperimenta un'esibizione live con gli ologrammi dei 4 sul palco, ripetuta anche nel 2006 ai Grammy: si pensa di farci addirittura un tour mondiale nel 2007/2008, ma i costi si rivelano troppo alti.
Nel 2006 esce il DVD "The Phase Two: Slowboat To Hades", seguito dalla biografia ufficiale illustrata Rise Of The Ogre. A fine 2007 tocca a "D-Sides", che raccoglie in 2 CD remix e b-side, e intanto riprende quota il progetto del film, in teoria accompagnato da una soundtrack composta da Albarn. In attesa del film arriva perlomeno il documentario, "Bananaz" (2008), che racconta i dietro le quinte dei Gorillaz dal 2000 al 2006.