Grandaddy

Grandaddy

Lampi di genialità e sperimentazione, immediatezza pop e psichedelia: i Grandaddy sono una delle più interessanti e originali formazioni dell'indie-rock statunitense a cavallo tra anni '90 e nuovo millennio.
La band nasce a Modesto, cittadina californiana, nel 1992 per mano del cantante, chitarrista e tastierista Jason Lytle, il bassista Kevin Garcia e il batterista Aaron Burtch. Gli esordi, con il mini-album autoprodotto e stampato in sole 200 copie "Complex Party Come Along Theories", sono all'insegna di un indie-rock grezzo e vibrante, sulla scia di gruppi come Pixies e Yo La Tengo.
Con il successivo ingresso del chitarrista Jim Fairchild e del tastierista Tim Dryden il sound del gruppo sembra però espandersi verso territori più complessi, che uniscono a una base marcatamente lo-fi (in molti li paragonano ai Pavement) e indie-rock, una più complessa ricerca della melodia e della sperimentazione, come dimostrano l'EP del 1997 "A Pretty Mess By This One Band" e soprattutto l'album "Under The Western Freeway".
Pubblicato anch'esso nel 1997 sotto la label indipendente Will Records, viene ristampato e ridistribuito l'anno seguente dalla V2: acclamato ovunque dalla critica (il singolo "Summer Here Kids" si aggiudica il riconoscimento di Single Of The Week sull'influente NME), è una piccola perla di indie-rock a stelle e strisce, che proietta immediatamente i Grandaddy tra le band di culto del momento. Il meglio, però, deve ancora arrivare.
La raccolta di b-side e materiale precedentemente pubblicato su piccola scala "Broken Down Comforter Collection" e l'EP "Signal To Snow Ratio", anticipano infatti "Sophtware Slump", dato alle stampe nel 2000 e unanimemente considerato come un capolavoro. Il sapiente connubio tra pop-rock, sonorità lo-fi e psichedelia, raggiunge qui il suo apice, in un album che è una sorta di manifesto anti-tecnologico (c'è chi tira in ballo anche "Ok Computer" dei Radiohead) a difesa della sensibilità umana contro il gelido rigore delle macchine.
Ormai eletti da critica e pubblico ad alfieri della sperimentazione e del rock di culto, Lytle e compagni si ripresentano al pubblico nel 2002 con un'altra raccolta di materiale raro pubblicato ai tempi degli esordi, "Concrete Dunes", a cui seguono, durante l'anno successivo, l'EP "Floating Debris" e l'album "Sumday". Quest'ultimo, se ripropone con forza il tema tecnologia/uomo e sebbene sia un ottimo disco, non raggiunge le vette di genialità toccate da "Sophtware Slump", facendo storcere un po' il naso ai fan della prima ora, che li accusano di aver accantonato il lato più sperimentale.
Nel settembre del 2005 esce il concept-EP "Diary Of Todd Zilla", poi, durante le registrazioni del nuovo disco e in modo del tutto inaspettato, Lytle annuncia lo scioglimento della band. "Just Like The Fambly Cat", il canto del cigno del gruppo, viene comunque portato a termine e pubblicato nel maggio 2006.