Heavy Trash

Heavy Trash

A volte ritornano. E quando torna il re, evviva il re. Jon Spencer, il debosciato del rock, il detonatore della no wave newyorkese degli anni Ottanta, il demiurgo della scena indie degli ultimi trent'anni torna con un nuovo dirompente e debordante act: Heavy Trash. Con lui un altro bello e dannato del rock'n'roll, Matt Verta-Ray, la voce delle murder ballads e delle death songs profonde e desolate che incidono il paesaggio morale USA.
Jon Spencer è per eccellenza il reietto della cultura contemporanea: eterno studente di semiologia alla Brown University, leader indiscusso dei Pussy Galore, inseminatore dei Boss Hog, la miccia dei mitici Jon Spencer Blues Explosion.
Matt Verta-Ray è il particolato della tradizione americana, già con Madder Rose e poi con leader degli Speedball Baby. Jon e Matt hanno acceso i fari di una Cadillac psichedelica e sono partiti alla ricerca del peccato originale del blues: in studio e live Heavy Trash è un act primitivo e travolgente, alcolico e velenoso come solo Jon e Matt sanno essere.
Qualche pillola di eterna giovinezza (la compilation del 2005 "Keep Cool Stay Crunchy" per la label danese Crunchy Frogh in compagnia tra gli altri di The Raveonettes) e poi l'esordio omonimo nello stesso anno e con la stessa label: "Heavy Trash", tredici pezzi immaginati, scritti, composti, suonati e prodotti da Jon Spencer e Matt Verta-Ray.
Due anni dopo ecco "Going Way Out With Heavy Trash", carillon rotto per i nostalgici del country-blues elettrificato per il quale Jon e Matt reclutano nientemeno che i canadesi Sadies, proprio gli orfani di Neko Case: altri tredici pezzi tra i quali si aggirano i fantasmi del rock'n'roll anni cinquanta, ma rivisto con il carico di tutti i suoi successivi peccati.