IAM

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  • Rap, Hip-Hop, Foreign Language Rap
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Da Marsiglia con furore!
La città francese, crogiuolo di razze e culture, ha sfornato alla fine degli anni Ottanta il gruppo hip-hop più importante della nazione, capace di guadagnarsi il rispetto e l'ammirazione dei nonni a stelle e strisce. Il suo nome? IAM (Impérial Asiatic Men), mélange a base di Francia, Africa e un pizzico d'Italia.
Comincia tutto nel 1989 e grazie a Philippe Fragione, conosciuto anche col nome di Akhenaton. È lui che nel giro di poco tempo riesce ad aggregare un sestetto di tutto rispetto: Eric Mazel (DJ Khéops), Geoffroy Mussard (Shurik'N), Pascal Perez (Imhotep), François Mendy (Kephren) e Malek Brahimi (Freeman).
L'esordio del gruppo fa parte della leggenda: negli ultimi mesi del 1989 si chiudono nello studio casalingo dei Massilia Sound System, gran nome del panorama rap francese. Non hanno un soldo, nemmeno una prospettiva di guadagno, ma la passione bilancia il dissesto economico: il risultato è un nastro intitolato "Concept", un esito musicalmente sorprendente, anche in considerazione del budget nullo. In esso c'è già tutto il senso della loro musica: contaminazioni culturali, testi forti e polemici, un pizzico d'epica, una manciata di humour e la tendenza a mettere il tutto in una prospettiva che risente della fascinazione per i faraoni egizi.
Nel 1991 arriva la conferma che il gruppo non è destinato a scomparire nella selva di coloro che ci provano ma non ci riescono: la divisione francese di Virgin pubblica l'album che segna l'esordio ufficiale degli IAM ("De La Planéte Mars"). Si tratta di un disco rivoluzionario per quanto riguarda il panorama francese, soprattutto perché dimostra che il gruppo ha tutte le carte in regola per reggere la lunghezza di un album intero senza perdere tono ed energia. Pubblico e critica al di fuori dell'underground marsigliese tendono le orecchie e capiscono che qualcosa di buono si sta muovendo da quelle parti. Ma, come si dice, il vero talento lo misuri in base al secondo album.
Passano due anni e la conferma tanto attesa arriva col botto: l'album doppio "Ombre Est Lumiére" (1993) consacra gli IAM presso il pubblico francese, soprattutto grazie ai singoli "Le Feu" e "Je Danse La Mia" (il primo brano rap a conquistare la posizione #1 nelle classifiche francesi). Pubblicato più tardi anche negli Usa, "Ombre Est Lumiére" consente anche ai grandi padri del rap e dell'hip-hop di apprezzare le qualità del sestetto francese, tanto da procurare loro special guest d'eccezione per la prima release del nuovo millennio.
Prima di questo, però, la strada è ancora lunga, sebbene piena di successi: nel 1995 l'album "Métèque Et Mat" e le Victoires del la Musique consacrano gli IAM gruppo dell'anno, mentre ognuno dei suoi membri comincia a portare avanti alcuni progetti solisti. Nel 1997 "L' Ecole Du Micro D'Argent" segna l'ambizioso traguardo di un lungo lavoro in studio (in parte svolto a New York nell'estate del 1996, quando il gruppo ha modo di confrontarsi direttamente con alcuni mostri sacri del panorama a stelle e strisce, come ad esempio i Wu-Tang Clan). Il risultato è un album che segna l'apice della fama degli IAM e che, con il brano "Demain C'Est Loin", marca uno dei momenti più alti del giovane rap francese (persino gli statunitensi rimangono colpiti da questo lavoro).
Negli anni che seguono i membri del gruppo si concentrano maggiormente sui rispettivi progetti solisti, ma nel 2002 rieccoli in piena forma a lavorare insieme su un nuovo album. "Revoir Un Printemps" esce nel 2003 e vanta gente come Method Man e Redman in qualità di special guest: i sei marsigliesi sono ormai a tutti gli effetti un punto fermo nel panorama hip-hop mondiale.