Jerry Lee Lewis

Jerry Lee Lewis

Esiste forse qualche rock & roller delle origini che abbia una reputazione peggiore di Jerry Lee Lewis, detto 'The Killer'?
Le sue follie al pianoforte, la sua incredibile carica live, l'egocentrismo al limite del delirio (una volta bruciò il piano per impedire a Chuck Berry di esibirsi dopo di lui) e l'insaziabile sete per la vita hanno ispirato numerose biografie, documentari e film; ma Lewis è riuscito a non cadere vittima dei suoi eccessi e a incanalare la sua energia nella musica, entrando a pieno diritto nella storia del rock'n'roll e spaziando, con il suo personalissimo stile, dalle ballate country al blues, dal boogie-woogie al rock più classico.
Anno 1957: la cometa-Jerry inizia il suo viaggio con il singolo "Whole Lotta Shakin' Goin' On" e nel giro di pochissimo tempo diventa la materializzazione degli incubi peggiori di ogni genitore d'America: la Nazione, tutta conservatorismo, buone maniere e sani valori, scopre che i suoi ragazzi vanno pazzi per un biondino che suona il piano con una furia sessuale devastante.
Ma facciamo un passo indietro: Jerry Lee Lewis inizia a suonare quando ha solo 10 anni, su un pianoforte di terza mano che i suoi riescono a procurarsi nonostante abbiano seri problemi economici. Prende le prime lezioni insieme a due cugini, Mickey Gilley e Jimmy Lee Swaggart ed è subito chiaro che il ragazzo ha talento da vendere. Nel frattempo ascolta un po' di tutto, alla radio e su vecchi vinili, shekera le più varie influenze e trova il suo stile personale: la mano sinistra che picchia un selvaggio ritmo sincopato rock/boogie, la destra che intesse melodie soprattutto sugli ultimi tasti. Manca ancora qualcosa per diventare 'The Killer', ma prima di trovarla deve affrontare mammà: "il mondo infido e peccaminoso del business musicale non va bene per mio figlio" - dice - "lui deve cantare le sue canzoni solo a Dio". Detto fatto, Jerry viene iscritto a forza in una scuola cattolica del Texas. Lui arriva, la sera stessa se ne esce con una versione boogie-woogie di "My God Is Real" e viene rispedito a casa in un lampo.
Negli anni seguenti continua su questa strada illuminata: a 21 anni ha cambiato un sacco di lavori, è stato cacciato a calci da un sacco di case discografiche, sposato due volte e in galera una; di una sola cosa è certo: la prossima stella della musica è lui. Ad averlo fra le mani sono i Sun Studios: gli vengono affiancati Roland Janes alla chitarra e J.M. Van Eaton alla batteria (la percussiva mano sinistra di Jerry evita la necessità del bassista). Questa formazione rimarrà la base dei successivi 7 anni di lavoro, che registrano buone vendite, collaborazioni con gli altri grossi nomi dell'epoca e soprattutto ciò che mancava per diventare 'The Killer': dispiaciuto di non poter saltellare per il palco come faceva Carl Perkins con la sua chitarra, si alza in piedi, butta via lo sgabello del piano e inizia a suonarlo dimentico di ogni ritegno classicista.
È su queste basi che arriva il successo di "Whole Lotta Shakin' Goin' On" (e siamo tornati là dove eravamo partiti): il brano conquista il primo posto nelle classifiche country e R&B, facendo improvvisamente di Jerry il più bollente, nuovo ed eccitante rock & roller della nazione. Nel giro di pochissimo tempo compone hit come "Shakin'" e "Great Balls of Fire", diventando così ingombrante da costringere Johnny Cash e Carl Perkins a lasciare la Sun.
La mamma è sempre la mamma, però. Ora che è all'apice del successo, sono proprio le bizzarrie del mondo dello spettacolo (di cui Jerry è superbo interprete e che mammà temeva) a mettere a dura prova la sua carriera: nel 1958 alle intemperanze e alle follie si aggiunge il matrimonio con una 13enne, sua cugina di secondo grado, di dieci anni più giovane di lui. È il finimondo: la stampa britannica lo mette in croce costringendolo a cancellare il tour inglese, i suoi dischi vengono banditi dalle radio di tutti gli States e guadagnare qualche soldo con la muisica diventa un'impresa.
Gli ci vogliono una dozzina d'anni per tornare alla ribalta: una nuova etichetta (Smash Records), un nuovo groove e un'hit dietro l'altra lo lanciano nuovamente.
Ma, mentre la carriera risorge, la vita privata si scava la fossa: la relazione con la cugina finisce, passa attraverso diversi matrimoni falliti, la morte dei genitori e del fratello maggiore, si invischia con gli ispettori del fisco e si dà ad alcool e droghe (che spesso lo costringono a urgenti ricoveri ospedalieri).
Ancora una volta, però, la cometa-Lewis dimostra di non essere di quelle che si spengono in fretta: la fine degli anni Ottanta vede una nuova fiammata grazie "Great Balls Of Fire", film ispirato alla sua vita, di cui Lewis canta la colonna sonora. Seguono documentari, biografie, compilations, concerti e l'entrata nella Rock and Roll Hall of Fame. Il suo è uno dei pochi nomi del rock che si ricorderanno anche tra un millennio.