Ivano Fossati

Ivano Fossati

Nascere davanti al mare è come una condanna a perdersi dentro il suo continuo ondeggiare. E così è successo alla musica e alla carriera di Ivano Fossati, genovese, nato nel 1951 davanti al porto. Dal rock progressivo dei primi dischi agli inizi degli anni Settanta fino a incarnare la forma canzone italiana nella sua forma più pura, Fossati ha attraversato molti mondi musicali con curiosità e inquetudine.
Senza mai inseguire il successo, anzi spesso scansandolo, ha perseguito una personale ricerca di toni, di ritmi, di atmosfere, di parole, di forme, di arte, che l'ha portato di volta in volta lontano da sé o troppo vicino al profondo della sua anima.
Decide che la musica sarà la sua vita quando ha appena 16 anni. Lascia la scuola, non ha soldi, ha solo una chitarra classica e un vecchio flauto. E mondi di suoni lontani da esplorare. Ben presto la chitarra classica diventa elettrica, Fossati fonda il gruppo sperimentale Delirium e incide il primo album "Dolce Acqua", nel 1971. Il brano "Jesahel" è il primo successo.
Quello stile fatto di arrangiamenti sinfonici in voga tra gruppi prog come Le Orme, Area e PFM, segna il successo anche di un altro brano dello stesso album, "Favola O Storia Del Lago Di Kriss", che racconta di mondi lontani, fuori dallo spazio e dal tempo.
L'esperienza con i Delirium dura il tempo di un solo album, la collaborazione con Oscar Prudente, invece, continua anche con il disco "Poco Prima Dell'Aurora", uscito lo stesso anno de "Il Grande Mare Che Avremmo Attraversato". Se del disco con Prudente (peraltro con molti alti e bassi) si ricorda soprattutto il capolavoro "È l'Aurora", con "Il Grande Mare Che Avremmo Attraversato" Fossati comincia il suo viaggio, personale e solitario, nella forma canzone attraversando i paesaggi delle sonorità più diverse, dalle malinconie sudamericane alle magie dell'oriente, dal jazz alla musica per il teatro, fino alla scrittura di alcuni capolavori pensati per le voci più intense della canzone italiana. Qualche nome di chi ha cantato i suoi versi? Eccoli: Mina, Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni, Anna Oxa, Mia Martini, Loredana Bertè, Adriano Celentano, per citarne solo alcuni.
La fine degli anni '70 è il momento del suo maggior successo popolare. "La Mia Banda Suona Il Rock" entra in classifica, vince il Telegatto, diventa il motivetto fischiettato e strimpellato la notte sulle spiagge italiane davanti ad un fuoco. E Fossati, in qualche modo, la ripudia, se ne allontana, senza quasi più riproporla in concerto e cambia strada nuovamente.
Arrivano gli anni '80, e in quel panorama per molti aspetti desolante Fossati pubblica la prima di cinque perle rarissime. "Panama E Dintorni" si apre con due tra i capolavori più alti della sua carriera, "Panama" appunto, e "La Costruzione Di Un Amore". Seguiranno "Le Città Di Frontiera" con quegli uomini 'per niente facili' e 'così poco allineati' de "La Musica Che Gira Intorno".
Nel 1984 "Ventilazione" segna la collaborazione con Paolo Conte (in "Bolgie") da sempre considerato con Fabrizio De André 'fratello nelle note'.
Due anni dopo c'è la scoperta della costruzione ritmica ispirata alla musica popolare sudafricana con l'album "700 Giorni" e la splendida "Buontempo". "700 Giorni" viene anche premiato come miglior album del 1986 con la prima Targa Tenco della sua carriera.
La seconda arriva appena due anni dopo per "Questi Posti Davanti Al Mare", dall'album "La Pianta Del Tè", votata migliore canzone del 1988.
Gli anni novanta si aprono con un'altra Targa Tenco per "Discanto". È questo il periodo della completa maturazione formale della musica e dei testi di Fossati: attraverso "Lindbergh - Lettere Da Sopra La Pioggia" del 1992, che contiene "La Canzone Popolare" (diventata, forse suo malgrado, un inno politico), e attraverso la malinconica raffinatezza espressiva di "Macramé".
Tra questi ultimi due lavori si trovano i primi due live della sua carriera, "Dal Vivo Vol.1 – Buontempo" e "Dal Vivo Vol.2 - Carte Da Decifrare", e la colonna sonora del film "Il Toro" di Carlo Mazzacurati.
L'ennesima svolta arriva appena 2 anni dopo "Macramè", ed è segnata dalla pubblicazione dell'antologia "Canzoni A Raccolta - Time And Silence": quindici canzoni, compresa l'inedita "Il Talento Delle Donne", che fluttuano nel mare della memoria del musicista genovese, da quelle meno cantautorati a quelle più vicine alla musicalità della scrittura.
Nel 2000, a quattro anni dalla pubblicazione di "Macramè" e dalla collaborazione con Fabrizio De André per "Anime Salve", Fossati torna con un nuovo disco introspettivo e malinconico: il suono de "La Disciplina Della Terra" non lascia spazio a molte concessioni verso la world music, anzi, è più rigoroso, scarno, essenziale e lo stesso Fossati sente di aver finalmente raggiunto la sua 'forma canzone' più evoluta.
E come sempre, quando sente di essere arrivato a un punto fermo a lungo cercato, Fossati scarta nuovamente. Prende così finalmente forma, nel 2001, il disco strumentale "Not One Word", con il progetto musicale Ivano Fossati Double Life, da cui traspaiono le sue passioni, il desiderio di abbandonare finalmente la voce e dedicarsi alla musica mischiandone gli ingredienti, tra film, jazz e sonorità sudamericane.
Più felice e più completo, anche grazie al lavoro di "Not One Word", nel 2003 Fossati si riprende la libertà di tornare a scrivere canzoni che possono essere suonate con la chitarra sulle ginocchia, pensando ai juke-box sulle spiagge d'estate. Nasce così "Lampo Viaggiatore", un disco solare e diretto, quasi pop (in un'intervista poco dopo la pubblicazione non nasconde la sua immensa ammirazione per la 'scrittura compatta' di Steve Wonder), dove i testi del cantautore non sono mai stati così lineari e diretti. Fossati, all'interno delle dieci canzoni che compongono l'album, rispolvera "Io Sono Un Uomo Libero" scritta anni prima per Adriano Celentano.
Alla pubblicazione seguono due tour, uno 'elettrico' ed uno acustico: da quest'ultimo viene estratto "Dal Vivo Vol.3 – Tour Acustico", terzo capitolo del percorso live di Ivano Fossati. I proventi del singolo che ne accompagna l'uscita, "Mio Fratello Che Guardi Il Mondo", vengono interamente devoluti all'associazione umanitaria Amnesty International.
Per il ritorno del cantautore genovese non bisogna attendere molto: nel febbraio del 2006 esce infatti l'album "L'Arcangelo", il ventitreesimo delle sua carriera tra live, raccolte ed esordi con i Delirium. Tornano la schiettezza e la comunicabilità di "Lampo Viaggiatore", accompagnati, questa volta, dall'utilizzo in modo preponderante di strumenti tipicamente rock come la chitarra e il piano Fender Rhodes.
"L'Arcengelo" è un album profondamente immerso nell'attualità e nelle sue tematiche (si parla di Pacs, omosessualità, immigrazione e laicità), fin dal dirompente singolo di lancio, "Cara Democrazia", in cui Fossati si chiede quale significato abbia ancora oggi questa ideologia tanto sbandierata e troppo spesso citata a sproposito.