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Japan

Dal glam-rock al new romantic.
È una delle band più interessanti del panorama inglese di fine anni '70 e inizio anni '80: si chiamano Japan, sono inglesi e leggenda vuole che il loro look abbia influenzato Kaoru Tada quando si è trattato di disegnare il fumetto "Kiss Me Licia".
Comincia tutto nel 1974, anno di formazione della band.
I membri sono cinque: David Sylvian (cantante e compositore, vero nome David Batt), Mick Karn (bassista, vero nome Anthony Michaelides), Richard Barbieri (tastierista), Rob Dean (chitarrista) e Steve Jansen (batterista e fratello di Sylvian, vero nome Steve Batt).
La storia della loro musica è anche la storia di una netta evoluzione: il punto di partenza è un glam-rock fortemente influenzato da gente come David Bowie e i New York Dolls. Il punto d'arrivo e un pop-rock meno dominato dalla chitarra e orientato verso sonorità elettroniche che esaltano i sintetizzatori e il basso fretless di Karn.
Ma torniamo agli inizi: leggenda vuole che il cantante solista del gruppo fosse proprio Karn, solo che il panico da palcoscenico suggerisce presto un cambio in favore di David Sylvian. All'inizio non deve essere sembrata una grande idea: quando i Japan comincino a farsi sentire in giro un sacco di gente li accosta ai Roxy Music proprio a causa della sua vocalità. Non sempre questo paragone è lusinghiero, anzi spesso implica un tono derisorio, ma i cinque non si scompongono e continuano per la loro strada. I mesi successivi danno loro ragione: nel 1977 vincono un concorso e si guadagnano il contratto con l'etichetta tedesca Hansa Records.
L'esordio discografico è per l'anno successivo: "Adolescent Sex" (1978) li piazza chiaramente nel solco del neo-punk e del glam-rock, ma si distingue per la vocalità di Sylvian e il basso funky di Karn.
Entro la fine del 1978 i Japan danno alle stampe il loro secondo album, "Obscure Alternatives". Anche in questo caso l'esito commerciale non è stellare, però la critica conferma un certo gradimento. Soprattutto, le tracce del disco denunciano un piccolo ma significativo scostamento rispetto al sound di "Adolescent Sex": emergono infatti elementi melancholy pop, proprio quelli che una volta maturati garantiranno alla band un lusinghiero successo commerciale.
Fino a questo momento, infatti, i Japan sono passati quasi inosservati sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti (vendono bene in Giappone, invece). Con "Quiet Life" (1979), terzo lavoro della band, le cose cambiano: il contributo di John Punter, producer dei Roxy Music e di Brian Ferry, contribuisce a sancire il passaggio a un sound più elettronico, decadente, raffinato.
La critica se ne accorge e regala recensioni di tutto rispetto. Il pubblico Giapponese va in visibilio, quello occidentale comincia ad ascoltarli. Insomma: per i Japan il decennio chiude alla grande.
I due album successivi ampliano il loro pubblico e sanciscono l'appartenenza al nascente movimento new romantic: "Gentlemen Take Polaroids" (1980) ottiene il migliore piazzamento della carriera nelle classifiche inglesi, oltre a confermare l'apprezzamento della critica di settore.
Le cose vanno ancora meglio nel 1981: i Japan pubblicano "Assemblage" (che mescola brani presi dai primi tre album della band) e soprattutto "Tin Drum" (quinto disco di materiale originale). Quest'ultimo ottiene ottime recensioni e raggiunge la dodicesima posizione nelle classifiche inglesi (con gran scorno del chitarrista Rob Dean, che se n'è andato).
All'apice della carriera le cose vanno a gambe per aria: le tensioni interne al gruppo esplodono quando la fidanzata di Karn lo pianta per andare con Sylvian. Il colpo è troppo grosso: nel 1982 i Japan si sciolgono.
Quelli che seguono sono un interessante album live ("Oil On Canvas", 1983) e una manciata di compilation. Fra queste ultime vanno ricordate "Exorcising Ghosts: Best Of Japan" (1984, forse il miglior gratest hits del gruppo) e "The Singles" (1996).
A fine anni '80 un tentativo di reunion del quartetto originale non riesce a produrre altro che un nuovo nome e un nuovo album, "Rain Tree Crow" (1989).