Il Volo

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Ci sono storie che assomigliano a una favola e favole che sono destinate a fare la Storia.
Per Ignazio Boschetto (bolognese di nascita residente a Marsala), Piero Barone (agrigentino doc) e Gianluca Ginoble (abruzzese di Atri e residente a Roseto) parlano innanzitutto i fatti, non le parole o le suggestioni.
Prima ancora di spalancare le ali con il disco d'esordio, Il Volo ha incantato, commosso, esaltato e stabilito una mirabile serie di record, impensabile per tre quindicenni: primi italiani nella storia a essere messi sotto contratto da una major americana (hanno firmato un contratto con la Geffen, etichetta del gruppo Universal America); unici italiani invitati a We Are The World for Haiti, accanto a 80 stelle internazionali tra cui Celine Dion, Bono, Lady Gaga, Carlos Santana, Barbra Streisand, Enrique Iglesias, Usher, Natalie Cole, Will.I.Am dei Black Eyed Peas; nonché superospiti del festival di Sanremo, dove hanno cantato davanti alla regina Rania di Giordania. E adesso un cd che esce in tutto il mondo e che li consacrerà, c'è da scommetterci, come nuova meraviglia tra il classico e il pop, tra la melodia a respiro internazionale e la tradizione napoletana.
Nessuno, nemmeno loro, avrebbe mai immaginato una parabola simile. Una favola, dicevamo. Nessun'altra parola potrebbe fotografare meglio l'avventura di tre ragazzini che sognavano di diventare grandi cantanti e che oggi hanno una possibilità che nessuno ha mai avuto: essere considerati non artisti italiani che hanno successo all'estero, ma artisti internazionali nati in Italia.
Si sono fatti notare singolarmente nel 2009 a Ti lascio una canzone, il programma televisivo di Raiuno condotto da Antonella Clerici, ma è grazie all'intuizione di "Mister Quando Quando Quando" Tony Renis e di Michele Torpedine, il manager che ha costruito le carriere di Andrea Bocelli, Zucchero, Giorgia, Biagio Antonacci, che sono diventati un trio delle meraviglie.
Per fare in modo che la loro esperienza fosse edificata sulla roccia della musica vera e non sulla sabbia dell'effimera popolarità televisiva, era necessario che la produzione discografica fosse impeccabile. Ecco allora che a fianco di Tony Renis, arriva un altro grande produttore internazionale, uno di quelli che ha cambiato faccia al pop: Humberto Gatica, che nel suo carnet ha il gotha della musica. Una lista infinita che comprende Celine Dion, Michael Jackson, Michael Bublè, Barbra Streisand, Madonna, Elton John. Quando Tony Renis gli fa ascoltare un loro demo, Gatica pensa che sia tutto finto: troppo bravi, troppo perfetti. Impossibile che tre adolescenti cantino davvero così. Invece no. È tutto vero.
Nasce un lavoro straordinario che valorizza le loro doti vocali ma che le mette comunque sempre al servizio della canzone. Non uno sfoggio di bravura, ma un esempio di come la musica sia comunicazione sublime che arriva al cuore e ai polmoni. Il Volo canta e incanta. Riesce a toccare le corde giuste, a convincere anche i più scettici che è possibile avere quindici anni ma un talento che smuove le montagne.
Nel 2015 vincono il Festival di Sanremo con il brano "Grande Amore".