Hot Hot Heat

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Hot Hot Heat

1999, Victoria, British Columbia, Canada: un posto improbabile per fare rock. Eppure.
Il primo nucleo degli Hot Hot Heat è formato dal batterista Paul Hawley e dal bassista Dustin Hawthorne e suona synth-punk rumorosissimo: niente a che vedere con il pop-rock ballabile che verrà. L'innesto del cantante Steve Bays porta qualcosa di speciale: tutti hanno girato svariate band dalla vita breve, ma stavolta l'alchimia creativa sembra davvero quella giusta.
Gli Hot Hot Heat iniziano a suonare nella scena locale, piazzando pacchi di demo. Alti e bassi, EP e singoli (raccolti poi in "Scenes One Through Thirteen" del 2002) indipendenti, portano al 2001, quando l'innesto del chitarrista Dante DeCaro fa cambiare connotati al sound: il punk si stempera in alt-rock e melodia pop. E Steve scopre di saper fare qualcosa di più che cantare fuoritono.
Ci vogliono sei mesi di lavoro per reinventarsi e per elaborare testi cinici, ironici, intensi, poi gli Hot Hot Heat riprendono ad esibirsi nei dintorni, spingendosi fino a Seattle. Nella primavera del 2002 esce per la Sub Pop l'EP "Knock Knock Knock" (prodotto in parte da Chris Walla dei Death Cab For Cutie), poi, dopo una serie di concerti, la band si chiude nei Mushroom Studios di Vancouver con il produttore Jack Endino (quello di "Bleach" dei Nirvana): sei giorni dopo "Make Up The Breakdown" è pronto e viene pubblicato a fine anno.
Il singolo "Bandages" esce a marzo del 2003 e la stampa specializzata spreca paragoni con Clash, XTC, Talking Heads, Cure; il momento – con l'enfasi che circonda White Stripes, Strokes e altre band di rock vintage – è favorevole agli Hot Hot Heat e il loro album viene esportato in Europa e in Italia.
Stesso destino tocca a "Elevator": pubblicato nell'aprile del 2005, il disco riporta gli HHH sulla bocca del mondo indie e rilancia il sound fresco e godibilissimo dei canadesi d'assalto! E sulla bocca di tutti ci rimangono anche con il nuovo capitolo discografico: cambio di etichetta e felicità limitata, esce nel 2008 per Roadrunner "Happiness Ltd." disco che cerca di attirare nuovi fans con un suono ricercatamente più pop, ma allo stesso tempo conferma la band come una delle formazioni dominanti della scena indie mondiale. Nel bene e nel male il disco provoca reazioni da parte di critica e pubblico: certo è che per i 4 canadesi la cosa importante è rimanere sempre hot.