Into Eternity

Into Eternity

This is the end, my only friend the end. La lezione dei Doors e di molti poeti della storia dell'umanità sta alla base della concezione musicale degli Into Eternity: la fine, la morte, l'oblio. Fin dal nome, naturalmente, e dallo stile adottato, un inedito mix di death metal e prog rock.
Il progetto 'definitivo' nasce alla fine del secondo millennio dalle menti di tre musicisti canadesi, il chitarrista Tim Roth (ex Pericardium), il bassista Scott Krall e il batterista Jim Austin. La loro formazione umana avviene in una delle zone più remote del pianeta, la città di Regina nel Saskatchewan, in cui la luce del sole accecante si alterna alle tenebre più drammatiche, il caldo soffocante dell'estate al gelo maledetto dell'inverno, i colori della natura in autunno e primavera al bianco assoluto dei mesi più freddi: la fine non poteva che essere il loro culto. Il background musicale pesca in un caleidoscopio di band assolutamente eterogenee: Rush, Dream Theater, Death, Nevermore, Iron Maiden.
Virtuosismo chitarristico, melodie che si attorcigliano con le armonie vocali, liriche da suicidio e vocals che alternano death e clean: i tre fin da subito hanno le idee chiare e nelle session casalinghe macinano una musica assolutamente originale, che fonde prog rock e death metal in un sound per nulla 'medio' e commerciale e si trasforma subito in un demo che conquista l'attenzione della DSV, etichetta olandese. Così nel 2000 la band, a cui si aggiunge il chitarrista Jeff Storry, realizzano il loro primo album full lenght, dal titolo "Into Eternity". Il Cd è una bella sopresa nell'ambiente spesso un po' monocorde del metal: le vibrazioni death e prog producono un sound complesso e ricco di pathos che conquista subito un buon numero di adepti, sia in patria che in Europa. Nel Vecchio Continente gli IN tengono un concerto al Prog Power; poi tornano in studio per lavorare al secondo album, questa volta per la label Century Media. La release di "Dead Or Dreaming" è del 2002 e riscuote ancora più consensi del precedente, con edizioni worldwide e recensioni entusiastiche de parte delle riviste di settore (Metal Maniac's lo osanna per aver creato un nuovo genere). Il nome degli IN si espande anche negli Stati Uniti, tanto che nel 2002 il quartetto 'scende' in Usa per un tour a supporto dei Kataklysm, Dying Fetus e Hate Eternal.
Ad aprile 2003 due nuovi innesti: Jeff Storry si allontana dalla band, sostituito da Rob Doherty, mentre alla voce di Tim Roth si aggiunge quella di Chris Krall che canta sia in stile clean che death. La nuova lineup si chiude nei Touchwood Studios di Regina per lavorare a "Buried In Oblivion". Sono mesi difficili, perché durante l'incisione Rob perde il padre, mentre a Tim viene a mancare la madre: il disco, che esce nel 2004, è ancora più dark, tragico e senza speranza.