Jet

Jet

Rock supersonico.
I fratelli Nic e Chris Cester, minore di tre anni, vengono dalla periferia di Melbourne, con la testa piena di "Abbey Road", pescato in mezzo ai dischi dei genitori, e poi di Grande Rock: Kinks (due fratelli anche qui), Who, The Faces, Rolling Stones, AC/DC, ma anche i primi Oasis (ancora due fratelli).
Dopo un'infanzia popolata di fantasie da rockstar, iniziano a frequentare l'underground del circuito di Melbourne convinti che una band di rock classico sia destinata a rimanere incagliata nel disinteresse comune.
Quando invece decidono di provare a fare sul serio, reclutano il bassista Mark Wilson e il chitarrista Cameron Muncey, si ribattezzano Jet (nome ispirato a una canzone dei Wings di Paul McCartney, datata 1973) e azzeccano il tempismo perfetto suonando i loro primi concerti mentre i conterranei The Vines esplodono in tutto il mondo. Come dire, il rock giusto al momento giusto e pure con il look giusto, il tutto saldamente controllato dai due fratelli (Nic alla chitarra, Chris alla batteria).
I Jet conquistano rinomanza e rispetto grazie all'attività live, poi sfornano per la label indie Rubber Records l'EP di debutto "Dirty Sweet" (2002), omaggio ai T. Rex di Marc Bolan: stampato in mille vinili, va subito esaurito e l'evento si ripete con la ristampa di altre mille copie.
Intanto, agli antipodi, la strabiliata recensione del primo singolo "Take It Or Leave It" su NME porta all'immediato interessamento delle case discografiche. La spunta Elektra e i Jet decollano. Godono addirittura del privilegio di aprire le date australiane del tour mondiale dei Rolling Stones.
Il disco di debutto "Get Born" (2003) è affidato al produttore Dave Sardy (System Of A Down, Dandy Warhols, Marilyn Manson) e registrato ai mitici Sunset Sound Studios di Los Angeles. L'accoglienza della critica (soprattutto di quella inglese, al solito) è entusiastica: il rock dei Jet sarà poco originale, ma è ruvido, fresco e convincente. A tratti, anzi, epico...
Sull'onda del singolo "Rollover DJ", a novembre i quattro sbarcano in Gran Bretagna e guidano l'NME Rock 'N' Roll Riot Tour supportati dai The Hiss, esibendosi anche all'Astoria di Londra.
Nei primi mesi del 2004 è la volta di un tour statunitense, con tanto di inserimento del brano "Hold On" nella colonna sonora del film "Spider-Man 2".
Poi arriva la definitiva consacrazione in patria: il 17 ottobre i Jet vincono 6 premi (su 7 nomination) assegnati dalla ARIA (Australian Record Industry Association). Fra di essi ci sono anche quello per l'album dell'anno ("Get Born") e per il singolo dell'anno ("Are You Gonna Be My Girl").
Con tutto questo ben di dio all'attivo, nel 2005 i Jet suonano come spalla degli Oasis e poi cominciano a pensare seriamente all'album #2: pubblicato a partire da ottobre del 2006, "Shine On" viene anticipato dal singolo "Put Your Money Where Your Mouth Is".