Indochine

Indochine: ultimi video musicali

La machine à rattraper le temps

Video Musicali

Pink Water

Video Musicali

Ladyboy

Video Musicali

Ladyboy

Video Musicali

Adora

Video Musicali

Les portes du soir

Video Musicali

Tes yeux noirs

Video Musicali

3e sexe

Video Musicali

Indochine

Quando il pop si fa ombroso, l'emozione trionfa.
L'avventura dell'Indocina affonda le radici lontano, lontano nel tempo. È il maggio 1981 quando Nicola Sirkis (voce) e Dominique Nicolas (chitarra), entrambi ventenni, fondano la band. La prima canzone prende vita 4 mesi dopo e nasce la leggenda di uno dei più grandi e longevi gruppi pop made in Francia.
Il debutto su un palco avviene in settembre al Le Rose Bonbon, club parigino molto à la page per l'epoca: al duo iniziale si aggiungono Dimitri Bodianski, sassofonista appena 17enne, e Stephane Sirkis, fratello di Nicola, al synth. È una mezz'ora memorabile, che infiamma il pubblico e attira le case discografiche come le api sul miele. I 4 optano per l'unica che non chiede loro di cambiare nome e due mesi dopo incidono i primi due singoli, "Françoise" e "Dizzidence Politik". Curiosamente è più la critica ad apprezzarlo, che il pubblico. Segue una serie di concerti al fianco del gruppo del momento, Taxi Girl, il cui manager però è costretto a estromettere gli Indochine per non rischiare di vedere i suoi protetti oscurati dalla banda Sirkis.
Tutto ciò è comunque un successo, che spinge il gruppo a chiudersi in sala e registrare il primo LP, "L'Aventurier", minialbum di 6 brani che esce nel novembre 1982 e sbanca vendendo 250.000 copie, lanciando il singolo eponimo come disco dell'estate '83. E' musica in cui pop e dance si fondono in perfetta simbiosi edificando un anomalo wall of sound fatto di sintetizzatori, drumming à la Depeche Mode e armonie malinconiche in Cure-style: inutile dire che il pubblico new wave crolla ai loro piedi.
Il successo li spinge a mettersi subito al lavoro per il bis, che esce nel 1984 con il titolo "La Péril Jaune" e vende subito 225.000 esemplari, facendo capolino anche nelle radio scandinave. La formula è la stessa, con un background di ritmi dance e il synth a disegnare scenari ombrosi che sostengono riff chitarristici presi dagli Shadow. Tra le track più canticchiate, "Kao Bang" et "Miss Paramount". Ma anche "3ème sexe", "Canary Bay", "3 nuits par semaine" e "Salombo" sono sulla boca di molti giovani francesi: gli Indochine sono già culto.
Il terzo album, "3", tocca nel 1985 le 750.000 copie in tutta Europa e la band ha l'onore di collaborare con Serge Gainsbourg, che gira il clip di "Tes yeux noirs". Anche il film del concerto allo Zenith di Parigi è un trionfo, con 350.000 pezzi venduti. Gli Indochine devono sopravvivere al declino della musica new wave e non si fermano mai: nel 1987 è il turno di "7000 Danses", un disco che nasce tra le polemiche, visto che i 4 decidono di registrarlo negli studi preferiti dai Cure (i Miraval Studios), instillando in certa critica il dubbio che Sirkis e soci non siano altro che una pallida copia della superband guidata da Robert Smith. Nonostante ciò il pubblico, come sempre, risponde bene. Intanto la loro fama si allarga al Canada e in Sudamerica, grazie a un memorabile concerto nel marzo 1988 in perù, davanti a 45.000 persone.
Il 1989 segna il primo stadio del processo di trasformazione degli Indochine: se ne va Dimitri Bodianski e il rimanente trio si chiude in studio da luglio a novembre per incidere "Le Basier", ben accolto dal pubblico, ma mai come "Le Birthday Album", una raccolta di 18 titoli più un inedito per festeggiare i 10 anni di vita che raggiunge le 600.000 copie nel 1991.
Due anni dopo esce "Un Jour Dans Notre Vie" ma la stella degli Indochine sembra destinata al tramonto, tanto che nel 1995 se ne va anche Dominique Nicolas: rimasti da soli, i fratelli Sirkis sono indecisi se continuare o meno, ma la pressione della stampa e l'entusiasmo dei fan (che li riempiono di lettere imploranti) li persuade a non mollare. Viene ingaggiato il chitarrista Alexandre Azaria, proveniente dai Cri De La Mouche; segue un contratto con la BMG e un paio di album di buon successo, che strizzano l'occhio al britpop ("Wax" nel 1996 e un live nel 1997) e originano un tour da sold-out.
Nel febbraio 1999 un grave lutto si aggiunge alle defezioni del passato: Stéphane scompare e Nicola rimane da solo, proprio all'inizio della registrazione di "Dancetaria". Lo spettacolo continua, anche per onorare la memoria di Stéphane, e il pubblico premia la scelta di non pubblicare subito il disco per non approfittare del lutto, ma di anticiparlo in una serie di concerti. Nicola chiama nuovi musicisti, tra cui Jean-Pierre Pilot alle tastiere; "Dancetaria" uscirà a fine anno, prodotto da Gareth Jones (Depeche Mode, Garbage) con un sound naturalmente più techno rispetto al passato.
Il tour relativo all'album è un concentrato di emozioni e riscuote un successo clamoroso in tutta la Francia e porta Nicola e i nuovi adepti a suonare al fianco dei Placebo a Nimes.
Nel 2002 esce "Paradize" e i 21 anni di onorata carriera danno finalmente i frutti: oltre al doppio disco di platino in Francia, il CD ottiene un disco d'oro in Belgio e uno in Svizzera. Prodotto con l'aiuto di amici incontrati nel corso degli anni, il disco annovera tra gli ospiti anche Melissa Auf De Maur (bassista di Hole e Smashing Pumpkins), che suona e canta in "Le Grand Secret". Anche in Italia si sente l'eco dell'esplosione di Nicola Sirkis & co, con "J'ai Demandé à La Lune".