Jesse Malin

Jesse Malin

La riscossa dei cantautori.
Viso da ragazzino e sguardo timido, Jesse Malin non dimostra la sua età, forse perchè sa reinventarsi ogni volta che abbandona un progetto per buttarsi in quello successivo.
Nato nel cuore della Grande Mela, nel Queens, il 26 gennaio del 1968, inizia a suonare a 12 anni e presto viene arruolato come frontman nella celebre band hardcore Heart Attack. L'avventura finisce nel 1983 con lo scioglimento del gruppo, ma Jesse non ha nessuna intenzione di abbandonare la carriera musicale. Suona infatti con gli Hope, prima di calcare il palco per otto anni alla guida della band glam punk degli D Generation, fino al loro scioglimento, nella primavera del 1999.
Scrivere musica è un vero e proprio bisogno per Malin, che non perde tempo e dà vita a due ulteriori progetti: i PCP Highway, con due dei componenti degli D Generation, Howie Pyro e Joe Rizzo, e i Bellvue, che pubblicano anche un disco, "To Be Somebody".
Nel frattempo, il cantautore, continua a perfezionare il suo stile, molto influenzato da pietre miliari della storia della musica americana come Neil Young e Tom Waits, e i suoi nuovi pezzi colpiscono favorevolmente Ryan Adams, ex cantante dei Whiskeytown, che gli propone di produrre l'album del suo debutto solista. In un certo senso è un debutto incrociato, nemmeno Adams, infatti, ha mai prodotto un disco, ma quando l'entusiasmo è alle stelle, queste sono sottigliezze. I due si chiudono quindi in uno studio di registrazione a New York nel gennaio 2001 e ne escono dopo soli sei giorni con "The Fine Art Of Self Destruction", che esce in Gran Bretagna nell'ottobre dell'anno successivo, lanciato dal singolo "Queen Of The Underworld" che riscuote un buon successo di critica e pubblico.
Successivamente, nel 2002, usando lo pseudonimo di Irving Plaza, Malin dà vita al progetto punk The Finger, insieme al fantomatico Warren Peace (Ryan Adams) e pubblica due EP, che poi convergono in un unico CD dal titolo "We Are Fuck You".
Per il suo stile, vicino a quello dei cantautori classici, viene invitato a cantare in due album di cover: "Hungry Heart" in "Light Of Day: A Tribute To Bruce Springsteen" e "Death Or Glory" in "White Riot Vol. 2: A Tribute To The Clash".
Nel novembre 2003 torna in studio per lavorare al suo secondo disco, "The Heat", che esce nel giugno 2004, seguito da un tour che lo porta anche in Europa. Il terzo lavoro solista, invece, arriva nel marzo 2007: "Glitter In The Gutter" contiene una cover dei Replacement, "Bastards Of Young", e un duetto con Bruce Springsteen, "Broken Radio".