Joan of Arc

Joan of Arc

Indie rock fortemente sperimentale.
Se c'è una cosa che i Joan Of Arc sanno fare piuttosto bene è quella di spiazzare critica e fan: nel corso della loro carriera, cominciata a metà degli anni '90, abbracciano con coraggio una produzione tanto varia quanto singolare, a volte sfornando dischi importanti, altre volte cadendo in errore, ma sempre spingendo forte il pedale della ricerca musicale.
Comincia tutto a Chicago, quando la band emo-core Cap'n Jazz va a gambe per aria: rimasti senza gruppo, il cantante e chitarrista Tim Kinsella, il chitarrista Mike Kinsella e il bassista Sam Zurick decidono di fondare un nuovo gruppo e di sfruttarlo per abbandonare i solchi musicali stabiliti.
Finisce che grazie all'arrivo del chitarrista Eric Bocek e del tastierista/chitarrista Jeremy Boyle, i Joan Of Arc muovono ufficialmente i loro primi passi.
È l'estate del 1996.
Le successive esibizioni live, insieme al 7 pollici "Method & Sentiment" (ottobre 1996), chiariscono subito che il timone del sound punta al rock sperimentale, con inserti elettronici e piglio progressive.
L'etichetta Jade Tree gradisce, li mette sotto contratto e nel 1997 pubblica il loro esordio lungo ("A Portable Model Of Joan Of Arc"), seguito l'anno successivo da "How Memory Works": questo secondo lavoro trova il giusto equilibro nell'evoluzione musicale della band e spinge la critica a dirsi molto soddisfatta.
È un buon segno per la creatura di Tim Kinsella, unico membro permanente di un gruppo capace di numerosissimi cambi di formazione nel corso degli anni.
La fortuna critica viene però meno sia con "Live In Chicago 1999" (che non è un concerto: il titolo è motivato dal fatto che in quell'anno il gruppo vive a Chicago) sia con "The Gap" (2000): si tratta, soprattutto nel secondo caso, di album concettualmente complicati, che portano alle estreme conseguenze la frammentazione della forma canzone e l'approccio fortemente sperimentale.
La scarsa ricezione da parte della critica e le serie difficoltà in termini di vendite portano all'inevitabile: tensioni interne alla band, l'etichetta discografica che si disaffeziona a loro e il gruppo che si disperde.
Finisce che Tim Kinsella forma gli Owls, reincarnazione della formazione originale dei Cap'n Jazz. Poi, quando anche questo tentativo finisce si dedica alla carriera solista, compone i brani per un nuovo album e si chiude in studio di registrazione. Qui ritrova Sam Zurich e Mike Kinsella e siccome tutti e tre erano negli originali Joan Of Arc, la decisione è quella di trasformare le tracce nel disco del ritorno per il gruppo: "So Much Staying Alive And Lovelessness" (2003) è un lavoro decisamente più controllato e riconquista la fiducia della critica di settore.
Non però quella di Jade Tree, che chiude il contratto con la band.
La palla passa allora a Perishable, che sempre nel 2003 pubblica "In Rape Fantasy And Terror Sex We Trust", disco molto più dark nonostante sia nato praticamente insieme a "So Much...".
Il gruppo sembra veramente rinato e la conferma arriva con "Joan Of Arc, Dick Cheney, Mark Twain" (2004, pubblicato da Polyvinyl), che presenta una quantità enorme di collaboratori e si guadagna recensioni estremamente positive.
Esito simile anche per "Joan Of Arc Presents: Guitar Duets" (2005), in cui Tim Kinsella riunisce dieci ex membri della sua band più qualche esterno come Tim Rutili.
Nel 2006 arrivano due nuovi album: "The Intelligent Design Of Joan Of Arc" (compilation di rarità) ed "Eventually, All At Once" (album di brani originali, in gran parte acustici).