Handsome Furs

Handsome Furs
  • Rarefatto indie rock. Durante il freddo inverno di Montreal del 2006 un'idea balena nella testa di una [... altro]

Repatriated (cover art video)

Rarefatto indie rock.
Durante il freddo inverno di Montreal del 2006 un'idea balena nella testa di una coppia di artisti e fidanzati: suonare insieme e fare un indie rock unico. Il duo in questione è composto dalla scrittrice Alexei Perry e da Dan Boeckner, cantante e chitarrista dei Wolf Parade e prima anche degli Atlas Strategic. Quando iniziano a suonare insieme quello che ne esce è un sound minimale, nato con lo scopo di essere il più ripetitivo e rarefatto possibile, e creato utilizzando solo voce, chitarra e una drum machine. Non resta che trovare un monile: in quel periodo la ragazza sta scrivendo un romanzo, Handsome Furs, titolo che viene subito preso per lo scopo.
Ancora prima di aver registrato qualsiasi cosa, la band firma con la label Subpop e gira l'Europa dividendo il palco con Paavoharju, Islaja, David Cross e Modest Mouse. Alla fine del 2006 il duo entra per la prima volta insieme nello studio di registrazione dei Wolf Parade e nel 2007 danno alle stampe il risultato di tanto lavoro. "Plague Park" è un disco malinconico e profondo di rarefatto indie rock che riscuote ovunque un grande successo, come anche il relativo tour seguente.
Dopo un piccolo periodo di pausa la coppia si rimette al lavoro e già a dicembre del 2007 annuncia che è in lavorazione la sua seconda prova discografica. Al ritorno da alcuni live a Mosca la band aveva in mente di fare un EP, ma si rende ben presto conto che la quantità di materiale che hanno pronto è tale che un EP non sarebbe mai bastato. Iniziano così i lavori di "Face Control" la cui uscita è prevista per la fine del 2008 e che, a detta della coppia, avrà un suono molto più rock del disco precedente.
Il 30 giugno 2011 arriva il terzo disco, "Sound Kapital", votato ad un sound anni '80 pieno di synth e tastiere.
Scritto per la prima volta solo con l'ausilio delle tastiere, sicuramente più comode on the road e ottima alternativa per le sperimentazioni di Dan lontano dalla sua chitarra, questo nuovo lavoro risulta essere più immediato dei precedenti, giusto compromesso tra i prodotti più ostili di Fad Gadget e dei Suicide e le memorie melodiche dei primi OMD e Depeche Mode. Esperienze, suoni e sapori di varie culture vissute sulla propria pelle, condensate in un disco da ascoltare e ballare.