Jarabe de Palo

Jarabe de Palo: ultimi video musicali

La Verdadera Historia Del Perro Apaleao (Cómo Se Rodó El Clip De "Perro Apaleao"):Parte I

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Una Historia De Vuelta Y Vuelta:Parte V

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La Flaca (Versión Acústica)

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La Verdadera Historia Del Perro Apaleao (Cómo Se Rodó El Clip De "Perro Apaleao"):Parte III

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Making of 1m2

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Cómo Se Hizo El Clip De "Dos Días En La Vida":Parte II

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Dos Días En La Vida

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Una Historia De Vuelta Y Vuelta:Parte II

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Jarabe de Palo

Il grande successo di Jarabe de Palo - quasi 5 milioni di copie sommando le vendite dei due album finora usciti - deve forse effettivamente qualcosa al grande momento di fortuna del pop latino, come ammette lo stesso leader del gruppo, l'aragonese-catalano Pau Donès.
Tuttavia, lo stile divertente di questi ragazzoni ispanici possiede senza dubbio un suo fascino originale. Il nome del gruppo (letteralmente 'sciroppo di legno') pare si possa rendere in italiano come 'una mazzata', con riferimento autoironico agli anni di batoste necessari a raggiungere il successo.
Le radici di Jarabe de Palo infatti affondano nel sottobosco della Barcellona dei primi anni '90, dove cinque niños intraprendenti coltivano il progetto di formare un gruppo latin-rock: oltre a Pau – leader, chitarrista e vocalist -, della lineup originale fanno parte il batterista Alex Tenas, il percussionista Dani Forcada, l'altro chitarrista Jordi Mena e il bassista Joan Gené.
E dopo una sofferta gavetta il successo arriva, come è noto, con "La Flaca", il singolo del 1996 (così come il primo album, che porta lo stesso nome) che ha travolto l'estate italiana a scoppio ritardato nel 1999. Chi è mai questa 'flaca'? La leggenda narra che tutto nacque da una folgorazione durante un viaggio a Cuba: che sia davvero la fanciulla cubana che ha ispirato Pau Donès e il suo amico regista Fernando de France? Che importa, quel che conta è che quel disco vende una quantità impressionante di copie e lancia il gruppo verso un secondo album, "Dipende" (uscito prima in Spagna e poi nel resto d'Europa nella primavera del 2000) che conferma le aspettative.
La titletrack rimane accattivante anche nella versione italiana con il testo scritto da Jovanotti, ma a conquistare il pubblico contribuisce senza dubbio la simpatia e il fascino di Pau Donès, che infarcisce interviste e contributi ai siti web ufficiali della band con aneddoti, battute e trovate originali.
Nel febbraio del 2001 vede la luce il terzo album, "De Vuelta Y Vuelta", 11 brani in tutto alcuni dei quali arricchiti dalla presenza di musicisti di livello (il batterista Danny Cummings e Glenn Nightingale, il chitarrista di Jamiroquai) e di un pezzo ("Tiempo") a cui partecipa ancora Lorenzo Cherubini questa volta con il rapper portoricano Vico C.
Ma il disco sarà ricordato anche per la forte campagna contro l'anoressia a cui si accompagna: per iniziativa di Pau prima di ogni videoclip parte un filmato di denuncia contro questa grave malattia.
Dopo aver cambiato casa discografica (per la CGD East West), nel maggio del 2003 viene pubblicato il quarto lavoro di inediti della band, "Bonito", la cui versione italiana della titletrack (adattata dal solito Jovanotti) spiana la strada all'album con qualche settimana di anticipo, imperversando sulle radio e nei negozi sullo scaffale dei cd singoli.