Jimmy Eat World

Jimmy Eat World

Nel pop di oggi, prefabbricato commerciale, migliaia di teenager anelano a ottenere un contratto con una major per diventare famosi. Per i Jimmy Eat World, invece, che hanno conosciuto il successo prima ancora di avere l'età per bere alcolici, rompere il contratto con una delle case discografiche più grosse e rispettate d'America, ha significato salire nel gotha del rock.
Cresciuti nell'epoca d'oro del grunge, quattro compagni d'infanzia danno vita a una band. È il 1994 quando nasce l'embrione dei Jimmy Eat World, per volontà degli amici Jim Adkins (voce/chitarra), Zach Lind (batteria), Tom Linton (chitarra/voce) e Mitch Porter (basso). Il quartetto prende a prestito il nome da un episodio che aveva visto coinvolti i fratelli più piccoli di Tom, Ed e Jimmy: i due avevano litigato e Ed aveva disegnato il fratello che divorava il mondo con sopra la didascalia 'Jimmy Eat World'. Niente di più incisivo, no?
Presto cominciano a gingillarsi con sound punk-rock, esibendosi in piccoli concerti nella natia Mesa, in Arizona. Le loro influenze vanno dai Rocket From The Crypt ai primi Def Leppard, dai Jesus And Mary Chain ai Fugazi ai Velvet Underground. Pubblicano vari 7 pollici autoprodotti, split con altre band e un album omonimo pubblicato dalla Wooden Blue Records, che fa guadagnare loro un folto seguito di proseliti.
Nel 1995, anno della dipartita di Mitch, sostituito poi da Rick Burch (migliore amico di Linton), vengono messi sotto contratto dalla Capitol e sfornano il disco “Static Prevails”, che esce un anno dopo. I critici e le college radio rimangono incantati dall'intrigante spettro di suoni del disco, i cui cavalli di battaglia sono “Thinking, That's All” e “Anderson Mesa”. Nonostante siano con una major, i quattro prendono sotto il loro controllo le attività cruciali di stampo artistico. Perennemente on the road, riescono a continuare a incidere singoli split insieme agli amici Mineral, Jejune, Sense Field e Blueprint.
A inizio '99 si trovano ad essere una delle band di punta del genere emo grazie a “Clarity”, un album dallo spirito più hard ed estremo del precedente, nonostante denoti una sensibilità senza pari. Co-prodotto dalla band e dal collaboratore di lunga data Mark Trombino (Blink 182, Drive Like Jehu), viene preceduto da un EP pubblicato dalla indie Fueled By Ramen che include le bellissime “Lucky Denver Mint” (programmatissima dalla radio trend-setter di L.A., KROQ, e inclusa nella colonna sonora del film “Mai Stata Baciata” con Drew Barrymore) e “For Me This Is Heaven”, oltre a una demo di “Your New Aesthetic”. Gli sforzi dei quattro trovano un meritato riconoscimento quando le vendite della prima settimana dell'album superano di oltre la metà quelle che l'esordio aveva registrato fino ad allora.
Nonostante il successo, sono evidenti i diversi punti di vista dei Jimmy e della loro etichetta: disillusi di fronte a un mondo che crede solo nei soldi, stanchi di sentire la pressione di ottenere hit su hit, decidono di staccarsi dalla Capitol. Contemporaneamente, però, il loro potente rock sound sta conquistando l'Europa e così decidono di imbarcarsi in un tour auto-finanziato nel Vecchio Continente, oltre a pubblicare la compilation “Singles” sull'indipendente Big Wheel Recreation e altri split con i Jebediah e i Sense Field.
Nel periodo che segue, danno una nuova e rinfrescata forma alla loro musica per iniziare le incisioni a un terzo LP, “Bleed American”, che li vede ancora insieme a Trombino e che li porta a firmare un contratto con la Dreamworks Records.
L'album, uscito nel luglio 2001, è caratterizzato da melodie furiose, testi di una saggezza pungente e sensibilità romantica e, grazie al singolo “The Middle” li colloca definitivamente nella cartina del pop-rock. A seguito degli attentati terroristici agli Usa dell'11 settembre, viene ristampato con un nuovo titolo, il ben più neutro “Jimmy Eat World”, che ancora nel 2002 – grazie al terzo singolo, il popolarissimo “Sweetness” – li tiene in una posizione d'onore nel regno delle superstar.